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La lezione di Costanza Miriano su matrimonio e amore (che «è più a forma di croce che non di cuore»)

marzo 17, 2014 Pippo Corigliano

Sul Foglio del 6 marzo Costanza Miriano scrive un articolo sul tema della famiglia, oggetto del prossimo Sinodo dei vescovi. Riporto alcuni passi:

«Il paradosso dell’amore è che due infiniti bisogni di essere amati si incontrano con due limitate capacità di amare. Sono domande che solo a partire dal ’900 sono diventate di massa in Occidente, dove si è affermata la visione romantica dell’amore, quell’amore ideale ed emotivo che non resiste all’impatto con il reale, e che vive solo… nell’attesa mai compiuta del congiungimento (che è esattamente il motivo per cui i film finiscono al bacio finale, tendina, the end, disperazione della spettatrice che non sa mai come vivranno insieme lui e lei, se saranno felici, quanti figli avranno, mai, in nessuno dei film caposaldo dell’educazione sentimentale delle fanciulle: Cenerentola, Harry ti presento Sally, Cime tempestose, Pretty Woman e via baciando)».

«A me interessa che la Chiesa m’insegni che il cuore va educato, e che mi ricordi che l’uomo da solo non è buono, non è capace di amare, che solo Dio con la sua tenerezza infinita per l’uomo può dire per sempre, che ci si sposa in tre, io, lui e Dio, e che la fedeltà è una lotta, è non smettere di lavorare sul matrimonio, è ricondurre ogni sera lo sguardo, a volte è anche come mordere un sasso…».

E conclude: «L’amore è molto più a forma di croce che non di cuore. Di questo annuncio il mondo ha un bisogno disperato».

In sintesi: soltanto se si è di Cristo si capisce il matrimonio cristiano.

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9 Commenti

  1. filomena scrive:

    Forse però bisognerebbe anche chiedersi se il matrimonio è più una croce che un cuore che senso ha soffrire?
    L’unione ha senso solo se ci rende felici altrimenti non si chiama matrimonio ma… autolesionismo.

    • Paolo2 scrive:

      Cara Filomena, ti credi brillante perchè ti basta concentrarti su 2 righe per liquidare l’articolo.
      Peccato si tratti delle 2 PENULTIME righe; prova a leggere le ULTIME.
      Ma credo che per te siano incomprensibili.
      In ogni caso sappi che la persona li citata non è morta di raffreddore, prova ad informarti.

      • filomena scrive:

        Al di la di ogni ironia, hai ragione per me sono incomprensibili in quanto non credo che….siamo nati per soffrire. Non avrebbe senso vivere. Poi le disgrazie succedono ma altra cosa è cercarle deliberatamente.

        • Paolo2 scrive:

          Ok, allora te lo spiego.
          Quel tale non è morto di un raffredore che “è andato a cercarsi deliberatamente”.
          E’ proprio morto in croce.
          Ma non invano.
          E proprio in ragione di questo ogni cristiano sa che “ha senso vivere” nonostante vi siano sofferenze (per chiunue, credente o non credente) che a volte possono essere talmente grandi da spingere legittamente a domandarsi “che senso ha vivere”.

          • filomena scrive:

            Non replicò nel merito perché se no mi accusi di blasfemia.
            Ti ricordo che sulla croce sono morti in tanti e questo è molto triste.
            Tutto il resto riguarda solo i credenti.

            • Paolo2 scrive:

              Non replichi in merito perchè non sai ma soprattutto non vuoi a priori cercare di capire.
              In croce sono morti in tantissimi (soprattutto cristiani da quando esiste il cristianesimo) ed è vero che questo è molto triste.
              Sull’ultima osservazione beh……..credo che quando vieni (spessissimo) a scrivere qui tu ti debba proprio rassegnare ad aver a che fare con le idee dei credenti

            • LawFirstpope scrive:

              Tu vuoi essere amata, Filomena?

        • sara s scrive:

          Hai ragionissima, Filomena, non siamo nati per soffrire!!!
          Solo che per avere il tesoro bisogna essere disposti a vendere il campo e per comprare una perla, pagare milioni. Bisogna capire cosa si vuole e quanto si è disposti a pagare, ma il “pagamento” è solo uno strumento necessario e proporzionale al godimento che vogliamo ricevere!

  2. urbinati giorgio scrive:

    Hai detto il vero Costanza Miriano, Ci si sposa in tre secondo me è mancato molto questo pensiero sacro…e come dici tu ci si sposa in tre e dici bene, ma è anche vero che il cuore va educati , ma non solo una persona ma entrambi il contrario diventa una croce, e spesso è solo una persona nella copia che la porta,sono d’accordo che la chiesa ne deve parlare di più, perché il matrimonio è un consacrasi ed è sacro Sante. grazie per la tua intervista molto importante oggi più che mai. Ciao.
    ………mr

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