Google+

La salvezza non riguarda solo lo spirito. Ecco perché dobbiamo seppellire i morti

novembre 29, 2016 Aldo Trento

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Caro padre Aldo, ho letto il tuo articolo sul “Memento mori”: mi ha messo con le spalle al muro. Poche volte penso alla morte, anche meno che “verrà e avrà i miei occhi”. Il mondo ci travolge col suo ritmo vertiginoso, ci impedisce perfino di guardare la realtà e di pensare. Solo la Chiesa ci “blocca” un momento ogni anno mettendoci di fronte alla realtà, il giorno 2 di novembre, commemorazione di tutti i defunti. Ed è per questo, come scriveva Eliot, che è odiata dal mondo: perché ricorda agli uomini questa verità. Eppure la familiarità con questa verità ci permetterebbe di vivere meglio, di vivere liberi e coscienti del destino e del valore di ogni cosa. Il peccato è la dimenticanza del significato e destino di tutto e di tutti, perciò anche del gusto, del bello che è il vivere quotidiano. Infine vorrei che lei scrivesse qualcosa rispetto al recente documento della Congregazione per la Dottrina della fede sulla sepoltura del corpo, in cui è affrontato anche il problema della cremazione.
Antonio

Ti ringrazio della domanda anche perché in questi anni ho accompagnato a morire più di 1.400 ammalati terminali, dando loro, quindi, una degna e santa sepoltura. Per questo abbiamo costruito un cimitero semplice ma bello nel verde di una fattoria che ci è stata regalata. Ogni tomba ha una croce semplice di legno con i dati del defunto e il perimetro caratterizzato da piccoli cespugli verdi di ligustrina. Lascio a un amico la risposta al tuo quesito.
paldo.trento@gmail.com

Per molto tempo la Chiesa si è opposta alla pratica della cremazione dei morti, perché percepiva in quel gesto una connessione con la concezione dualistica platonica, secondo la quale il corpo doveva essere distrutto per liberare l’anima dal carcere della materia. La Chiesa attualmente non la proscrive, perché non ha dubbi che questa pratica non sia legata in se stessa al dualismo platonico o alla reincarnazione. Cioè, anche se continua a preferire la sepoltura dei corpi, comprende le ragioni pratiche che in alcuni casi possono spingere a scegliere la cremazione: igieniche, economiche, sociali eccetera.

Correggendo gli abusi
Tuttavia, al di là dell’incenerimento, si sono diffuse pratiche che oscurano la fede cristiana nella resurrezione dei morti: la dispersione delle ceneri, la conservazione delle stesse nelle case, la loro divisione tra i cari, la trasformazione in ricordi commemorativi o gioielli, eccetera. È dunque opportuno ricordare che l’opera di misericordia che ci intima di “seppellire i morti” è ancora vigente, anche per le ceneri.

Necropoli o cimiteri
È un fatto storico che al tempo dell’Impero romano i cristiani costruirono cimiteri prima che chiese. Di fatto, i cimiteri furono i primi templi cristiani. Inoltre, per influsso della fede cristiana, si sostituì il nome con cui si designava il luogo destinato alle sepolture, “necropoli”, città dei morti, con “cimitero”, dormitorio (dal greco koimeterion). Il cristianesimo ha dato alla luce perfino un nuovo verbo latino: “depositare”. Nel rito cristiano il corpo è “depositato” nella terra in attesa della resurrezione. La deposizione è un’evocazione della promessa di Cristo di recuperare il corpo sepolto.

Gesù sepolto
La resurrezione di Cristo, il cui cadavere è stato “depositato” in quella tomba a Gerusalemme, è la chiave per comprendere qual è la nostra speranza. Perciò la santa sepoltura di Gesù è diventata il punto di riferimento della sepoltura cristiana.

La dignità del corpo
Nella concezione antropologica cristiana, il corpo non è un carcere dal quale il prigioniero debba uscire né un vestito del quale debba spogliarsi per cercarne un altro. L’essere umano è un’unità sostanziale di corpo e anima, perciò la promessa di salvezza di Gesù Cristo è rivolta all’uomo nella sua interezza, senza escludere la sua corporeità.

Inoltre, pregare
Quindi, alcuni degli inviti che ci vengono rivolti alla fine di questo Giubileo della Misericordia sono: compiere l’ultima delle opere di misericordia corporali (seppellire i morti) e allo stesso tempo praticare l’ultima tra quelle spirituali (pregare per i vivi e per i morti). Le due opere sono intimamente unite, per cui ogni volta che noi evochiamo il “riposo” dei nostri cari defunti, sentiamo la chiamata a pregare per il loro eterno riposo, chiedendo a Dio che arrivi il giorno in cui ci riuniremo a tutta la nostra famiglia in Cielo.
Monsignor José Ignacio Munillavescovo di San Sebastián, Spagna

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Giunge alla terza generazione una delle compatte sportive più apprezzate dai puristi della guida oltre che una delle “piccole pesti” più pepate in circolazione. La Suzuki Swift Sport, sinora proposta esclusivamente con un propulsore 1.6 16V aspirato da 125 o 136 cv, si appresta a cambiare cuore, optando per un’unità sovralimentata di derivazione Vitara S. […]

L'articolo Suzuki Swift Sport: piuma col turbo proviene da RED Live.

Prodotto da Peugeot e allestito dal celebre preparatore francese il Partner Dangel porta all’estremo il concetto di auto tuttofare. L’abbiamo messa alla prova nel cimento più duro la vacanza con famiglia.

L'articolo Prova Peugeot Partner Tepee Dangel, l’Ultra Utility Vehicle proviene da RED Live.

Forse la questione passa un po’ inosservata, dato che spesso la nostra attenzione è concentrata per lo più sulle prestazioni dei piloti tra i cordoli. Ma quanto è importante poter contare su abbigliamento e accessori adeguati per affrontare le competizioni in auto? Diremmo fondamentale, tanto più che tutto il “guardaroba” deve essere composto da indumenti che rispettino requisiti […]

L'articolo Tutto quello che serve per correre in auto secondo Alpinestars proviene da RED Live.

È l’anti-tedesca per eccellenza. Una delle poche berline alto di gamma in grado di fronteggiare a testa alta le rivali Audi, BMW e Mercedes-Benz. Jaguar XJ, dopo aver scardinato la tradizione del Giaguaro vestendosi di linee ardite e sinuose, si rinnova in vista del 2018 e amplia la gamma grazie alla strabordante XJR575 da 575 […]

L'articolo Jaguar XJ 2018: 575 cv al top proviene da RED Live.

Brutale e sconvolgente, tanto nella linea quanto nel carattere. Nata nel 1987 ed erede di 288 GTO, era una vettura da corsa adattata all’utilizzo stradale. Un mito da 478 cv, 324 km/h, 0-100 km/h in 4,1”, 1.100 kg e, soprattutto, 162,8 cv/litro. L’elettronica? Sconosciuta

L'articolo Ferrari F40: io sono leggenda proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana