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Intervista – Luca Gnizio ci racconta un progetto tra sinergie e socialità

maggio 30, 2014 Mariapia Bruno

Fino al prossimo 7 giugno il Consorzio Cosmave, per festeggiare i 30 anni dalla sua fondazione, promuove un progetto culturale, sociale ed espositivo, dal titolo Ecosinergie di marmo, che ha come protagonista l’artista Luca Gnizio, che abbiamo intervistato, e la polvere di marmo, ovvero la marmettola, un materiale di scarto che viene qui reinventato.

FORlastdrop-02Luca, la parola d’ordine del progetto che ti vede protagonista a Pietrasanta è sinergia. Ecosinergie di marmo, infatti, punta sul coinvolgimento di 53 aziende che hanno fornito un quantitativo di marmettola, una polvere di scarto, per l’esecuzione di un’opera site-specific. Come si è sviluppato questo connubio?

Il mio obiettivo è  quello di “utilizzare “ il design come strumento per poter aiutare l’ecologia ed il sociale, oltre a realizzare soluzioni per la singola azienda, ritengo sia molto importante trasformare il design in un motivo di collaborazione e azioni tra più attori. Essendo il consorzio cosmave composto da più di 50 aziende, mi sembrava obbligatorio realizzare un’operazione che fosse un manifesto per tutti della volontà di ogni singola azienda (associata) di dare una “svolta” più concreta verso l’ecosostenibilità. Oltre al lavoro di sinergia industriale, il progetto è stato arricchito dall’intervento artistico di ragazzi diversamente abili e scolari. Questo per svelare il grande potere e apertura che una progettazione eco-sociale può fornire. Non solo quindi manifesto ecologico, ma soprattutto motivo di aggregazione collettiva e insegnamento etico

A modellare l’opera che il 20 maggio sarà posta nella Piazza del Duomo, saranno anche i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle associazioni diversamente abili del territorio. Hai già avuto modo di lasciarti stupire dalla creatività dei ragazzi, anche di quelli affetti da disabilità? Quali sono le tue attese?

Collaboro da anni con associazioni sociali, sono sempre entusiasta nel constatare dalle persone “ diversamente abili” la naturalezza e spontaneità creativa. Vedo in molti di loro un grande talento ed una grande voglia di comunicare anche con l’arte. Non ho attese perchè loro saranno liberi di vivere il momento ludico/artistico come meglio vorranno. Non ci sarà un obbligatorio canone o livello estetico da rispettare ne tanto meno delle “regole” o un giudice, e questo per il semplice motivo che il vero scopo è quello di permettere loro di poter finalmente dimostrare anche in una piazza la loro arte, e non permettere solo agli artisti il privilegio di piazze importanti.

SediaForStreet2Come artista sei molto attento al problema degli sprechi e la tua mission artistica è ecosostenibile. Quali opere da te prodotte credi possano ben sintetizzare i concetti di sostenibilità ed attenzione all’ambiente?

Ho creato una panchina, che mi ha permesso di essere selezionato per il “salone satellite” di Milano. Importante selezione internazionale under 35. Il suo schienale è concepito per essere un grande contenitore per la raccolta differenziata. Poco alla volta,man mano che i fruitori getteranno bottiglie, carta, etc nei rispettivi scomparti, si vedrà comparire nello schienale della panchina una scritta/ decorazione. L’idea sta nel fatto che il gesto di riciclare sia talmente nobile, che ti consentirà di far parte di una grande opera artistica collettiva. Quando finalmente si leggerà il messaggio, brand, slogan (con più panchine affiancate), sarà stato anche grazie al tuo coinvolgimento ed al tuo semplicissimo gesto quotidiano. Lo scarto non sarà più con questo progetto, qualcosa da “ nascondere” all’interno della città, ma addirittura il suo nuovo colore.

La prerogativa che hanno i miei progetti non è solamente quella di risolvere un problema di scarto aziendale ma di rendere la partecipazione dei fruitori, sempre molto attiva. A volte nel semplice processo di personalizzazione dei miei prodotti, l’individuo si ritroverà a riciclare sempre più spontaneamente nel suo quotidiano domestico, altre volte invece, ed è il caso che prediligo, parteciperà in palese sinergia con tutta la collettività. I miei progetti sono studiati per essere completati solo grazie alla partecipazione dell’individuo, come se solamente con l’interazione e la sensibilizzazione delle persone, il prodotto raggiunga un importanza e vero valore. Un “non finito” che è sinonimo di maggiore apertura verso un coinvolgimento collettivo.

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