Google+

The Brush Drawings, la gioia di vivere di Matisse

ottobre 18, 2011 Mariapia Bruno

Si intitola “The Brush Drawings” ed è stata appena inaugurata al Palais Féneleon di Le Cateau-Cambrésis (Francia), sede del Musée Départemental Matisse, la bella retrospettiva che per la prima volta mette insieme gli schizzi dell’artista francese fauvista fautore della piu sincera joie de vivre (gioia di vivere): Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 31 dicembre 1869 – Nizza, 3 novembre 1954). Questi splendidi disegni, eseguiti nell’arco di un’intera vita – dai primi schizzi abbozzati tra le strade di Parigi nel 1900 con il compagno di studi Albert Marquet alla matura realizzazione nella Chapel de Vence dove, in una perfetta armonia tra i disegni monumentali e gli imprecisi ritagli di colore della vetrata, il pittore realizza una Madonna con Bambino e San Domenico circondati da fiori e una Via Crucis da lui stesso descritta come “la più profonda tragedia nella storia dell’umanità” – non hanno nulla da invidiare ai suoi ben noti oli su tela, come “La danza“, dove un gruppo di fanciulle dalla pelle rossa, tenendosi per mano su un prato verde, improvvisano un girotondo sotto un cielo che più blu non si può.

Ritratti, maschere, nature morte, sagome femminili sottilmente erotiche prendono forma sulla carta, delineati da un tracciato di linee più o meno spesse, ora morbide, ora nervose, ora decise. «Un segno è sufficiente ad evocare un volto» diceva l’artista il cui principale intento era quello di «dire il massimo con il minimo». Ed ecco i volti mascherati succedersi, a volte mescolati con ritagli di carta dipinti in gouache, uno dopo l’altro dagli anni Cinquanta in poi e i disegni di acrobati – come il “Grand Acrobat” del 1952 – che danno un ritmo di arabesco al candore della base che li accoglie. Disegnando e dipingendo al tempo stesso, Matisse raggiunse un’estrema semplicità lineare, un linguaggio plastico totalmente nuovo per l’arte occidentale e una riduzione cromatica così sottile che gli consentì di raggiungere in modo deciso la dimensione spirituale da lui tanto bramata.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

Commenti Facebook

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

La versione high performance della berlina nipponica, attesa a breve al debutto, potrebbe rinnegare l’alimentazione ibrida tipica del modello base optando per un ciclopico V8 5.0 a benzina da 500 cv.

Dopo le borse, gli occhiali e le scarpe, il mercato dei prodotti contraffatti si apre anche al nostro settore. Look non è la prima azienda a esserne vittima e mette in guardia i ciclisti da sospetti e pericolosi "affari"...

Adorata dai divi dello spettacolo, è stata la prima roadster BMW dedicata al mercato americano. Ha ispirato le moderne Z3 e Z8. Mossa da un V8 3.2, nonostante la linea elegante fu un flop commerciale.

La supercar nipponica è (finalmente) pronta al debutto: adotta un V6 biturbo a iniezione diretta di benzina abbinato a ben tre motori elettrici. Trazione integrale permanente e cambio a doppia frizione.

Rivista nella linea e nella cura degli interni, la multispazio torinese conferma i plus della precedente versione, cui abbina un comfort superiore e dotazioni da berlina. Prezzi da 18.200 euro. Motori benzina, td e a metano.

Speciale Nuovo San Gerardo