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Omofobia, protestare contro la legge inutile è doveroso. Ma a noi cristiani è chiesto anche di più

agosto 17, 2013 Pippo Corigliano

Le dittature non hanno il senso del ridicolo. Mussolini affermò che, se in Italia ci fosse stato un calo delle nascite come in Francia, avrebbe preso delle “decisioni immediate, draconiane”. Non si riesce a immaginare quali decisioni poteva prendere. Hitler, che sosteneva la superiorità della razza ariana – pelle bianca, capelli biondi – dovette assistere al trionfo del nero Jesse Owens, vincitore di 4 medaglie d’oro alle Olimpiadi del ’36. Il muro di Berlino, innalzato dai comunisti, è crollato nel tripudio generale.

Oggi è la volta di nostri parlamentari che definiscono “urgente” la legge contro l’omofobia. Come se non bastassero le leggi vigenti a protezione della persona e soprattutto come se non ci fossero questioni davvero urgenti: la ripresa che non arriva, la disoccupazione giovanile, la disperazione dei licenziati, la burocrazia soffocante, un fisco aggressivo e inconcludente, e non mancano le file di poveri attorno ai cassonetti per cercare il cibo invenduto dai ristoranti.

In pieno agosto soffocante i rappresentanti del popolo devono legiferare sull’omofobia. Il diktat della lobby internazionale dominante ci costringe a quest’assurdità. È giusto e doveroso protestare pubblicamente ma, come ha detto il Papa nell’Angelus dopo la Gmg, il futuro sta nella santificazione della vita quotidiana. Gesù ha detto che i suoi discepoli sono il sale della terra. A me tocca essere sale utilizzando il clima disteso dell’estate per pregare, dedicarmi agli altri, approfondire il Vangelo.

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13 Commenti

  1. Alcofibras scrive:

    Caro Corigliano,

    Sono d’accordo con lei: la legge contro l’omofobia, così come è formulata, è fondamentmente lesiva del principio di uguaglianza garantito dalla costituzione, perché accorda a una categoria (gli omosessuali) una tutela maggiore rispetto agli altri cittadini.

    Considerato però che i reati ai danni delle persone omosessuali esistono e occorre dare una risposta efficace, sarei per l’introduzione di una aggravante valida per tutti i reati contro la persona, che punisca più severamente chi ha commesso il fatto per motivi legati al sesso o all’orientamento sessuale della vittima ovvero alle sue scelte e opinioni in materia sessuale. In questo modo commetterebbe il reato aggravato non solo chi picchia un gay, ma anche chi insulta una suora per il voto di castità fatto o chi minaccia qualcuno perché difende il matrimonio eterosessuale

    Saluti

    • Bifocale scrive:

      Le aggravanti specifiche contenute nel Decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, noto come legge Mancino, già ci sono e riguardano i casi in cui ci si trova di fronte ad atti violenti compiuti verso altre persone su base razziale, etnica e religiosa. Dunque se ad esempio una suora o un prete vengono picchiati e mandati all’ospedale per via della loro fede religiosa scattano le aggravanti. Se invece prendi a sprangate una persona omosessuale o transgender la pena sara’ minore, in quanto non scattano le aggravanti. Detto in altre parole: se prendi a bastonate una suore o un prete per via del loro credo religioso avrai una pena maggiore (scattano le aggravanti) che se picchi un gay o una lesbica per via del loro orientamento sessuale. E questa la chiamate uguaglianza? Si tratta del classico esempio di due pesi e due misure. Nessuno ovviamente si è mai lamentato di questa legge, solo quando si chiede che lo stesso IDENTICO principio possa essere esteso anche ad atti violenti compiuti verso la minoranza di persone omosessuali e transgender che vivono in Italia allora salta sempre chi grida allo scandalo, alla “legge su misura” per loro, alla “maggiore tutela rispetto ad altri cittadini”, alla “incostituzionalità” di comodo.

      • Francesca Padovese scrive:

        Allora basta aggiungere l’aggravante come ha scritto Alcofibras, non serve una legge ad hoc solo per gli omosessuali.

        Se lei leggesse meglio la proposta di legge capirebbe che è davvero una legge su misura per loro, che pone i gay al di sopra di chi gay non è. E’ una legge fatta per imbavagliare chi pensa che l’omosessualità sia sbagliato o chi è contrario al matrimonio gay.

  2. Licia Corengia scrive:

    Alcofibras mi pare abbia un’ottima idea per questo problema.

    • giovanna scrive:

      Il problema, però, è che questa legge contro l’omofobia non servirà affatto per punire più severamente chi picchia un omosessuale, ma per imbavagliare chi pensa , per esempio, che un bambino debba essere cresciuto da un papà e una mamma.
      E questa non è una mia supposizione, ma si evince dal percorso che negli altri paese hanno avuto questi tipi di legge, passetto passetto fino alla compravendita dei bambini e ad una feroce propaganda gay che nega la differenza sessuale fin dalla scuola.
      E si evince anche da tantissime considerazioni espresse in questo sito dal gay-pride che cala giornalmente: sono tutti convinti di questo, se ne fregano altamente dell’omosessuale picchiato o dileggiato, tanto che sia il linguaggio della legge in discussione, quando parla di genere, sia il linguaggio di questi pericolosi individui, mostra perfettamente da che parte sia la violenza.

      • cornacchia scrive:

        La legge contro i crimini d’odio è presente in ordinamenti, come gli Stati Uniti d’America, in cui la libertà d’espressione è massima.
        Il punto è che chi si oppone a questa legge accetta sì che la persona omosessuale sia protetta, ma storce il naso quando capisce che tale protezione permetta, contestualmente, di poter meglio esercitare, attivamente nella società, la libertà omosessuale. Che, ovviamente, non significa fare apologia presso i bambini, ma semplicemente vivere apertamente la propria relazione, sulla base del presupposto che l’omosessualità è una legittima (attenzione: legittima non significa naturale e/o moralmente condivisibile) scelta sessuale ed affettiva.

        • giovanna scrive:

          E vabbè, cornacchia, forse te l’ho già detto, ma sei proprio de coccio !
          Per la millesima volta, se la principale conseguenza di leggi come questa contro l’omofobia( ma anche esplicitamente già in quella italiana, se parla di genere ) è stata in tutto il mondo l’apertura al matrimonio gay, alla compravendita di bambini, all’apologia, come dici tu, dell’omosessualità a scuola…cosa vuoi che sia in confronto l’enorme problema, da non dormirci la notte, che sono malvisti bacetti in pubblico tra due uomini o due donne?
          O vorresti contestare che attualmente l’omosessualità non è una legittima scelta sessuale ed affettiva perché non c’è l’aggravante per chi disturbi le effusioni gay ? Per pretendere l’applauso alle effusioni gay, roviniamo generazioni di bambini, bella roba.
          A meno che non stai prendendo in giro tutti con le tue idee fisse, contraddittorie, impermeabili a qualsiasi considerazione di buon senso, e piuttosto strampalate: comincia a venirmi il dubbio.
          Alla fine è più credibile il gay-pride che si è attendato sul sito di Tempi, che non ci gira tanto intorno, se ne frega dei bambini, delle famiglie, della società, ma parla chiaro, chiarissimo.

        • Francesca Padovese scrive:

          La legge contro i crimini d’odio negli USA non è legge federale non vale quindi per tutti gli stati quindi l’esempio non calza.

          La libertà omosessuale, come la chiama lei, non mi pare che sia minacciata!

          “Il punto è che chi si oppone a questa legge accetta sì che la persona omosessuale sia protetta, ma storce il naso quando capisce che tale protezione permetta, contestualmente, di poter meglio esercitare, attivamente nella società, la libertà omosessuale”.

          Cosa?!? Io storco il naso contro questa legeg perché è una violazione della mia libertà d’espressione!

  3. stefano 75 scrive:

    …continua sempre a stupirmi come possiate definirvi cristiani (seguaci di Cristo) – cosa che io non sono – con questo portato d’odio che avete verso chi pratica idee diverse dalle vostre. Esercitate una discriminazione attiva verso chiunque cocci con il vostro modo di vivere. Appunto, il vostro. Molte persone non lo condividono, fanno scelte diverse, vite diverse. Io non sono affatto un legalitario – non penso che siano le leggi a trasformare la società, a renderla più equa e giusta – ma affermare che la legge contro l’omofobia aggiunge discriminazioni è dire una bufala gigantesca e negarne altre: già esistono discriminazioni ad esempio nelle aggravanti (per quale motivo la discriminazione sul credo religioso dovrebbe essere un’aggravante – e io sono d’accordo – e la discriminazione in base all’orientamento di genere no? Sarebbe meglio che diceste più esplicitamente che siete contro le adozioni da parte di omosessuali e portaste avanti la vostra battaglia su questo senza nascondervi dietro una battaglia sul diritto al “libero pensiero” che è qualcosa che detta da voi fa semplicemente ridere

    • giovanna scrive:

      Ma Stefano 75, da dove spunti? Se uno dei principali motivi della contestazioner di questa legge è proprio perché è chiaramente un primo passaggio per l’adozione o la compravendita di figli da parte di gay?
      Cioè si è spiegato milioni di volte che un giorno che non sarà più possibile dirsi contrari al “matrimonio” omosessuale, la frittata sarà fatta, come in tanti paesi.
      E da dove spunti, parlando di odio da parte dei cristiani , completamente a casaccio?
      Cioè, pensarla diversamente su una legge,argomentando , secondo te vuol dire odiare qualcuno?
      Con tutti gli insulti e le offese, comprese le tue, che tocca sorbirci ogni giorno qui ???
      Come dice gmtubini, mi piacerebbe capire come ragioni.

  4. Italo Sgro' scrive:

    Il Dsm, su cui la lobby dittatoriale lgbt basa molte delle sue false argomentazioni, è un documento che il National Institute of Mental Health considera totalmente privo di validità.

  5. Tito scrive:

    “A me tocca essere sale utilizzando il clima disteso dell’estate per pregare, dedicarmi agli altri, approfondire il Vangelo.”

    Ingegner Corigliano, se si riferisce ai corsi annuali dell’Opera, io li vorrei ancora fare, ma purtroppo l’Opera non mi permette più di farli. Può fare qualcosa? Le lascio un indirizzo.

    potitot@gmail.com

  6. Federica scrive:

    Io ho cominciato a chiedermi una cosa: come si fa a dimostrare in un tribunale che uno è omosessuale?non è uno stato oggettivamente verificabile perchè è una condizione interiore della persona,di conseguenza non è garantita l’oggettività del diritto…e come si fa a mettere un’aggravante su un dato che non è constatabile?non può essere garantito da un medico(visto che si tratta di una condizione e non di una patologia),da una tessera di partito o di una qualunque associazione come può essere in politica, da un atto di battesimo o dall’abito per l’appartenenza a una Fede,dai tratti somatici e dalla genetica per il gruppo etnico…di conseguenza…non è più garantita l’oggettività del diritto,principio base della nostra cultura legislativa.è come chiedere di dimostrare dei tratti caratteriali o degli stati d’animo…come li dimostri? e per fare un processo è necessario avere dati certi oltre ogni ragionevole dubbio.la mia è una domanda molto pragmatica.

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