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Oggi si prega per la Chiesa in Cina e il governo vieta il pellegrinaggio a Sheshan

maggio 24, 2012 Leone Grotti

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina istituita nel 2007 da Benedetto XVI nella famosa lettera del 27 maggio «ai vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese». La giornata, dedicata a Maria aiuto dei cristiani, coincide in Cina con la festa della Madonna di Sheshan, unico santuario mariano nazionale cinese, che si trova a 40 km da Shanghai.

Ogni 24 maggio il santuario era solito ospitare almeno 200 mila pellegrini da tutta la Cina, ma da quando Benedetto XVI ha istituito la giornata mondiale di preghiera possono recarsi al santuario solamente i cinesi della diocesi di Shanghai e i turisti stranieri. In maggio, da luogo aperto qual era, la collina di Sheshan si riempie di polizia, posti di blocco, metal detector. I motivi addotti dal governo per limitare i pellegrinaggi cambiano ogni anno: nel 2008 c’erano le Olimpiadi, nel 2010 l’Expo, nel 2011 le tensioni per le ordinazioni illecite. La sostanza però non cambia e ai cinesi viene impedito di andare in pellegrinaggio.

Il santuario di Sheshan è stato costruito sulla sommità dell’omonima collina, alta appena 100 metri, e ci si arriva attraverso un sentiero immerso nel folto delle canne di bambù. Ai lati del sentiero si trovano le stazioni della via crucis, che accompagnano i fedeli fino in cima. La collina ha sempre avuto un ruolo molto importante per la religiosità cinese. Prima che venisse costruito il santuario, infatti, era sede di templi taoisti e buddisti. Nel 1700 l’imperatore Kangxi, vicino al cristianesimo, ha dato il permesso ai gesuiti di costruire sulla collina un’edicola. Nell’800, l’edicola è diventata una chiesa e infine un santuario dedicato a Nostra signora aiuto dei cristiani. Nel 1924 a Shanghai si è svolto il primo sinodo cinese e Celso Costantini lo ha nominato santuario nazionale. Durante la Rivoluzione culturale il santuario è stato usato come magazzino, le vetrate sono state spaccate e la statua della Madonna che eleva al cielo Gesù Bambino che si trova sulla guglia più alta, da dove domina tutta la vallata, ridotta in mille pezzi.

Lo scorso 20 maggio, Benedetto XVI durante il Regina Coeli si è rivolto così alla Chiesa cattolica cinese: «Che i cattolici cinesi annuncino con umiltà e con gioia Cristo morto e risorto, siano fedeli alla sua Chiesa e al Successore di Pietro e vivano la quotidianità in modo coerente con la fede che professano. Maria, Vergine fedele, sostenga il cammino dei cattolici cinesi, renda la loro preghiera sempre più intensa e preziosa agli occhi del Signore, e faccia crescere l’affetto e la partecipazione della Chiesa universale al cammino della Chiesa che è in Cina».

Una preghiera di cui i cattolici in Cina hanno bisogno visto che, come dichiarato in una recente intervista dal cardinale Zen, «la persecuzione si fa sempre più reale e concreta. Su questo punto non vi è alcun miglioramento da parte del governo. Essi ricorrono a metodi ancora più pericolosi, quanto abili, perché non si fermano a minacciare le persone, ma li inducono in tentazione. Essi non vogliono fare dei martiri, vogliono produrre dei rinnegati. Per la Chiesa è dunque molto peggio. Essi hanno i mezzi per tentate le persone, buone, timide o deboli, e di ridurli all’obbedienza. Questi mezzi sono il denaro, ma anche il prestigio, gli onori o una posizione nella società. Di fronte a ciò, il Santo Padre ha istituito la Giornata di preghiera del 24 maggio : è un fatto unico e nuovo che dice bene a che punto è la cura di Benedetto XVI per la Chiesa in Cina, per cui il Santo Padre è inquieto e della quale dispone di informazioni molto dettagliate».

Di seguito la preghiera scritta da papa Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina:

Vergine Santissima, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra,

venerata col titolo di “Aiuto dei cristiani” nel Santuario di Sheshan,
verso cui guarda con devoto affetto l’intera Chiesa che è in Cina,
veniamo oggi davanti a te per implorare la tua protezione.
Volgi il tuo sguardo al Popolo di Dio e guidalo con sollecitudine materna
sulle strade della verità e dell’amore, affinché sia in ogni circostanza
fermento di armoniosa convivenza tra tutti i cittadini.

Con il docile “sì” pronunciato a Nazaret tu consentisti
all’eterno Figlio di Dio di prendere carne nel tuo seno verginale
e di avviare così nella storia l’opera della Redenzione,
alla quale cooperasti poi con solerte dedizione,
accettando che la spada del dolore trafiggesse la tua anima,
fino all’ora suprema della Croce, quando sul Calvario restasti
ritta accanto a tuo Figlio che moriva perché l’uomo vivesse.

Da allora tu divenisti, in maniera nuova, Madre
di tutti coloro che accolgono nella fede il tuo Figlio Gesù
e accettano di seguirlo prendendo la sua Croce sulle spalle.
Madre della speranza, che nel buio del Sabato santo andasti
con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua,
dona ai tuoi figli la capacità di discernere in ogni situazione,
fosse pur la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio.

Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina,
tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare,
affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.
Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio,
presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d’amore.
Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore,
mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa.
Madre della Cina e dell’Asia, prega per noi ora e sempre. Amen!

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