Google+

Quando sono i maleducati a insegnarci l’educazione

maggio 21, 2015 Annalisa Teggi

no-expo-tia-sangermano-tgcomPubblichiamo la rubrica di Annalisa Teggi contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Matteo Renzi si è giocato l’asso del paradosso chestertoniano per replicare a Ferruccio De Bortoli che gli aveva dato del maleducato di talento. E la frase di Chesterton citata dal premier suona davvero bene: «Democrazia significa governo dei maleducati, mentre aristocrazia significa governo degli educati male», ma questa traduzione italiana è imprecisa, tanto che per rispettare il senso originale (che gioca su “uneducated” e “badly educated”), io mi sarei spinta a una versione libera: «Democrazia significa governo del volgo, mentre aristocrazia significa governo della volgarità».

Il volgo è ineducato, ed è sano; certi potenti sono talmente educati, da commettere delle volgarità. Un’educazione basata su ideologie riduttive e spregiudicate distorce il sano senso comune, che invece appartiene alla tradizione popolare, la quale è sempre stata custode delle verità umane basilari. Questo intendeva dire Chesterton, ed è senz’altro una provocazione, rivolta però al mondo della scuola più che al mondo della politica.

Intanto, mentre Renzi replicava a De Bortoli, un vero maleducato di talento come Roberto Benigni commemorava Dante al cospetto dei membri del Senato. E il suo è proprio un esempio di come un certo tipo di maleducazione sia un vero talento da mettere a frutto. La vivace irriverenza di Benigni ci ha senz’altro educato a Dante in questi anni, cioè ce lo ha restituito umano e vivo, mentre una certa imbalsamata cultura – fin troppo educata ed erudita – si limita ancora a venerarlo sul suo bel piedistallo, come ci s’inginocchia di fronte a un morto al cimitero.

Insomma, a volte serve un maleducato per ricordarci cos’è l’educazione. Mi spiego: studiare Dante, nella maggior parte delle nostre aule scolastiche, si riduce a fare la parafrasi. È educativo? Dubito. Eppure proprio la Divina Commedia comincia con un gesto educativo esemplare: Virgilio guida Dante fuori dalla selva e la prima cosa a cui lo introduce è il buio dell’inferno in cui risuonano urla e bestemmie. Ecco un vero gesto maleducato, che frantuma le formalità ed entra a gamba tesa nella sostanza del dramma umano.

La luce di una triste ribalta si è posata su Mattia Sangermano, il giovane intervistato durante gli scontri della frangia violenta dei No Expo a Milano, che aveva ingenuamente dichiarato il suo assenso a spaccare tutto. In una dichiarazione successiva, e dopo una bella lavata di testa da parte dei genitori, ha chiesto scusa, ma soprattutto ha mostrato con un candore disarmante, e molto probabilmente involontario, tutta la sua fragilità alle prese con la selva intricata della gioventù. A un certo punto ha detto: «Io sono ancora studente, purtroppo»; forse si riferiva a una carriera scolastica sfortunata o forse al poco entusiasmo verso la scuola, però quel “purtroppo” è la vera sfida della riforma scolastica. Quella che comincia in classe ogni benedetto giorno.

Forse è bene che gl’insegnanti non mettano in cantina gli altoparlanti usati durante il grande sciopero del 5 maggio, perché occorre che continuino ad alzare la voce anche in aula e che, metaforicamente s’intende, facciano i maleducati.

Sotto quel “purtroppo” è rintanato un grumo di confusa ma viva umanità che chiede un salutare spintone per uscire dalla sua selva, e non una carezza intellettuale.


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La show car a batteria al debutto al Salone di Parigi può contare su di un motore da 170 cv e un’autonomia di 600 km. È una hatchback compatta disponibile a guida autonoma e anticipa 30 futuri modelli elettrici Volkswagen. Una rivoluzione.

La nuova ammiraglia della Stella è lunga 6,5 metri, pesa oltre 5 tonnellate ed è caratterizzata da una blindatura in grado di resistere sia alle armi d’assalto sia agli esplosivi. Adotta da un V12 6.0 biturbo da 530 cv. Il prezzo? 1,4 milioni di euro.

Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana