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Mostra – Miti, sogni e simboli dei seduttivi pittori del nord

marzo 3, 2014 Mariapia Bruno

Era il 1901 quando il critico italiano Vittorio Pica, recensendo la IV edizione della Biennale di Venezia, parlò per la prima volta di “ossessione nordica”. Proprio quell’anno, quella che sarebbe divenuta una delle più importanti manifestazioni culturali internazionali, aveva spalancato la porta a quell’universo lontano, onirico, irrazionale, dominato dall’inconscio e dal fuoco del sublime tanto amato dai pittori del nord. Sensibili a quel pensiero filosofico incline a captare gli aspetti più misteriosi della psiche e dell’anima dell’uomo, Böcklin, Hodler, Klimt, Klinger, von Stuck, Khnopff, Zorn, Munch e altri pittori tedeschi, scandinavi e svizzeri, influenzarono l’arte italiana con i loro linguaggi moderni e rivoluzionari, lontani da ogni forma di tradizionale accademismo e mimetismo naturalistico. Le loro evocazioni mitologiche e le loro interpretazioni simboliste dei miti, della vita umana e del cuore pulsante di quella belle époque mitteleuropea che tanto respirarono, invasero le loro tele – e quelle di coloro che ne presero spunto – in lungo e in largo, dai paesaggi silenziosi ricchi di fiordi e distese innovate, alle raffinate e composte scene in interni, ai sensuali corpi femminili che ci seducono provocandoci e, a volte, spaventandoci con la loro oscura ed erotica bellezza.

E se basta pensare a quell’icona del genere che è L’isola dei morti di Arnold Böcklin per farsi catturare dal fascino della febbre nordica, al Palazzo Roverella di Rovigo sono ben 120 le opere che ci fanno contagiare da questa meravigliosa epidemia emotiva, artistica ed intellettuale. Protagoniste fino al 22 giugno 2014 della retrospettiva intitolata L’Ossessione Nordica. Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana, le creazioni degli artisti attivi al di là delle Alpi dialogano con i dipinti di De Chirico, Fortuny, Previati e di altri italiani che ne furono affascinati. E’ così bello vedere in un’unica sede la versione de L’isola dei morti di Karl Wilhelm Diefenbach con l’Isola misteriosa di Teodoro Wolf Ferrari, oppure il Lago con cipressi di quest’ultimo accanto allo Stagno al mattino di Gustav Klimt. Presenti anche il seduttivo Il peccato di Franz von Stuck e L’urna di Edvard Munch. Da non perdere.

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