Google+

«Italia, per tornare a crescere devi incentivare chi fa figli». Firmato Morgan Stanley

febbraio 16, 2015 Redazione

morgan-stanley-times-square-new-york-shutterstock_154994351Chissà se è un indizio del fatto che qualcosa sta cambiando a cominciare dai “piani alti” della finanza mondiale. In ogni caso, l’intervista concessa a Repubblica da James Gorman, amministratore delegato di Morgan Stanley dal 2010, vale la fatica della lettura.

IL NUOVO CORSO. Il timoniere della colossale banca d’affari newyorkese innanzitutto rassicura l’inviato del quotidiano romano Federico Fubini in merito alla “bontà” del nuovo corso del mercato finanziario americano dopo la devastante crisi del 2008. «Sarebbe presuntuoso», secondo Gorman, dire che è impossibile che si ripeta una catastrofe come quella, «ma che sia straordinariamente improbabile è un dato di fatto. Il sistema bancario vive o muore della liquidità e del capitale che ha. E la trasformazione delle banche globali, dal punto di vista della regolamentazione e dell’aumento della liquidità e del capitale, è sbalorditiva». Ed è vero che nel frattempo il loro debito globale si è ingigantito ulteriormente (dai 70 mila miliardi di dollari del 2008 a 100 mila, ricorda Fubini), così come sono ingrassati i bilanci di certi big di Wall Street, tuttavia, insiste il capo di Morgan Stanley, non basta guardare i bilanci per giudicare il sistema, «perché gli attivi non sono tutti uguali. Detenere titoli del Tesoro americano è diverso da avere un portafoglio di finanziamenti auto subprime di bassissima qualità».

NOI SIAMO L’1 PER CENTO. Naturalmente Gorman parla in veste di “parte in causa”, dunque in un certo senso è ovvio che difenda gli istituti finanziari contro «la percezione che tenendo in vita le banche e sostenendo la ripresa con il quantitative easing della Fed, si beneficia l’1 per cento dei ricchi». Comunque ammette Gorman: «Certo alcuni in quell’1 per cento, banchieri inclusi, sono stati aiutati delle mosse delle autorità. Ma così è stato per i nostri 56 mila dipendenti. Così è stato per tutti i negozi, i lucida-scarpe e i venditori di hot dog intorno al nostro palazzo. Così è stato per tutti coloro di cui gestiamo il denaro o a cui prestiamo. La Fed ha agito nell’interesse più ampio: non per l’1 per cento, per il 100 per cento». Insomma le banche saranno anche il forziere dei ricchi, ma non va sottovalutato il loro ruolo, spiega Gorman: «Sono essenziali per il funzionamento della società. Prendono denaro da chi ha un surplus di risparmio e lo danno a chi cerca di costruire e crescere a credito, pagando un interesse».

SE LA GRECIA… Comunque è sull’Europa che l’ad di Morgan Stanley dice le cose più interessanti. Gorman vede «tre esiti possibili» dell’attuale crisi del debito del Vecchio Continente. «Uno chiaramente è l’implosione dell’euro e dell’Unione Europea», ma si tratta secondo il finanziere di un finale assai improbabile. «Il secondo è un declino inesorabile a causa dei problemi strutturali e dell’assenza di crescita, soprattutto in Europa meridionale. Questioni che hanno a che fare con la crescita della popolazione e l’immigrazione. Il terzo esito possibile è che le riforme strutturali, benché modeste, iniziano e nel prossimo decennio o due l’Europa gradualmente si rimette in linea. Io resto positivo, anche per il Sud Europa». Verosimilmente assisteremo a «una costante pressione verso la rottura», ma è «altamente improbabile» che alla fine una rottura si realizzi «per ragioni che superano l’economia». E anche se alla fine Atene «dovesse lasciare l’Unione non sarebbe la fine dell’Unione e credo più alta la probabilità che la Grecia ristrutturi il debito».

«INCENTIVARE LE NASCITE». Infine, non sarà nulla di nuovo per i lettori di Tempi, ma in bocca all’amministratore delegato di Morgan Stanley il giudizio sull’Italia che esce dall’intervista appare significativo. «Parti dell’Europa – osserva Gorman – sono in declino inesorabile, soprattutto a Sud. Non puoi avere Paesi in cui troppo poche persone lavorano per sostenerne troppe in pensione. Matematicamente, non funziona». Il nostro paese, in particolare, agli occhi del banchiere americano «resta una forza molto significativa, un centro di innovazione e produzione di beni di qualità, esportabili su vasta scala. Un modo per liberare la sua crescita varrebbe anche per il Giappone: creare incentivi finanziari per affrontare il problema del numero delle nascite».

Foto Morgan Stanley New York da Shutterstock

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

16 Commenti

  1. Jens scrive:

    Io vedo una quarta possibilità: una nuova guerra mondiale. E stavolta, se non siamo troppo stupidi, usiamo le armi in maniera intelligente e la facciamo finita con la razza umana.

    • Saint-Juste scrive:

      Si parlava di fare piu’ figli. Se si va Avanti di sto passo con chi la fai la Guerra ? Con i pensionati. Ti ritrovi un popolo di vecchi a cui dobbiamo pagare la pensione che neanche si sono meritati. Per anni hanno vissuto oltre le loro capacita’ e adesso il conto lo dobbiamo pagare noi. Io a mio padre glielo dico sempre, “goditi la pensione che te la sto pagando io (disgraziato)”. Una Guerra si ma per eliminare tutti i pensionati vedrai che in questo modo possiamo ripartire, elimineremo il debito public senza rifare gli errori del passato. Eliminazione dei pensionati e assegni famigliari a pioggia prendendo i soldi dale loro pensioni ahhhhhhhhhhh

  2. saint-juste scrive:

    scopate scopate scopate scopate piu’ che potete !!!! senza preservativo !!!! Meglio essere circondati da migliaia di bambini pieni di vita che da vecchi rincoglioniti pieni di mali che si lamentano dalla mattina alla sera. Come diciamo in Romagna “sono una bella pugnetta lunga e stretta !!”

    • giovanna scrive:

      Scusa, Saint, ma tu ti tiri fuori ??
      Contribuisci pure tu !
      Ciao !

      • Saint-Juste scrive:

        Io vorrei (e mia moglie pure) ma il tuo dio nn sembra essere dello stesso parere, se mai esista qualcuno sopra di noi ma ne dubito fortemente…ciao !!!

      • Saintjuste scrive:

        Io vorrei (e mia moglie pure) ma qualcuno nn sembra essere dello stesso parere, se mai esista qualcuno sopra di noi ma ne dubito fortemente…ciao !

        • Dio non è sopra, è tra, Dio è relazione, d’amore.
          Leggi il Vangelo e pregaci sopra, chiedigli “perchè non abbiamo figli?”

          Prima o poi la risposta arriva, senza dubbio.

          Ti auguro la felicità di avere bambini/e.

          Ciao.

          • Saint-Juste scrive:

            Fosse cosi semplice amico mio…Chiedere a LUI ? E’ come fare un numero al telefono e sentirsi rispondere: “Telecom Italia, informazione gratuita, il numero da lei selzionato e’ inesistente, grazie. tutututututututututututututututututu”

            • Apri il Vangelo e leggiiiiii:
              “Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». ”
              Mt 11, 28-30

              poi prega, é sempliceeeeeeee, dai che è Quaresime ed è proprio il momento giustoooo.

              • Saint-Juste scrive:

                E’ difficile pregare in qualcosa o Qualcuno in cui non si crede o -peggio – lo si crede un grandissimo st….. (scusami per la crudelta’ del mio pensiero ma questa e’ la sensazione che ho di Lui). Non mi fido di Lui. Lo odio profondamente. Mi hai gia’ dimostrato tante volte di essere quello che ho scritto sopra un grandissimo……. Prega te per me se vuoi, forse a te ti ascoltera’. byeeee

              • Saint-Juste scrive:

                Chissa’ se tempi pubblichera’ il mio commento

  3. Angelo scrive:

    … e bravo il banchiere…. forse ha paura che i musulmani non aprano conti a morgan stanley…. quelli poveri perché quelli ricchi invece …. gli pagano già lo stipendio.
    Quanto al rimedio, con il quale sono assolutamente d’accordo, vedo un grave problema di applicazione…. se incentivi la formazione di famiglie numerose e vuoi incentivare quelle che mantengono una cultura europea dovresti fare una discriminazione a dir poco ‘razziale’. Perciò il favorire la formazione di famiglie numerose economicamente NON è il rimedio come suggerisce la domanda di Umberta Mesina.
    Il rimedio è spegnere tutte quelle ‘agenzie culturali’ della morte e dell’eutanasia cui fanno capo la maggioranza dei nostri massmedia cui magari e senza magari Morgan Stanley dà grande credito. Perciò suggerisco al buon James Gorman di cominciare da casa sua a cambiare le cose, cioè da come e a chi la sua banca garantisce credito.

  4. To_Ni scrive:

    Alla fine Ettore Gotti Tedeschi, che da sempre sostiene questa cosa, aveva ragione.

  5. Nino scrive:

    Per tornare a crescere bisogna incentivare chi fa i figli … può darsi, ma per incentivare bisogna avere qualcosa da dare (soldi), e poiché lo stato di soldi non ne ha, l’unica è toglierli a qualcun altro … ma a chi? ai pensionati al minimo? ai lavoratori dipendenti da 1000 euro al mese? ai ricchi (non sia mai … )? Facile indicare ricette impossibili!

    • To_Ni scrive:

      Trovare soluzioni di carattere economico è come fare il ct della nazionale dal bar.
      Ma ricordo che negli anni 80 il Club di Roma faceva proiezioni sul primo decennio degli anni 2000. Considerava la realtà alla luce dell’incremento demografico, è pronosticava una crisi economica senza precedenti che avrebbe investito le nazioni con maggiore popolazione e tasso d’incremento demografico. In ordine: Cina, India e Brasile.
      La ricetta non è impossibile, forse è difficile come ogni investimento iniziale.

      • Pallo scrive:

        Una idea potrebbe essere quella di copiare quanto fatto in Francia negli ultimi 20 anni, ricordo che ad inizio anni 90 anche loro era a crescita zero!

        Incredibile che uno stato “laico” ci sia riuscito mentre noi siamo ancora a discuterne dopo 20 anni di “family day”

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Arexons lancia un’applicazione per rispondere a dubbi e curiosità sui prodotti più indicati per la cura e la manutenzione dell’auto.

La monovolume coreana, disponibile anche a sette posti, beneficia di un restyling di metà carriera che porta in dote inedite dotazioni multimediali e di sicurezza. Grazie a un nuovo pack tecnico si riducono i consumi del 1.7 td da 115 cv.

Debutta a Parigi l’edizione limitata a 50 esemplari della serie speciale ispirata al marchio nautico italiano. Alla dotazione full optional e alle finiture ricercate si accompagnano motori a benzina 1.2 aspirato da 69 cv o 0.9 TwinAir turbo da 85 o 105 cv.

Grazie alla partnership con l'azienda di Asolo, l'airbag per motociclisti entra nella collezione BMW Motorrad. Ci sono proposte di vari colori, per uomo e donna.

Gli atleti dello scatto fisso saranno a Milano, il 1 ottobre, per giocarsi la vittoria finale del Red Hook, il criterium più ardito del mondo.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana