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La scoperta del cabernet. L’uva più odiata dagli ignoranti

aprile 12, 2013 Tommaso Farina

Può nascere un Amarone in Romagna? Chiaramente non parliamo di un vero Amarone, vino stupendo che si può fare soltanto in Valpolicella e dintorni: ma di qualcosa che gli assomigli. L’Amarone, si sa, è ottenuto dall’appassimento delle uve rosse (corvina, rondinella e via discorrendo) che poi vengono vinificate. Perché non provarci col sangiovese? Elisa Mazzavillani e la sua mamma Marta Valpiani, vignaiole “giovani” (vendemmiano da pochissimi anni) ma con le idee chiare, anima di un’azienda che, semplicemente, si chiama Marta Valpiani, hanno fatto il tentativo.
Marta ed Elisa hanno le loro vigne a Castrocaro Terme (Forlì e Cesena), terra di bagni e di festival canori. E anche terra di sangiovese: uno dei più grandi vitigni italiani, materia d’origine di Chianti, Brunello e Vino Nobile di Montepulciano, ma anche di quel Sangiovese di Romagna rustico e popolare, reso noto da parecchie pubblicità televisive.

Ecco: il Sangiovese di Elisa e Marta è proprio il contrario di certe produzioni massificate e senza carattere, che sono tutt’altro che passate di moda. Le bottiglie Marta Valpiani esprimono un’eleganza mista a sottile tipicità contadina, anche nelle scelte più originali. 
Tra esse, per l’appunto, il Castrum Castrocari: Sangiovese da vendemmia tardiva. Quasi come l’Amarone. L’Amarone, a dire il vero, vede l’appassimento dei grappoli d’uva sui graticci dopo la raccolta, mentre a casa Valpiani le uve vengono lasciate sulle piante per venti o trenta giorni. Risultato? Abbiamo provato l’annata 2009 al Vinitaly veronese appena trascorso: una scoperta. Si potrebbe fare la solita liturgia di colori (per la cronaca, siamo su un rubino tendente al granato), profumi e via dicendo. Ci limitiamo qui a far notare l’estrema eleganza di un vino del genere.

Ricorda quei villici sardi che ancora indossano l’abito di velluto nero a tre pezzi: campagnolo, ma di stile inconfondibile. Massì, vi diciamo di cosa sa: al naso è intensamente floreale, con profumi terziari e addirittura eterei, ma per nulla presaghi di qualcosa di pesante in bocca. Il sorso in bocca, appunto, è secco, asciuttissimo, tannico senza esagerare. Di classe superiore. Con le nuove annate, probabilmente migliorerà ancora. Ma qui davvero ci sono sorprese continue. A parte gli altri Sangiovese di casa, è bello farsi cogliere alla sprovvista da un vino come il Maxymo 2009, un cabernet sauvignon in purezza. Sì, il vituperato cabernet, l’uva più odiata da chi ragiona per pregiudizi. E invece no, niente ammicchi internazionali in questo vino che al naso parte erbaceo per poi planare su sensazioni di fresca ciliegia, di menta e di bergamotto. Specchio di un sorso agile ma non impalpabile, sostanzioso ma bevibilissimo.

Per info:
Cantina vinicola Marta Valpiani
Via Bagnolo 156 e 158 Castrocaro Terme (Forlì – Cesena) Tel. 0543-769598

tommasofarina.com

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