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Mostra – Vola a Milano il meglio del Museo delle Belle Arti di Budapest

ottobre 1, 2015 Mariapia Bruno

9lepajQ507Yr9aA0nMv8tYD7n9eUhkx0cQnd03Ly9S0Se lo scalatore non va alla montagna, la montagna va dallo scalatore. Se non prevedete vacanze in Ungheria e, più in particolare, di visitare il Museo delle Belle Arti di Budapest, non vuol dire che state perdendo l’occasione di ammirare una ricca raccolta di opere d’arte che vanno dal Medioevo al Novecento. Perché 76 opere della collezione hanno lasciato la loro sede permanente e sono attualmente esposte nelle sale di Palazzo Reale a Milano, all’interno della mostra Da Raffaello a Schiele. Capolavori dal Museo di Belle Arti di Budapest. Non ci si può allora tirare indietro e lasciarsi sfuggire la vista di tele di Raffaello, Tintoretto, Durer, Velasquez, Rubens, Goya, Canaletto, Manet, Cézanne, Gauguin e tanti altri stimati protagonisti della storia dell’arte atterrati in Italia grazie al connubio tra il milanese Palazzo Reale, il Comune meneghino, Arthemisia Group, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, il Museo di Belle Arti di Budapest e il Museo Nazionale Ungherese.

sikfU46P-C1665zN70IXpmaEtjM82AObiTGg8qfc-9M<<Dopo il grande successo dell’evento dello scorso Natale che ha visto il museo ungherese prestare eccezionalmente la Madonna Esterházy di Raffaello per il consueto appuntamento d’arte a Palazzo Marino, che propone ogni anno un focus su singoli capolavori di grandi artisti, la mostra conferma la collaborazione tra il Comune di Milano e il Museo di Budapest>> – ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura. Fiore all’occhiello dell’esposizione, visibile fino al 7 febbraio 2016, sono la sensuale Salomè di Lucas Cranach il vecchio, Giaele e Sisara della sempre stimata Artemisia Gentileschi, le Sirene di Rodin, i Tre pescherecci di Monet, la Maddalena Penitente di El Greco, il Paesaggio di Claude Lorrain, la Coppia di sposi di van Dyck e il San Giacomo di Tiepolo. Il percorso, cronologico, segue la disposizione del museo di provenienza e passeggiando tra i capolavori, sala dopo sala,  si ha l’impressione di entrare in una sorta di museo “ideale”, in cui ammirare le meraviglie del Cinquecento, del Seicento, del Settecento, passando per l’Età barocca, il Simbolismo e l’Espressionismo, e concludendo negli anni delle Avanguardie.

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