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La Cina è peggio del Grande Fratello: riscrive gli articoli di giornale su Piazza Tienanmen

novembre 25, 2015 Leone Grotti

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La storia in Cina fa ancora paura e quando non è possibile manipolarla, per renderla favorevole al messaggio propagandato dal regime, bisogna riscriverla. Capita così che la televisione di Stato cinese (Cctv) abbia “corretto” i giornali del 1982, proprio come il Grande fratello nell’indimenticabile 1984 di George Orwell chiedeva a Winston Smith di “correggere” i giornali del passato per conto del ministero della Verità.

RIABILITARE HU YAOBANG. Lo scorso 21 novembre in Cina è stata parzialmente riabilitata la figura di Hu Yaobang, ex segretario generale del partito comunista cinese, la cui morte per attacco di cuore 26 anni fa, nel 1989, ha innescato le proteste di piazza Tienanmen. L’attuale segretario generale del partito, Xi Jinping, lo ha definito «un leale combattente comunista e un grande rivoluzionario proletario», ammirabile «per il suo idealismo, il suo credo incrollabile e la sua grande moralità».

COMPAGNO DI MAO. Nella Grande sala del popolo di Pechino, tutto il Politburo del partito comunista ha commemorato il centenario della sua nascita, avvenuta il 20 novembre 1915. Hu (qui un suo ritratto) ha compiuto la Lunga marcia al fianco di Mao Zedong, ma è sempre stato tollerante e di larghe vedute. Accusato per due volte di essere un «nemico del popolo» durante la Rivoluzione culturale, è scampato alla morte e si è impegnato per riabilitare le vittime della persecuzione politica del 1957 (campagna contro la destra) e del decennio 1966-1976 (Rivoluzione culturale).

GRANDE RIFORMISTA. Dopo aver salvato dall’esecuzione anche il successore de facto di Mao, Deng Xiaoping, è stato l’artefice insieme a Zhao Ziyang dell’apertura della Cina e ha preparato il terreno per le riforme economiche che hanno trasformato la Cina da un paese ad economia stalinista a uno basato sull’economia di mercato. Ma poiché voleva anche distinguere le strutture dello Stato da quelle del partito comunista e allentare la censura, è stato accusato di «inquinare le menti del popolo», esautorato nel 1987 e morto di attacco di cuore nel 1989. Le proteste di piazza Tienanmen cominciarono quando gli studenti chiesero di commemorare la morte di Hu, cosa che il partito non intendeva fare e non ha fatto per due decenni.

IL DOCUMENTARIO. Ora che la statura morale di Hu fa comodo a Xi per portare avanti la sua campagna anti-corruzione, che si sta rivelando un ottimo sistema per far fuori i suoi avversari politici, il partito ha commissionato alla televisione di Stato un documentario sulla vita dell’ex segretario generale. Nella prima puntata (su cinque ) però, andata in onda sabato, si è visto come il regime abbia perso il pelo ma non il vizio.

cina-partito-cctv-hu-zhao-scmp1LA CENSURA. Narrando la sua storia all’interno del partito, la Cctv ha mostrato una prima pagina del Quotidiano del popolo del 1982 sulla quale campeggiava il titolo: “Hu Yaobang nominato segretario generale del partito” (a fianco la pagina originale, sopra quella “corretta”). Sotto seguivano le foto di tutti i componenti dell’allora Comitato permanente del Politburo. Nella prima fila di foto, ultimo a destra, compariva anche Zhao Ziyang, che sarebbe succeduto a Hu alla segreteria generale del partito nel 1987 dopo la sua epurazione. Nella pagina di giornale mostrata dalla Cctv, però, la foto di Zhao non c’era, cancellata dalla propaganda comunista e sostituita con quella di Li Xiannian.

PIAZZA TIENANMEN. Il perché è facile da capire. Zhao ha fatto di tutto per evitare il massacro di piazza Tienanmen. Il 19 maggio 1989, è addirittura sceso in piazza di notte per cercare di avvisare gli studenti di quanto sarebbe poi successo il 4 giugno. Alla famiglia, dopo essersi recato a parlare con gli studenti, disse: «Questa sarà la mia ultima mossa da capo del partito. Ho la responsabilità storica di persuadere Deng Xiaoping, anche se non vuole ascoltare». Deng non ascoltò, ordinò di proclamare la legge marziale il 20 maggio e di far scendere in piazza i carri armati. Dopo la strage, Zhao venne deposto da tutte le sue cariche e condannato all’oblio.

RISCRIVERE LA STORIA. Ma la Cctv ha fatto peggio di così, come ha notato il South China Morning Post. Non ha solo cancellato la foto di Zhao, ma ha anche eliminato il suo nome dal sottotitolo del Quotidiano del popolo del 1982, che ovviamente elencava i nomi di tutti i sei membri del Comitato permanente del Politburo, lasciandone così solo cinque.
Questo piccolo esempio dimostra che il partito comunista cinese, avendo come prima preoccupazione il mantenimento del potere, invece che ammettere i terribili errori commessi, preferisce riscrivere la storia a piacimento, manipolando i giornali e cancellando l’esistenza delle persone. Se volesse recuperare autorevolezza, farebbe meglio a riabilitare quei “compagni” che hanno cercato di impedire una delle peggiori stragi mai compiute da un governo contro il suo stesso popolo.

Foto Scmp


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