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Le opere di Spencer Finch tra il conscio e l’inconscio

novembre 13, 2012 Mariapia Bruno

Nato a New Haven, nel Connecticut, nel 1962, Spencer Finch è uno di quegli artisti la cui indagine abbraccia le nostre percezioni visive e i nostri sentimenti interiori. Attraverso un metodo scientifico l’artista studia la natura della luce, del colore, della memoria e della percezione, quest’ultima affascinante poiché misteriosa. Protagonista della mostra Not precisely knowing. Not precisely knowing not, l’artista americano presenterà dal prossimo 16 novembre all’11 gennaio 2013, alla Lisson Gallery di Milano, una serie di nuove opere di grandi e piccole dimensioni che raccontano il rapporto tra la memoria, il conscio e l’inconscio.

Creata appositamente per l’occasione è la grande installazione esterna A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate), del 2012, dove una foresta di barre d’ottone verticali di varie altezze, ognuna con un piccolo Led sulla punta che si accende a intermittenza disegnando, insieme alle altre, diverse figure che ricordano la pièce shakespeariana, invitano lo spettatore a seguire l’imprevedibile traiettoria luminosa e ad assaporare l’imprevista meraviglia che ne deriva. Ispirate alla poesia di Emily Dickinson The Angle of a Landscape (L’angolo di Paesaggio) sono invece una serie di 31 fotografie che documentano, come un diario visivo, la prima visione dell’artista al risveglio ogni giorno – un aereo, una camera di albergo, la propria casa, un cuscino, un cassetto – per tutto il mese di ottobre 2012. Infine, un grande acquerello con una griglia a linee verticali e orizzontali è scandito dai colori dei sogni di Finch che si intrecciano ad altri che sono rimasti impressi nella sua memoria sin dalla prima infanzia.

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