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Perché noi tifosi siamo orgogliosi dei ragazzi della Dinamo Sassari

marzo 20, 2014 Susanna Campus

susanna-campus-dinamo02Cari amici, sabato 15 febbraio è stato lanciato questo SOS: “Houston abbiamo un problema”! Impossibile far atterrare Susanna! Sta volando troppo alto e soprattutto a mille!
Tutto è iniziato il giorno che è venuta a trovarmi a casa mia la squadra della Dinamo Sassari. L’allenatore Meo Sacchetti e il capitano Manuel Vanuzzo mi hanno chiesto di andare la domenica e mercoledì 19 al palazzetto per tifare per loro. Potevo rifiutarmi?

DINAMO – BAMBERG
Così sono andata a vedere Dinamo – Bamberg, partita di Eurocup importantissima perché era la classica “o dentro o fuori”. Piera, la mia assistente oss, era poco fiduciosa: «Certo che vincere di +12 sarà difficilissimo, speriamo almeno di perdere facendoli sudare». Perdere? “Perdere bene”? Non è un concetto che mi appartiene. Cara Piera, le ho detto, vedrai che vinceremo con 18 punti di scarto (anche se per passare ne bastavano 15, ma io ho voluto esagerare).
Al palazzetto, dopo aver salutato il mio amico presidente Stefano Sardara, mi sono posizionata per assistere al match. Devo dire che gli avversari erano molto determinati. Ci hanno subito fatto capire che giocavano per vincere. «Vincere qui a casa nostra? – ho pensato – Beh, avete fatto i conti senza l’oste, e qui non si passa tanto facilmente».
susanna-campus-dinamo03I ragazzi combattevano come leoni, ma non riuscivamo mai a mettere tra noi e loro abbastanza punti per passare il turno. I cori dei tifosi erano fantastici e io – muta – mi univo a loro, incitando i ragazzi a portare a casa il risultato. «Noi vogliamo questa vittoria», cantavano e io con loro. I tedeschi davano delle randellate pazzesche e i miei ragazzi avrebbero dovuto indossare i caschetti e avere gli scudi anti guerriglia per pararli. Quelli erano davvero dei panzer e, in certi momenti, i nostri sembravano dei birilli. Quando ho visto Drake cadere sulla schiena proprio davanti a me, mi sono detta: «I miei ragazzi stanno prendendo legnate, e che legnate, ma voi le prenderete sul tabellone!». E infatti è finita 102-84, cosa via avevo detto? I ragazzi mi hanno regalato il +18 che sognavo, avevamo fatto un bel salto e la Dinamo è rimasta l’unica squadra italiana a combattere in Eurocup. La Cenerentola era salita sulla carrozza più bella e la “nostra favola” poteva continuare!
Stefano era al settimo cielo. È corso verso di me urlando, mi ha preso il viso tra le sue mani e abbiamo esultato assieme. Avessimo potuto fare una gara di felicità non so chi avrebbe vinto, saremmo andati ai supplementari. Poi è arrivato Vaniuzzo: «Sei contenta?» Ero emozionatissima e gli risposto: «Sono molto fiera di voi!». Tutto il pubblico del palazzetto sembrava impazzito. Come a teatro abbiamo chiesto ai nostri attori di tornare sul campo per prendersi un altro meritato applauso. Avevano compiuto un’impresa davvero eccezionale e si meritavano un surplus di ovazioni.
Quel che non mi aspettavo era che un po’ di applausi me li sarei presa anch’io (questo ve lo racconto non per fare la “diva”, nooooo! ma che state a pensare, conoscete la mia modestia, no? Faccio solo cronaca, io). Ebbene, è successo che ho chiesto di poter essere portata sotto la curva per salutare i Commando e mentre ci avvicinavamo quelli cantavano «sotto la curva, Susanna sotto la curva» e poi «una di noi, Susanna una di noi, una di noi, Susanna una di noi».
Inni e ovazioni come per i più grandi campioni. Mi sono chiesta se me lo meritavo: certamente no! Io sono solo una tifosa come loro, anche se con molte difficoltà in più. Devo dire comunque che mi sono commossa per così tanto affetto e ho voluto le foto con tutti i commando alle spalle. Mi hanno pure regalato la loro maglietta. Dite un po’ voi: esiste una persona più fortunata di me?

susanna-campus-dinamo01DINAMO – ALBA BERLINO
Il 5 marzo non potevo mancare al palazzetto perché dovevo sostenere i miei ragazzi in questa difficile sfida. Ho chiamato tutti i tifosi “a rapporto” e soprattutto i miei commando per stare vicino ai ragazzi e urlare il più possibile anche per me.
Poco prima di uscire di casa, il mio respiro ha deciso di fare le bizze e di bloccarsi; il respiratore suonava come una sirena e i miei angeli hanno avviato le procedure d’emergenza. Insomma, una cospirazione per bloccarmi a casa. Credete che l’abbia fatto? No, ovviamente, ma non stavo certo bene.
Prima della partita, ho scherzato un po’ assieme a Stefano e Manuel e sono stati davvero simpatici e spiritosi. Abbiamo fatto un po’ di foto e mi hanno messo di buon umore. Cosa che, non posso dire dei primi minuti della partita, dove abbiamo molto faticato. Anche questi dell’Alba Berlino era dei bei tipi maneschi. Non so se picchiavano più loro o quelli del Bamberg! Ora, essendo io una tifosa, una cosa la voglio scrivere nero su bianco: l’arbitraggio è stato a dir poco “indecente”! Che altro potevamo fare se non limitare i danni. Sì abbiamo perso (91 a 83), ma voglio farvi notare che il pubblico e i miei commando non sono rimasti un attimo in silenzio, incitando i ragazzi a non mollare nemmeno un minuto. Comunque, c’era ancora la partita di ritorno, e io in cuor mio covavo una non piccola speranza di rivincita.

ALBA BERLINO-DINAMO
A Berlino ci sono andata col cuore. Certo, ci voleva andare anche fisicamente, ma per me, malata di Sla, è molto complicato prendere un aereo. Mi consolava il fatto che c’erano i “miei commando” e avevano promesso di tifare e urlare anche per me. L’11 sono rimasta tutto il giorno in trepidazione aspettando l’ora X, costringendo Immacolata e Piera a fare canestro con la carta nel cestino della spazzatura, sperando fosse di buon auspicio. A proposito di riti scaramantici, indovinate un po’ che mi dice Piera: «Speriamo di vendere cara la pelle e di rendergli difficile la vittoria». «Ah ma allora è un vizio!», ho pensato. Piera, scusa, ma pensi che siano andati a Berlino in gita di classe? Si gioca per vincere, cavoli. E, infatti, quando siamo stati sopra di tredici punti, ho davvero sperato che ce l’avremmo fatta. Ma i tedeschi picchiavano come dei pugili professionisti e facevano i kamikaze sui “miei ragazzi” tanto da metterli al tappeto (96-93). Purtroppo, anche se abbiamo lottato come leoni, non siamo riusciti nell’impresa e ci toccherà riprovarci il prossimo anno, quando avremo un po’ più di esperienza.

susanna-campus-dinamo04È finita una grande avventura, ma dobbiamo essere orgogliosi della nostra Dinamo. Per questo voglio ringraziare i ragazzi di aver provato a regalarci questo sogno, tutta la società Dinamo e il mio amico Stefano di averci creduto, soprattutto di aver fatto amare la Dinamo anche a chi di basket non ne vuole proprio sapere. Credo che i miei sentimenti siano gli stessi di tutti i tifosi, e adesso pensiamo al campionato e stringiamoci ancora di più intorno ai nostri eroi. Facciamogli sentire che noi siamo fieri di loro e che non ci hanno deluso, NOI TIFOSI SIAMO FIERI DELLA NOSTRA AMATA DINAMO!

GRAZIE “SIMPATICHE CANAGLIE” SONO FIERA DI VOI… PER ME QUELLA COPPA, L’AVETE GIÀ VINTA COL CUORE!

Bacioni,

Susanna

p.s. Susanna dopo Berlino “è atterrata su Houston” ma è pronta di nuovo a volare, perché niente e nessuno metterà fine alla sua fantasia e ai suoi sogni, neanche la Sla!

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