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Perché gli Usa investono poco in Italia? «Colpa dei processi lenti»

aprile 22, 2016 John Phillips

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«L’Italia ha quasi tutto ciò che si può sognare», esordisce, ma deve ancora fare molto per risalire la classifica europea che la vede all’ottavo posto per investimenti americani, mentre «dovrebbe trovarsi al secondo o al terzo». Bene le riforme, ma ci vuole di più. «Non sono qui a fare una lezione su cosa il governo dovrebbe fare», premette, ma per offrire «consigli» su come «rispondere alle preoccupazioni» delle imprese Usa per avere «più posti di lavoro e crescita».

La giustizia è al primo posto. I manager americani sono scoraggiati ad investire in un Paese in cui la giustizia civile «è troppo lenta», dove ci vogliono «oltre tre anni per una decisione di primo grado su una semplice questione contrattuale» con milioni di dollari che rimangono immobilizzati, mentre negli Usa il 90% dei casi si chiude con una mediazione senza processo. Con l’introduzione della negoziazione obbligatoria si è intrapresa la giusta strada. Ok anche ai tribunali delle imprese, che hanno risolto il 70% dei casi in meno di un anno, ma si dovrebbe assegnare loro anche la competenza sui contratti, «esattamente il messaggio che l’Italia dovrebbe mandare agli investitori stranieri». Magistrati specializzati anche per le bancarotte produrrebbero risultati consistenti e veloci in modo «corretto e trasparente» per creditori e debitori.

John Phillips, ambasciatore Usa in Italia, lezione all’Università Bocconi di Milano, Corriere della Sera, 22 aprile 2016.

Foto da Shutterstock


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1 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra scrive:

    Giustissimo. Ma, secondo un “profano” di questioni giuridiche come me, bisognerebbe anche rimettere in vigore la norma, vigente nell’allora Repubblica di Lucca nel XIV secolo: il giudice civile – del tribunale pubblico o di quello interno alla corporazione – che non pronunciava sentenza entro 30 giorni dalla promozione della causa, era sanzionato con una multa tale, che se la sarebbe ricordata per tutta la vita. Se si rimettesse in vigore una norma simile, forse i giudici lavorerebbero, invece di godersi le ferie più lunghe di tutti i dipendenti pubblici, e, magari, anche andare a fare i “divi” in TV. Dove, incredibilmente, mostrano di saper risolvere una causa civile in un quarto d’ora! Perché non lo fanno anche in un vero tribunale? Che a Canale 5 o Rai 1 sia tutto inventato?

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