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Intervista – Paolo Gotti ci racconta della sua Cuba con una mostra a Bologna

dicembre 14, 2015 Mariapia bruno

Venerdì 18 dicembre . La retrospettiva, che si focalizza sulle bellezze e le contraddizioni della più grande isola dei Caraibi, resterà aperta fino al 18 gennaio 2016. Abbiamo intervistato Paolo Gotti, che ci racconta della sua missione artistica.

Il 18 dicembre inaugurerà il suo nuovo progetto fotografico, da dove nasce questo interesse per Cuba?

unnamed-1E’ già da alcuni anni che, almeno una volta all’anno, visito Cuba e mi dedico a fotografarla. Il paese sta vivendo un momento di passaggio, a cui è molto interessante assistere. Lo attende una vera rivoluzione, un cambiamento epocale che coinciderà con la caduta dell’embargo. Dopo 54 anni, Stati Uniti e Cuba stanno ristabilendo normali relazioni diplomatiche con la riapertura delle rispettive ambasciate. Il muro che divideva i due paesi dal 1961 è iniziato a cadere con lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro del 17 dicembre 2014.

Quali sono i soggetti che ha ritratto?

Mi è piaciuto immergermi nelle bellezze e le contraddizioni di Cuba. La più grande isola dei Caraibi fino ad ora è stata una delle ultime roccaforti mondiali del comunismo. Ho immortalato moltissimi soggetti: dalle scritte che inneggiano alla propaganda pro USA o, al contrario, in difesa del regime di Fidel, alle battaglie illegali tra galli organizzate clandestinamente nel fitto delle foreste; dal Malecón, il lungomare tra i luoghi prediletti dell’Avana, fino all’atmosfera magica di Baracoa, villaggio all’estremo oriente dell’isola.

Quali sono i cambiamenti maggiori che crede si verificheranno?

unnamedCi sarà un effetto domino coinvolgerà tutta una serie di trasformazioni, come la fine della doppia circolazione monetaria del Peso Cubano e del Peso Convertibile, la liberalizzazione della proprietà e dell’iniziativa privata da parte dei cubani, l’apertura nei confronti di relazioni economiche e quindi scambi commerciali con altri paesi del mondo, come di fatto sta già avvenendo con il porto franco del Mariel, dove gli investimenti brasiliani sono imponenti. Forse si vedranno anche più automobili moderne, che già si possono acquistare a Cuba a prezzi esorbitanti, e ciò causerebbe la definitiva decadenza delle pittoresche – ma molto inquinanti – vetture americane degli anni ’50.

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