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Cina: Mao non potrebbe più attraversare a nuoto il Fiume azzurro, perché per l’inquinamento ora è rosso

febbraio 22, 2013 Leone Grotti

Quando il 16 luglio 1966 Mao Zedong, a 73 anni, in piena Rivoluzione Culturale, dimostrò a tutta la Cina che il suo vigore fisico era forte in lui quanto quello rivoluzionario nel paese, attraversando a nuoto da sponda a sponda a Wuhan lo Yangtze, il fiume azzurro era famoso per essere il più bello e lungo di tutto il grande paese comunista. L’immagine del Grande timoniere che saluta la folla in accappatoio è rimasta nel cuore di tutti i cinesi ma se oggi Mao fosse ancora vivo, non potrebbe più compiere quel gesto.

INQUINAMENTO INSOSTENIBILE. Non perché Mao oggi avrebbe 120 anni ma perché il Fiume azzurro, e non solo, è stato rovinato e reso quasi inagibile da 30 anni di politica industriale scellerata messa in atto dal partito comunista cinese. L’inquinamento di fiumi, laghi e falde acquifere è uno dei principali problemi della Cina. Secondo un rapporto pubblicato il 18 febbraio scorso in prima pagina dal quotidiano Strait Times di Fujian, il 90 per cento delle falde acquifere è inquinato, il 60 per cento gravemente inquinato.

200 MILIONI SENZ’ACQUA POTABILE. Il ministro delle risorse idriche cinese ha affermato che il 40 per cento dei fiumi è “gravemente inquinato” e circa 200 milioni di cinesi che abitano in zone rurali non hanno accesso all’acqua potabile. Inoltre, fanno ormai da anni il giro del mondo le immagini dei laghi cinesi ricoperti di alghe maleodoranti e spesse, tanto da far rassomigliare le distese d’acqua ai green dei campi da golf.

RIFIUTI INDUSTRIALI. La causa principale è da attribuirsi alle industrie che riversano nei fiumi e nei laghi i loro rifiuti industriali, senza che i governanti comunisti locali corrotti dicano o facciano niente per fermarli. In Cina, infatti, la produzione industriale viene prima di tutto, il rispetto per l’ambiente praticamente non esiste.

NUOTA, SE HAI IL CORAGGIO/1. Lo scorso 18 febbraio un imprenditore della ricca provincia orientale del Zhejiang, esasperato dalla situazione, ha lanciato una sfida a un alto funzionario del Partito comunista locale: gli ha offerto 200 mila yuan (circa 25 mila euro) per nuotare per 20 minuti nell’inquinatissimo fiume della cittadina di Ruian. Per fare capire a tutti l’entità della sfida, l’industriale ha caricato anche una foto del fiume ricoperto di immondizia. Il capo dell’Ufficio per la protezione ambientale di Ruian, Bao Zhenmin, non ha risposto alla proposta di nuotare nel fiume, ma ha accusato la popolazione: «La vera ragione dietro l’inquinamento della zona è da attribuirsi alla sovrappopolazione dell’area, che supera di molto le possibilità di smaltimento dei rifiuti».

NUOTA, SE HAI IL CORAGGIO/2. Il 20 febbraio scorso, un altro imprenditore sempre della provincia del Zhejiang ha offerto 300 mila yuan (circa 34 mila euro) a un funzionario comunista per nuotare 30 minuti in un fiume inquinato della città di Longgang. La sfida è stata rilanciata su internet con commenti da parte degli abitanti della zona: «L’acqua del fiume arriva in tutto il centro cittadino e puzza in maniera terribile» scrive uno. «Quelli che vivono nei pressi dei fiumi sono circondati da una puzza insostenibile. D’estate non abbiamo il coraggio di aprire le finestre» aggiunge un altro. Il funzionario si è rifiutato.

IL FIUME AZZURRO È ROSSO. Lo stesso Yangtze, il fiume della traversata di Mao, non sta meglio: l’anno scorso improvvisamente il fiume azzurro è diventato rosso nei pressi di Chongqing. Proprio come il Jianhe a Luoyang nel 2011, a causa di agenti chimici rovesciati nel fiume da due industrie. Non c’è che dire, prima che il partito comunista rovinasse le acque della Cina, attraversare un fiume a nuoto per la gloria del comunismo era più facile.

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