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Il Papa parla di Kim Davis. «L’obiezione di coscienza è un diritto umano»

settembre 28, 2015 Papa Francesco

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Di ritorno dal suo viaggio in America, papa Francesco ha tenuto in aereo la consueta conferenza stampa, rispondendo alle varie domande dei giornalisti. Ne riportiamo due, che riguardano la sua visita “fuori programma” alle Piccole Sorelle dei Poveri, congregazione che si oppone fieramente al presidente Barack Obama. Nella domanda posta al Papa si fa riferimento anche a un caso di cui si è molto discusso negli Stati Uniti. È quello di Kim Davis, segretaria di Contea del Kentucky, arrestata perché si è rifiutata di rilasciare certificati di matrimonio a coppie omosessuali. Ecco la domanda e la risposta di papa Francesco, così come riportato dal corriere.it.

Ha incontrato le piccole sorelle dei poveri e detto che voleva sostenere il loro caso (contestano l’Obamacare, ndr) anche in sede giudiziaria. Sosterrebbe anche funzionari governativi che non dessero la licenza tra matrimoni dello stesso sesso?
Io non posso avere in mente tutti i casi che possono esistere. Ma posso dire che l’obiezione di coscienza è un diritto, entra in ogni diritto umano. È un diritto. E se una persona non permette fare obiezione di coscienza, nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria deve entrare obiezione di coscienza perché è un diritto umano. Altrimenti finiamo nella selezione dei diritti: questo è un diritto di qualità, questo no… È un diritto umano. Da ragazzo ho letto parecchie volte la Chanson de Roland e mi ha sempre commosso la scena i cui tutti i maomettani in fila e davanti a loro c’era il fonte battesimale o la spada. E dovevano scegliere: non era permessa loro l’obiezione di coscienza. È un diritto, e se vogliamo fare pace dobbiamo rispettare tutti i diritti.

E i funzionari?
È un diritto umano. Se un funzionario di governo è una persona umana ne ha diritto. È un diritto umano.

Foto Ansa


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22 Commenti

  1. glamdringwielder scrive:

    L’obiezione di coscenza dovrebbe essere presente in ogni ambito giudiziario?? Ma anche no! Se la mia “coscienza” mi dicesse che un nero e un bianco non possono sposarsi? Se, come avvocato, rifiutassi di difendere clienti di una particolare religione? Quanti funzionari, poi, si rifiuterebbero di permettere i divorzi? In altre parole si formerebbe una società dove puoi semplicemente evitare i compiti richiesti dal tuo lavoro sulla base della tua coscienza, senza che tu venga pagato meno di chi li fa o licenziato. Non è un tuo diritto quello di venir pagato per un lavoro che non fai. Falsa anche l’analogia con la Chanson de Roland. Kim Davis aveva benissimo una terza scelta: licenziarsi.

    • yoyo scrive:

      Dando così il messaggio che chi ha determinate convinzioni etiche non potrà mai accedere a cariche pubbiche. La dittatura dei depravati.

      • glamdringwielder scrive:

        Non è assolutamente vero. Chi è contro il matrimonio omosessuale può tranquillamente firmare un documento. Semplicemente, se non vuole, non contrarrà nella sua vita un matrimonio omosessuale.
        Allo stesso modo, per esempio, un commerciante non può rifiutare i propri servizi sulla base dell’orientamento religioso di una persona. Se crede che essere, per esempio, cristiano, sia abominevole, semplicemente non sarà mai personalmente cristiano. Se quindi qualcuno ha determinate convinzioni etiche può benissimo fare qualsiasi lavoro. Se, però, crede di non poter moralmente fare alcune parti di un certo lavoro, allora non potrà fare quel lavoro non perchè gli viene impedito, ma perchè lui stesso non lo vuole fare. Se io volessi fare il netturbino ma mi rifiutassi di raccogliere l’umido per qualsiasi mia convinzione alloro non posso pretendere che mi assumano come netturbino, ma non posso neanche dire che volessi fare proprio il netturbino.

        • yoyo scrive:

          La segregazione comincia quando crei categorie speciali, sia nel senso di privilegi che nel caso di salvacondotti che indicano, in realtà, una sorta di riserva indiana.

          • Glamdringwielder scrive:

            Segregazione? Che c’entra? Il mio argomento è che una società dove chi lavora decide arbitrariamente che compiti svelgere e che compiti non svolgere, sulla base di una non meglio precisata “coscienza”, non è una società che può funzionare. Se la mia “coscienza” mi dicesse che non posso maneggiare carne animale, un ristoriatore dovrebbe comunque assumermi, per non discriminarmi sulla base della mia coscienza? Certo che no! Il ristoriatore ha ogni diritto di licenziarmi o non assumermi perchè io non servirei piatti con carne! E non si tratterebbe neanche di discriminazione sulla base delle mie convinzioni personali, ma sulla base delle mie azioni e attitudine al lavoro. E se gestisci un impresa direi che è un tuo dovere discriminare (nel senso di dividere) gli impiegati che lavorano bene da quelli che lavorano male.
            Il tuo argomento sulla segregazione non ha senso. Sarebbe come dire che scegliere uno chef disposto a cucinare la carne segregerebbe tutti gli chef che non lo sono.

            • yoyo scrive:

              Se Tommaso Moro avesse seguito il tuo ragionamento avrebbe firmato senza battere ciglio l Atto di supremazia, continuando nel segreto della coscienza ad essere fedele a Paolo III. Ma non sarebbe stato più Tommaso Moro.

              • Glamdringwielder scrive:

                Falsa analogia. Kim Davis, nella posizione di county clerk, ha la funzione di rappresentare lo stato. Pertanto importa poco cosa lei ritenga a proposito delle leggi, perchè la sua funzione è semplicemente di applicarle. Tommaso Moro, in qualità di cancelliere, non rappresentava lo stato ma era una delle persone responsabili dell’emanazione delle leggi.

                • yoyo scrive:

                  Fatto sta che era un funzionario pubblico, intimo del re, secondo dopo di lui nel regno, egli fu richiestodi riconoscere qualcosa che non sta nei poteri di nessun sovrano terreno, poiché unico Vicario è il Papa. Per la sua fede non ci ha rimesso il posto, ma direttamente la testa. Gente come te obbliga al martirio perché tramite le leggi vuole fsr passare una ideologia antiumana alla quale opporsi è dovere. Se lo Stato fosse davvero laico non dovrebbe imporre neppure divorzio, aborto, gender e tutti gli orrori dell agenda laicista, perché anche quello è confessionalismo.

                  • Glamdringwielder scrive:

                    No, mi spiace, ma Tommaso Moro non c’entra. Era suo compito approvare o no le leggi, ed ha agito secondo il suo diritto. Kim Davis doveva unicamente applicarle. Poi, a casa mia, “impongono” un divorzio solo se costringono i coniugi a divorziare. Puoi chiamarmi assassino quanto vuoi, ma sta di fatto che non mi hai ancora detto come funzionerebbe una società dove le persone non subiscono le conseguenze delle proprie azioni in caso esse siano motivate dalla “coscienza”. Perché questo non significa semplicemente che un paio di cristiani non firmeranno un paio di documenti, ma che chiunque sarà giustificato a fare ciò che vuole, basta che dice che la sua ” coscienza” è in una tal maniera. Si chiama anarchia.

                    • yoyo scrive:

                      Il problema dei lazzaroni c’è, ma tu stesso sai bene che siamo davanti ad un caso diverso. In quel documento da rilasciare c’è l’attestazione di una fandonia giuridica e biologica. Non è un documento qualsiasi e continui a girarci attorno. Come non mi hai ancora risposto sul fatto che uno Stato laicista non sia uno Stato laico.

                  • andrea udt scrive:

                    infatti NON impone

                    divorzio
                    gender

                    sull’aborto invece lascia la libertà di scelta (alla madre, non al figlio) e di obiezione.

                    Ma se si è onesti bisogna ammettere che l’aborto è una licenza di uccidere.

                    • Glamdringwielder scrive:

                      Il diritto di obiezione all’aborto non può comunque essere difeso secondo lo stesso ragionamento di chi difende Kim, perchè allora bisognerebbe giustificare come mai l’obiezione è possibile solo per i medici che rifiutano l’aborto e non per quelli che rifiutano, che so, di fare trasfusioni. Un argomento che si può fare, tuttavia, è che ridurre il numero di persone che vorrebbero fare il medico a solo quelle che praticherebbero l’aborto, sarebbe dannoso per la qualità della sanità in sè, perchè staremmo eliminando dalla scelta dei potenziali medici bravissimi. La stessa cosa, però, non si può dire per i lavori in cui l’abilità personale è meno rilevante della disponibilità al pubblico.

                    • yoyo scrive:

                      Lo intendevo nel senso che legifera solo nel senso permissivistico, senza tenere conto dei milioni di cittadini che quelle cose noncle hanno mai pensate e non le vogliono perché sanno che danneggiano la società.

  2. M. G. scrive:

    Ma con tutti gli esempi, anche drammaticamente attuali, che si potevano fare bisognava proprio scegliere il caso dei poveri maomettani ‘vittime’ dell’intransigenza dei cristiani? Mah…

    • yoyo scrive:

      Infatti, anche perché la scena è del tutto mitologica. In tanti poemi di quei secoli ci sono esagerazioni epiche che rappresentano soltanto le aspirazioni del sovrano a cui le gesta venivano cantate. Ci sono persino decine di varianti dello stesso poema in cui ci sono solo alcune scene e non altre, pur di incensare la dinastia per qualche mitologico ascendente. Rimane comunque certo che i versi citati, pur scritti da cristiani, sono un peccato grave del estensore, ma mentre noi quella roba l abbiamo superata da un po, e non certo grazie ai laicisti, i musulmani continueranno a ragionare in perpetuo in quel modo, perché così è il Corano.

  3. Daniele scrive:

    Questa donna ha un’inquietante somiglianza con l’infermiera psicopatica del film “Misery non deve morire”, magistralmente interpretata da Kathy Bates.

  4. Pino scrive:

    Conosco cuochi mussulmani che pur non mangiando maiale, non hanno alcun problema a maneggiare o a cucinare carne di maiale nel locale in cui lavorano, o forse un cuoco mussulmano avrebbe diritto di costringere i clienti del locale a non mangiare maiale o a costringere il titolare ad assumere un altro cuoco che cucini il maiale?
    Non chiedevano alla Sig.ra Davis di consegnare la licenza con il sorriso sulle labbra o di condividerne il contenuto, ma semplicemente di produrre il documento.

    • yoyo scrive:

      Il Cristianesimo è una religione che vuole l’adesione di tutta la persona, non si accontenta di una formalistica adesione a prescrizioni alimentari.

      • barabba scrive:

        Anche la comunità politica esige adesione totale. Se vuoi aderire a una religione totalizzante al punto da andare contro le regole della tua comunità ok. Evidentemente vuoi vivere in un altra realtà. Ma non puoi decidere nulla nell’ambito della comunità precedente e tantomeno prendere uno stipendio per funzioni utili alla convivenza in una comunità che fa allegramente cose che non condividi. L’ho fatta un pò lunga ma la signora che vuole? Lo stipendio. Decidere chi si sposa. Farci sapere che Dio le va in sogno. Farci sapere che lei andrà in paradiso. La verità è che siamo decisamente stanchi di dover dar filo ogni volta a qualche fanatico religioso. Chi non sposa, chi deve avere il burqua, chi si offende per i crocefissi, chi si offende per spettacoli teatrali, chi si offende per i gay, chi si offende perchè gay. Troppa religione concessa, questo è il vezzo che ci siamo dati e che ci porta solo seccature.

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