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La guerra del partito comunista cinese contro Miss Canada 2015

giugno 9, 2015 Leone Grotti

anastasia-lin-facebook

«Tutto il tuo lavoro politico e per i diritti umani in Cina deve assolutamente finire. Altrimenti dovrò smettere di sostenerti. Tutto quello che mi hai mandato è stato censurato. Sai che la polizia di sicurezza è venuta da me?». È questo l’sms che Anastasia Lin ha ricevuto da suo padre tre giorni dopo aver vinto il 16 maggio scorso il concorso di bellezza nazionale ed essere diventata la rappresentante ufficiale del Canada a Miss Mondo 2015, la cui premiazione si terrà il prossimo 19 dicembre a Sanya, in Cina.

LIBERTÀ RELIGIOSA. La ragazza di 25 anni è nata nella provincia dell’Hunan ed è vissuta in Cina per 13 anni, quando si è trasferita in Canada insieme alla madre, prendendo la cittadinanza. Il padre, insieme ad altri membri della famiglia, è rimasto in Cina per portare avanti gli affari. Laureata all’università di Toronto, Lin si è sempre contraddistinta per un forte impegno a favore dei diritti umani violati dal regime comunista e soprattutto per la libertà religiosa.

FALUN GONG. La ragazza fa parte della setta spirituale Falun Gong, nata nel 1992 in Cina e perseguitata dalle autorità comuniste a partire dal 1999, in quanto “eresia” e “culto malvagio”. La condanna ufficiale della setta non ha niente a che vedere con la religione ma è politica: essendosi diffusa rapidamente anche a membri dell’esercito e del governo in pochi anni, il partito comunista ha sempre temuto che potesse portare a un rivolgimento del sistema comunista. Per questo i membri del Falun Gong sono continuamente perseguitati, picchiati e incarcerati.

«SONO SPAVENTATA». Lin ha in precedenza recitato in un film che uscirà a breve, “Red Lotus”, e che racconta la storia di una donna imprigionata in Cina perché affiliata al Falun Gong. «Sono davvero spaventata», ha dichiarato Lin al media canadese CTVNews, «ho ancora molti familiari in Cina e temo che mio padre non mi abbia detto tutto. La mia attività ha infastidito il governo e lui non mi risponde più al telefono. Quando sono andati da lui, gli hanno detto che la mia famiglia sperimenterà di nuovo la Rivoluzione Culturale».

PROTEGGERE IL PADRE. Miss Canada 2015 ha denunciato tutto alla stampa perché «in Cina criticare il governo è impossibile, nessuno osa farlo e le forze di sicurezza hanno minacciato mio padre per farmi stare zitta. Se la stampa internazionale si concentra sul mio caso, il governo forse lascerà in pace mio padre. Se nessuno ne parla, potranno continuare a fare tutto quello che vogliono».

«IO DEVO PARLARE». Il governo del Canada ha espresso solidarietà a Lin e ha promesso di sollevare la questione con Pechino. Intanto la ragazza si chiede se potrà davvero partecipare alla finale di Miss Mondo e promette di portare avanti il suo impegno per la libertà religiosa: «Vediamo se mi daranno il visto per la Cina. Io non posso tacere, voglio parlare anche per chi non ha voce. Anche perché se non lo faccio, non lo farà nessuno».

Foto Facebook


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1 Commenti

  1. alex scrive:

    vorrei solo far notare alla redazione che il termine ‘setta’ riferito al Falun Gong è stato utilizzato per la prima volta dal regime cinese, per giustificare la persecuzione; è semplicemente una disciplina spirituale radicata nella tradizione cinese, non c’è alcun motivo o elemento per definirlo ‘setta’.

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