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La sostanza dei colori nell’esperienza di Sam Francis

aprile 19, 2012 Mariapia Bruno

Forza, coraggio, passione, ma soprattutto esperienza: ecco da dove nascono le opere dell’artista americano Sam Francis. Pilota dell’US Air Force durante la Seconda guerra mondiale, si ritrovò in mezzo al deserto dopo che il suo aereo fu abbattuto. Immerso nell’immensità degli spazi sabbiosi illuminati dalla luce accecante del sole, dai colori dorati che si perdono nell’immensità del bianco, dove l’azzurro del cielo diventa tutt’uno con lo sfondo, il luogo dell’infinito. Queste le costanti della sua pittura del ricordo, dove le figure umane sono assenti perché quello che realmente interessa l’artista è lo spazio che si estende tra le cose. La sua è una produzione influenzata da un lato dall’espressionismo astratto americano della fine degli anni ’40, dall’altro dall’impressionismo francese che ebbe modo di assaporare durante il soggiorno parigino tra il 1950 e il 1961. Un flusso di richiami ammirabili dal prossimo 23 aprile alla Galleria Agnellini Arte Moderna di Brescia (fino al 14 luglio 2012).

Circa trenta le opere racconteranno l’evolversi della carriera del pittore, mostrando al visitatore il suo coinvolgimento nello spazio libero della carta e della tela che egli – sulla scia dell’astrazione lirica e gestuale del conterraneo Jackson Pollock – sublimava con la tecnica dell’all over, senza mai dare il primato al dinamismo del gesto, ma solo alla potenza del colore che per lui è «la vera sostanza, il punto di partenza che non è né il disegno né la linea». In mostra anche le opere eseguite con la pittura acrilica, materiale che permette all’artista di cimentarsi con colature e spruzzi e che gli consente di realizzare giochi di trasparenza che danno all’opera quel senso di grande luminosità. Ogni tanto, il più delle volte ai margini della superficie, s’incontra qualche chiazza di colore scuro che, come una sorta di cornice, pare quasi interrogare i limiti della tela.

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1 Commenti

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