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Intervista – Il Festival del libro e della Storia dell’Arte nelle parole di Ricardo Franco Levi

settembre 5, 2014 Mariapia Bruno

ricardo franco leviRicardo Franco Levi, presidente di Artelibro, risponde alle curiosità di tempi.it sulla XI edizione del Festival del Libro e della Storia dell’Arte (Bologna, 18/21 settembre 2014).

Nella sua 11° edizione, Artelibro diventa il Festival del libro e della Storia dell’Arte, aggiungendo alla sua vocazione originaria, la specificità del tema del patrimonio artistico e culturale italiano. Il tema di quest’anno è Italia: terra di tesori. Quali sono i tesori bolognesi da riscoprire al di là del Palazzo di Re Enzo e del Podestà, sede ufficiale dell’iniziativa?

Nel rispondere a questa sua domanda devo immediatamente ricordare le quattro lezioni dedicate ad altrettanti capolavori dell’arte conservati a Bologna: di Cristina Acidini di fronte all’angelo di Michelangelo nella basilica di San Domenico, di Vittorio Sgarbi sul “Compianto del Cristo” di Niccolò dell’Arca di Santa Maria della Via, di Luigi Ficacci sull’”Estasi di Santa Cecilia” di Raffaello della Pinacoteca di Bologna, di Paolo Mieli sui “Funerali di Togliatti” di Renato Guttuso del Mambo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Ma, al di là e oltre questi quattro appuntamenti, è tutta la città di Bologna che nei giorni di Artelibro, mette in mostra i suoi tesori grazie alla partecipazione delle sue istituzioni culturali, dei suoi musei pubblici e privati, delle sue fondazioni: dalla Fondazione Lercaro, alle case di Giorgio Morandi e Francesco Arcangeli, dalle biblioteche universitarie al Museo ebraico, dalla Fondazione Mast alla Fondazione Federico Zeri a Genus Bononiae.

Artelibro 2013 (2c)Tesori come opere d’arte oggetto delle mostre, e tesori come “contenitori” – biblioteche, palazzi, chiese, musei – delle diverse esposizioni: dalla chiesa di San Giorgio in Poggiale, trasformata da Genus Bononiae in biblioteca d’arte con uno straordinario restauro arricchito delle opere di Claudio Parmeggiani e di Piero Pizzi Cannella, alla portentosa sala dello “Stabat Mater” dell’Archiginnasio di Bologna, autentico monumento alla civiltà europea con il decoro degli antichi stemmi dei suoi studenti.

Fiore all’occhiello è il gemellaggio con il Festival de l’Histoire de l’Art di Fontainebleau, che sarà celebrato da un ciclo di appuntamenti denominato Italia e Francia. Un gemellaggio a regola d’arte. Come è nata questa intesa con la Francia?

Nel momento in cui abbiamo deciso di allargare l’orizzonte di Artelibro dai libri antichi (che con la mostra curata dall’Associazione dei librai antiquari d’Italia e ospitata nel Palazzo di Re Enzo restano punto centrale e fermissimo del Festival) e dai libri d’artista al grande tema della storia dell’arte e, dunque, del patrimonio artistico bolognese, italiano e internazionale, ci è parso naturale guardare alla lezione che ci veniva dal Festival de l’Histoire e l’Art di Fontainebleau che, in sole quattro edizioni, con tutto il sostegno che gli deriva dall’essere frutto dell’impegno diretto dello Stato francese, si è imposto come punta di eccellenza in Europa.

Uno degli appuntamenti sarà quello di Rosso Fiorentino. Maniera moderna a Fontainebleau, pittore che quest’anno ha acquistato visibilità grazie alla mostra fiorentina da poco conclusasi (Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”).

Rosso Fiorentino, ma non solo. Il gemellaggio con Fontainebleau, di cui parlerà il direttore del Festival Florence Buttay, permetterà di conoscere la figura di Jacques Ducet, il grande collezionista a cavallo tra Otto e Novecento che fu il primo proprietario delle “Demoiselles d’Avignon” di Picasso e si snoderà attraverso un ciclo d’incontri dedicato al grande critico d’arte André Chastel e curato da Stefano Zuffi con la partecipazione, tra gli altri, di Anna Ottani Cavina.

2a) Bibbia di Borso d'Este. Courtesy Biblioteca Estense, ModenaTra le mostre organizzate per l’occasione c’è La scrittura splendente. Tesori manoscritti dalle biblioteche italiane, che presenterà alcuni preziosissimi capolavori d’arte libraria, tra cui la Bibbia di Borso d’Este, definito il più bel libro del mondo. Ci racconta cosa ha di speciale?

Che dire della “Bibia bela”? Si può ricordare che è un codice miniato realizzato con un lavoro di sei anni, tra il 1455 e il 1461, da una squadra di artisti diretta da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi per Borso d’Este, duca di Ferrara. E’ uno dei massimi capolavori del rinascimento ferrarese e italiano. Ma più delle parole conteranno gli sguardi. Poterla ammirare nella Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, nella mostra “La scrittura splendente” di Artelibro, grazie alla generosità della Biblioteca Estense di Modena, è un’occasione senza precedenti. Dal 1598, quando entrò nel Ducato di Modena al seguito della famiglia Este che lasciava Ferrara, questa è solo la seconda volta che la Bibbia lascia Modena.

 

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