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Mostra – Pontormo e Rosso, legati dalla scuola di del Sarto, duellano a Firenze

giugno 3, 2014 Mariapia Bruno

Pontormo-Visitazione1E’ esaustiva all’ennesima potenza la retrospettiva Pontormo e Rosso. Divergenti vie della maniera, aperta fino al prossimo 20 luglio presso il Palazzo Strozzi di Firenze, lo stesso che nel lontano 1956 aveva accolto la Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino, e che adesso ci immette in un cammino divergente attraverso la vita e le opere di due grandi artisti del cinquecento. Nati entrambi nel 1494 e formatisi presso la bottega di Andrea del Sarto, il cui Viaggio dei Magi, che apre la mostra, fa da punto di fuga delle diverse indole compositive dei ben dotati allievi, Jacopo da Pontormo e Rosso Fiorentino assumeranno tratti differenti: il primo, legato ai Medici, di dolce inclinazione stilistica leonardesca, il secondo, vicino all’aristocrazia fiorentina legata a Savonarola e alle istanze Repubblicane, dal gusto più eccentrico e anticonformista.

Andrea_del_Sarto_-_Madonna_of_the_Harpies_-_WGA00370Tra le settanta opere raccolte spiccano la bellissima Visitazione di Pontormo del 1528-30 (un doppio ritratto della Vergine e di Sant’Anna che si guardano tra loro e guardano anche noi), l’Assunzione di Maria di Rosso del 1517 (dove si nota la giustapposizione di colori complementari, piacevolissima alla vista, e la caratterizzazione accurata dei volti degli apostoli, forse influenzate dalle stampe nordiche che circolavano all’epoca) e La Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto del 1517 (dallo schema piramidale con la Madonna che tiene in braccio il Bambino al vertice, e San Francesco e San Giovanni evangelista ai lati in basso). Manca la bella pala della Deposizione dalla croce del 1521 di Rosso, rimasta a Volterra dove è al centro di un evento intitolato Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo, che per i prossimi due anni coinvolgerà diversi spazi della città.

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1 Commenti

  1. Orazio Pecci scrive:

    Ma “del Sarto” non è un cognome. Chiamatelo Andrea del Sarto e piantatela di fa’ l’americani.
    Da questa rivista mi aspetto italiano impeccabile e conoscenze approfondite di ogni campo dello scibile :-)

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