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La Cina è ancora terrorizzata dal Cristianesimo: «Contrastare l’evangelizzazione con la forza»

dicembre 19, 2012 Leone Grotti

Un documento ufficiale del Comitato centrale del Partito comunista cinese datato 15 maggio 2011 diffuso dall’associazione cristiana ChinaAid dimostra che la Cina è ancora terrorizzata dalla religione. Il documento si intitola «Consigli per svolgere un buon lavoro nel resistere all’uso straniero e prevenire l’evangelizzazione nei campus» ed è stato redatto dal ministero dell’Educazione, della Pubblica sicurezza, della Sicurezza dello Stato e degli Esteri, insieme all’ufficio per gli Affari religiosi.

CRISTIANESIMO USATO DALLE FORZE STRANIERE. Si legge nel testo distribuito a tutti i più importanti membri del Partito comunista a livello locale e nazionale: «A causa della rapida crescita economica della Cina e della sua forza crescente, le forze stranieri ostili si sono impegnate ancora di più nella tattica di usare la religione per infiltrarsi in Cina e ordire un complotto politico per occidentalizzare e dividere la Cina». Ancora: «Le forze straniere guardano agli istituti superiori e alle scuole come obiettivi principali per usare la religione, soprattutto il Cristianesimo, per infiltrarsi».

CONTRASTARE L’EVANGELIZZAZIONE. Il documento dimostra che l’avversione del Partito comunista cinese nei confronti della religione, che dai tempi di Mao ha cambiato forma ma non è mai venuta meno, e la paranoia che vede dovunque nemici dello Stato è ancora presente. Se un ufficiale abbraccia una fede pubblicamente viene ancora escluso dal Partito e ogni attività religiosa del popolo deve essere coordinata dall’ufficio Affari religiosi. «L’obiettivo dell’uso straniero della religione per infiltrarsi nelle scuole non ha lo scopo di espandere l’influenza della religione ma di competere con noi e traviare le giovani generazioni». Per impedire che questo avvenga il documento consiglia a tutti i funzionari di partito di «non sottostimare i danni a lungo termine a cui tutto questo può portare. Perciò l’uso della forza deve essere impiegato per rispondere attivamente e con efficacia. Prevenire e contrastare l’evangelizzazione è importante per il destino del paese e del popolo. È molto importante».

CINQUE PARANOIE. Il documento è diviso in cinque sezioni: “1) Resistere l’uso straniero della religione per infiltrare gli istituti educativi superiori e prevenire l’evangelizzazione. 2) Educare e guidare gli studenti dei college a comprendere correttamente e a maneggiare i temi religiosi. 3) Bloccare l’uso della religione per infiltrare gli istituti educativi e bloccare i canali per l’evangelizzazione nei campus. 4) Trattare il problema dell’uso della religione per infiltrare gli istituti educativi superiori e l’evangelizzazione nei campus secondo la legge. 5) Rafforzare in modo efficace la leadership organizzativa che ha il compito di resistere e bloccare l’uso della religione per infiltrare gli istituti educativi e l’evangelizzazione nei campus”.

LICENZIAMENTO DEGLI INSEGNANTI. Le misure consigliate per realizzare i cinque punti sopra esposti sono: espulsione degli studenti dai campus e licenziamento degli insegnanti implicati in attività religiose illegali, mettere in guardia sulle attività religiose online, creare un database condiviso dai ministeri del governo cinese con le informazioni sui gruppi e gli individui che sono implicati in queste attività. Il documento diffuso da ChinaAid non fa che confermare quanto la libertà religiosa sia ancora minacciata in Cina, in cui il Vaticano è considerato una pericolosa potenza straniera, dove sacerdoti come il vescovo ausiliare di Shanghai Ma Daqin vengono segregati e perseguitati perché non accettano di sottostare ai diktat del Partito comunista ma obbediscono al Papa.

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