Google+

Le opere dimenticate a memoria di Vincenzo Agnetti

giugno 25, 2012 Mariapia Bruno

«Quello che ho fatto l’ho dimenticato a memoria: è questo il primo documento autentico»: ecco il motto di Vincenzo Agnetti (Milano 1926 – 1981), artista concettuale outsider degli anni Sessanta e Settanta che, al contrario dei suoi colleghi che basavano la loro arte sulla logicità dell’idea, fondava la sua poetica sul presupposto che le contraddizioni sono un parametro stimolante, mentre la tautologia è un parametro convincente. Protagoniste fino al 9 settembre 2012 di una mostra appena inaugurata al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno e intitolata L’operazione concettuale, le opere di Agnetti sono espressione della ricerca di un equilibrio tra supporto e superficie, sincronia e diacronia, lingua e parola, dimenticanza e scoperta, e simbolo di quel paradosso maturato dall’artista secondo cui l’opera d’arte più aumenta le sue potenzialità, più diminuisce le sue chance di sopravvivere.

Apparentemente complicata, la filosofia dell’artista-poeta-scrittore milanese non è altro che un modo per criticare quell’arte che inserita in uno stile ben preciso e definito entra facilmente nella storia, e promuovere, invece, un’arte più libera ma più soggetta a essere dimenticata in quanto non appartenente a nessuna categoria stilistica.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Al via un progetto per formare 60 ragazzi da inserire nelle aree vendita e post-vendita delle Concessionarie “stellate”. Dal 5 maggio al 3 giugno ci si potrà candidare on line

Il rivoluzionario sistema di distribuzione QamFree rinuncia agli alberi a camme per la gestione delle valvole, sostituiti da attuatori idraulici. Secondo la cinese Qoros migliorano le prestazioni e calano drasticamente i consumi.

Condivideva la meccanica con la mitica Ferrari Enzo, ma risultava più brutale da guidare ed era caratterizzata da dimensioni extra large. Il V12 6.0 erogava 630 cv. Prodotta in 50 esemplari a un prezzo di 720.000 euro, venne sviluppata anche da Michael Schumacher.

L’uomo è un bambino che usa giocattoli costosi... Vero! Ma se il giocattolo è una RC 390 Cup, il costo è basso e il divertimento tantissimo. Nasce per svezzare i ragazzini ma se la usano i grandi… l’abbiamo provato sulla nostra pelle in una giornata pazza in perfetto KTM Style.

Avere un'auto bellissima, parcheggiata in un garage brutto non è il massimo. Se una volta per rendere questo luogo un po' più "umano" si appendevano i poster di auto e piloti, oggi si può fare di meglio. Il garage, diventa arte.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana