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Oimè, lasso! I panda inglesi non fan l’amore nemmeno col filmetto a luci rosse. Urge provetta

aprile 23, 2013 Correttore di bozze

Francamente il Correttore di bozze se ne infischia dei problemi dell’Italia, questo piccolo insignificante staterello nella provincia del mondo. La gente che conta si occupa di problemi ben più urgenti, se permettete. Questioni epocali. Chissenefrega se il Belpaese riuscirà a darsi un governo o meno. Chissenefrega se l’Europa supererà la crisi del debito o fallirà. Nel Regno Unito se ne sbattono. Come informa oggi la Repubblica in un paginone magistrale di Enrico Franceschini, «la notizia forse più attesa dai sudditi di Sua Maestà britannica sin dal giorno dell’annuncio della gravidanza della principessa Kate» è un’altra. Per mesi sono rimasti col fiato sospeso arrovellandosi l’anima nell’interrogativo della vita: i due panda dello zoo di Edimburgo si accoppieranno una buona volta o no? «Lo faranno? Non lo faranno? E se lo faranno, come lo faranno?».

Il brutto è che nonostante tutti gli sforzi, «l’opinione pubblica stavolta è stata delusa. Tian Tian e Yang Guang non lo hanno fatto». Con sommo dispiacere del Correttore di bozze, «i due panda giganti ottenuti nel 2011 in prestito dalla Cina si sono categoricamente rifiutati di avere rapporti sessuali». Oimè, lasso! E come faranno i panda a salvarsi dall’estinzione se non hanno più voglia di riprodursi? Come farà il mondo a dirsi ancora tale senza quelle inutili palle di pelo?

I premurosi operatori dello zoo ce l’hanno messa tutta per propiziare l’agognata copula, organizzando i più sofisticati trucchetti amorosi mai escogitati. Elenca Franceschini: «La dieta afrodisiaca, la ginnastica amatoria, i profumi eccitanti, la musica romantica». Roba che il Correttore di bozze la ingravidava dieci volte, la sua Correttrice. Ancor più con tutta quella bella gente attorno a osservare con lo sguardo preoccupato. Stranamente, però, Tian e Yang niente. In bianco come sempre. Non è servita alla causa di madre natura neanche «una specie di erotico gioco a nascondino organizzato apposta per loro». Cucù, indovina chi sono? Sono il tuo orsettone coccoloso, lo vuoi vedere il bambù? Ma la pandessa proprio non ne ha voluto sapere.

Eppure la situazione di queste creature è drammatica. La Repubblica spiega che tra scarsità di cibo, bracconieri ed espansione urbana si stima che di panda ormai «esistano in libertà soltanto 1.600 esemplari». Al Correttore di bozze non pare dunque il caso che la signora Tian Tian faccia tanto la stronzetta. O che il signor Yang Guang faccia il romanticone. «In un giorno non lontano», scrive Franceschini, i panda in cattività «potrebbero essere gli unici a mantenere in vita» la specie. Quindi, sotto col fichi fichi. Fare andare le gonadi, su. Se non ora quando?

Tra l’altro, sostiene Franceschini, lo zoo di Edimburgo «ha visto crescere il numero dei visitatori del 50 per cento da quando ha ricevuto Tian e Yang». Pensa come s’impennerebbero gli ingressi con un po’ di movimento pelvico dentro quel mortorio di una gabbia. Non a caso «le visite sono ulteriormente aumentate nei giorni scorsi nella speranza di assistere all’evento».

Gli esperti, comunque, un po’ se lo aspettavano. Infatti «la reticenza a fare sesso dei panda» è già «argomento di numerosi studi scientifici», spiega Repubblica. «Un’équipe di ricercatori americani dello Smithsonian Conservation Biology Institute ha spiegato sulla rivista Biology of Reproduction che questi animali “sono notoriamente schizzinosi quando si tratta di accoppiarsi”». Non c’è da stupirsi, quindi, se «Tian ha avuto due figli da una precedente relazione» e tuttavia «con Yang non si è creata la chimica giusta». E qui Franceschini molla ai lettori una riflessione che lascia senza parole perfino un erotomane represso come Correttore di bozze: «Forse bisognava seguire l’esempio dello zoo di Pechino, dove l’anno scorso una coppia di panda riluttanti è stata convinta a fare l’amore mostrando loro video di altri panda che lo facevano». Pornazzi per panda. Cosa non si fa per tutelare questo benedetto pianeta.

In ogni caso, filmini del genere mica si trovano in edicola. E quando anche l’ormonal suasion fallisce, non resta che la solita ultima spiaggia. La provetta. «Domenica mattina – continua Franceschini – un team di esperti veterinari fatti venire apposta dalla Germania» ha separato i due depressi amanti e li ha «sospinti verso un’operazione non meno complicata: l’inseminazione artificiale». Alla fine fortunatamente l’intervento sembra essere riuscito, e non resta che vedere «se produrrà un erede». Però che lavoraccio, si lagna il Correttore di bozze mettendosi nei panni del veterinario teutonico. Non è possibile che con queste bestie ogni cosa debba diventare un’avventura da amaro Montenegro. Anche per la fecondazione assistita infatti «bisognava fare in fretta per ottenere lo sperma di lui, perché lei ha una “finestra” di sole 36 ore all’anno in cui può rimanere incinta». Mamma mia che angoscia, ’sti orsetti del malaugurio non si rilassano neanche con le pippe. Un po’ se la meritano l’estinzione.

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