Google+

La mamma di Loris e quella di Leah. I figli che non ci meritiamo e una speranza incrollabile

dicembre 21, 2014 Annalisa Teggi

loris-stival-veronica«Come un poco di raggio si fu messo/ nel doloroso carcere, e io scorsi/ per quattro visi il mio aspetto stesso,/ ambo le man per lo dolor mi morsi» (Inferno, canto XXXIII)

I figli sono di chi se li merita – dicevano alla radio, citando un qualche saggio che ora non ricordo. Sarebbe bello se fosse così; e se fosse così, io di certo non sarei diventata madre. Poi ci ripenso: sarebbe davvero bello? Bello forse sì, ma inumano; perché dell’umano fa parte anche il brutto e il demerito.

Sono cresciuta in una famiglia a suo modo unica e assurda, con un padre altamente imperfetto e per questo insostituibile. A 37 anni lo ringrazio di avermi fatto sudare il nostro legame ogni singolo giorno, facendomelo anche detestare. Nostro malgrado, sappiamo bene entrambi che ci somigliamo profondamente. E questo ci costringe a non ignorarci, e talvolta anche a volerci bene. La cosa più misteriosa della famiglia è questa somiglianza, che ci lega a un padre e una madre ancora prima che ci sia un affetto. Che ci lega, qualsiasi tipo di affetto ne nasca o non ne nasca; assente o distorto che sia.

Andrea Loris Stival era proprio uguale a sua mamma Veronica; non ho potuto fare a meno di notarlo, mentre in tv continuano a inondarci delle loro foto. Come il conte Ugolino, anche lei non poteva che rivedere se stessa sul volto del figlio. E ora è in carcere, accompagnata dall’accusa più tremenda: quella di aver ucciso con crudeltà il proprio bimbo. E salta fuori tutto il vaso di Pandora del suo passato; un tentativo di suicidio alle spalle; ragazza violenta; figlia di una madre che le aveva detto che la sua nascita era un errore. Gli psicologi chiosano il tutto, dicendo: uccidere un figlio è un atto che implica uccidere anche se stessi. Ma ogni interpretazione, per quanto azzeccata, non basta a dare un senso al grumo di peccato e di virtù che è il cuore umano e che, di padre in figlio, batte in noi.

Rimasi colpita vedendo a teatro I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori e quell’intuizione di unire in un unico personaggio Gertrude, la monaca di Monza, e la madre di Cecilia, quella che depone con ogni premura la figlia morta di peste sul carro dei monatti. Un monumento, lo definisce Testori: una statua che è il tutt’uno di un’assassina sventurata (Gertrude) e una pietosa santa (la mamma di Cecilia). A ricordare cosa? La speranza – dice sempre Testori.

La speranza non è nel merito, ma nella lotta. La speranza non è nel fluido passaggio di bravura in bravura, ma nella possibilità che questa somiglianza radicale che ci lega, padri-madri-figli, dia frutto in mezzo alle complicanze. E accade. A Manchester la giovane infermiera Leah si è messa a cercare sua madre, che l’abbandonò appena nata vent’anni fa. Vuole incontrarla solo per dirle che è diventata nonna e che ora ha una figlia e una nipote da amare. Ecco la forza della somiglianza viscerale: vedi te stessa riflessa nei lineamenti di tua figlia neonata, e questo ti spinge verso chi è sangue del tuo sangue, sebbene non ci sia mai stato affetto o merito o bontà di sorta. Leah chiede solo di poter passare il Natale con sua madre e sua figlia. E forse, al cospetto della Natività abbiamo anche questo da chiedere: lo sguardo attonito e semplice di Maria e Giuseppe, che – credo proprio – non sentissero di meritare quel Figlio.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana