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La vera star del processo Ruby è Beppe Severgnini

aprile 8, 2011 Redazione

DEMO-PLUTO-GIUDAICO-CATTOLICO-MASSONICO. Le dimissioni forzate di Geronzi sono un colpo mortale per quel sistema di potere, cattolico-apostolico-romano, che attraverso l’asse Geronzi-Letta ha blindato il Cavaliere. Facendolo finalmente entrare e poi rafforzandolo nel Salotto Buono del capitalismo italiano. Portandogli in dote un potere d’influenza, diretta o indiretta, sulle banche e le aziende strategiche rimaste nel Paese (da Mediobanca a Generali, da Ligresti a Pirelli, da Telecom a Rcs). Alimentandolo sotto il profilo lobbistico-mediatico (spesso con l’ausilio della “macchina del fango”), attraverso la rete collaudata della P4 di Luigi Bisignani e dei siti Internet più o meno “amici” (come Dagospia).
Massimo Giannini, la Repubblica

TRIESTE COME TRIPOLI. La “rupture” delle Generali segna la fine del vecchio capitalismo. Ma il nuovo è ancora tutto da costruire.
Massimo Giannini, la Repubblica

QUESTA VOLTA. Ma Bruti questa volta non ci sta alla «disinformazione» che è cominciata con la pubblicazione – lecita, sia detto – di alcune frasi pronunciate al telefono dal premier.
Piero Colaprico ed Emilio Randacio, la Repubblica

AFFARI TUOI. Poi la fuga di notizie, ma sulla pubblicazione di quei dialoghi Bruti fa spallucce: non è «compito di questo ufficio esprimere valutazioni sulla pubblicazione di atti su chi è venuto meno il segreto d’indagine».
Piero Colaprico ed Emilio Randacio, la Repubblica

CELEBRITY/1. Di tutte le celebrità del processo Ruby in aula ce n’è solo una, Ilda Boccassini.
Michele Brambilla, la Stampa

CELEBRITY/2. Così in mancanza di Berlusconi. Ruby e compagnia, la star della giornata è Beppe Severgnini.
Michele Brambilla, la Stampa

MI SONO SVEGLIATO PRESTO. I palazzi di giustizia, come gli ospedali, hanno un contorno di umanità pensosa e professionisti stanchi.
Beppe Severgnini, Corriere della Sera

I TUOI SONO PERFETTI. Chi non usa i libri come fermaporte.
Beppe Severgnini, Corriere della Sera

BRUTTE ABITUDINI. La sindrome del dialogo è permanente, non scompare mai. Soprattutto quando il premier resiste, nonostante tutto.
Fabrizio D’Esposito, il Fatto quotidiano

INDIGNEZ-VOUS. Il novantaquattrenne prodigio Stéphane Hessel, autore del pamphlet e caso editoriale francese da un milione e mezzo di copie “Indignez-vous!”, è stato ufficialmente candidato al Nobel per la Pace.
Il Foglio

INCHINEZ-VOUS. Italia e Francia, dunque: come giudicare una rivalità antica? A mio parere non c’è dubbio: la Francia supera l’Italia. Ma in Italia non lo si ammetterà mai. Da qui nascono le polemiche.
Piero Ottone, la Repubblica

BOMBARDEZ-VOUS. Periodicamente i battibecchi si ripetono: ieri per la Tunisia, per Nizza, per la Corsica. Oggi per la Libia.
Piero Ottone, la Repubblica

ARRAPEZ-VOUS. E per quel che riguarda i titolari in carica, Sarkozy e Berlusconi, dobbiamo pur sempre ammettere che Carlà è meglio di Ruby. Altra classe.
Piero Ottone, la Repubblica

IN GALERA? Non c’è solo Berlusconi. C’è un’altra Italia sana che sopravvive e testimonia la sua passione civile. È “L’Italia che va”.
Il Fatto quotidiano

EDUCAZIONE. È Lady GaGa la madrina di Zachary, il figlio di Elton John e David Furnish: «Sarà coinvolta nell’educazione del piccolo», dice Elton John.
La Repubblica

TIC. Una volta, a passeggio per il lungomare di Napoli, m’indicarono un famoso pescivendolo. Notai che il commerciante non solo non rilasciava lo scontrino fiscale, ma nemmeno aveva il registratore di cassa.
Silvia Truzzi, il Fatto quotidiano

DOPO, PERÒ, TUTTI IN PROCURA. Tante le sorprese riservate agli incontentabili cultori della kermesse, tutte da scoprire per chi partecipa alla grande “festa del peccato” dedicata a chi vive il sesso nel giusto modo e cioè con la gioia del divertimento.
Francesco Paolo Del Re presenta il MiSex, il Fatto quotidiano

TRAGEDIE. Quando con Achille Occhetto la parabola del Pci venne a compimento (insieme con quella molto più tragica dell’Unione Sovietica).
Rino Genovese, il Fatto quotidiano

INFATTI STAVA NELL’IDV. Scilipoti copia il manifesto fascista. Nei valori dei Responsabili “clonato” l’elenco firmato da Gentile e altri intellettuali nel 1925.
Titolo e occhiello del Corriere della Sera

PROVIAMO. Provate a immaginare buone notizie in arrivo dai Verdi; e chiedetevi perché non ci riuscite.
Paolo Franchi, Corriere della Sera Sette

ARZILLI VECCHIETTI. I favolosi anni 60. Alain Elkann ha da poco compiuto 61 anni. Forse è anche per questo che gli interessano le persone di quest’età.
Ranieri Polese recensisce l’ultimo libro di Alain Elkann, Corriere della Sera Sette

 

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