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La Vergine delle Rocce di Leonardo, dal Louvre alla National Gallery

agosto 25, 2011 Mariapia Bruno

Non è ancora iniziata, ma l’atmosfera di attesa amplificata e persistente che ha saputo generare non ha eguali. Mi riferisco alla ormai leggendaria mostra “Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano” che dal prossimo 9 novembre potrà essere finalmente ammirata alla National Gallery di Londra. Già di per sé un evento di portata eccezionale, che metterà insieme la maggior parte dei pochissimi dipinti su tela di Leonardo, tra cui i ritratti di signore come La Dama con l’ermellino e La belle Ferronière, sarà un appuntamento all’insegna delle riscoperte e dei grandi prestiti. Accanto all’appena ritrovato e chiacchieratissimo Salvator Mundi di fresca attribuzione leonardesca, la maestosa Vergine delle Rocce (1491–1508), parte della collezione permanente della sede ospitante, si ricongiungerà per la prima volta con versione dello stesso soggetto eseguita dal maestro tra il 1483 e il 1486 e oggi conservata al Louvre. «Siamo molto grati ai nostri colleghi del Louvre per il prestito di questo celebre dipinto» afferma Nicholas Penny, direttore della National Gallery «E’ parte di una straordinaria collaborazione tra la National Gallery e il Dipartimento di Pittura del Louvre. Sono sicuro che l’esperienza di vedere giustapposti questi due capolavori sarà una di quelle che non potranno mai essere dimenticate nè ripetute».

Non solo, pare che lo scambio verrà ripetuto tra qualche mese nella mostra “Leonardo da Vinci’s St Anne“, al Louvre dal 29 marzo al 25 giugno 2012, dove accanto alla Madonna con Bambino e Sant’Anna, fresca di restauro, verrà affiancata la versione della National Gallery, The Burlington House Cartoon – Madonna con Bambino, Sant’Anna e Giovanni Battista. «Questa collaborazione eccezionale tra la National Gallery di Londra e il Louvre» sottolinea il direttore del Louvre Henri Loyrette «realizza due storiche giustapposizioni desiderate da tempo da generazioni di storici dell’arte. Le due versioni della Vergine delle Rocce e della Madonna con Bambino e Sant’Anna rappresentano una fonte di notevole fascino per il pubblico attuale. Complementare alle due collezioni, il proseguimento di questo scambio potrà essere incredibilmente fruttuoso, oltre che indubbiamente prezioso». Entrambe le mostre hanno lo scopo di mettere in luce la carriera di Leonardo da Vinci come pittore e consentiranno di esaminare da vicino le varie versioni delle opere da lui eseguite in modo da coglierne le più diverse caratteristiche e sfumature. Una delle questioni che ha lasciato maggiormente perplessi gli esperti di storia dell’arte del Rinascimento riguarda il perché Leonardo da Vinci abbia voluto o dovuto dipingere due versioni della Vergine delle Rocce. Le due tele risalgono a periodi chiaramente differenti, la versione di Londra è la più tarda e dimostra un cambiamento nelle ambizioni artistiche del maestro, maturato negli anni intorno al 1490. Anche se in passato molti studiosi hanno avanzato l’ipotesi che solo una versione, la prima, fosse stata eseguita interamente da Leonardo, entrambe le tele rivelano il chiaro interesse del pittore per la relazione tra pittura e natura. Per scoprire tutte le altre variazioni su tema basterà, oltre a sfogliare un buon manuale su Leonardo, andare a vedere l’imminente mostra londinese che, attingendo di qua e di là per la sua ambiziosa raccolta, ha lasciato – finalmente – da parte quella Gioconda che, rimasta al Louvre, speriamo non soffra troppo la solitudine.

   

 

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