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Intervista – Francesca Salice e i suoi scatti nati da un turbinio di emozioni

settembre 24, 2015 Mariapia bruno

Apre oggi presso la Galleria STILL di Milano la mostra a cura di Denis Curti intitolata La linea dei sentimenti. Aperta fino al 22 ottobre 2015, la retrospettiva presenta al pubblico 21 scatti firmati da Francesca Salice alla quale abbiamo chiesto di raccontarci il suo mondo dietro la macchina fotografica.

Girotondo in un Raggio di Sole - photo credit Francesca SaliceZanzibar, Marocco, Birmania, India e Nepal sono i luoghi da te prediletti e immortalati che ci raccontano un mondo che la maggior parte di noi conosce soltanto attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuto in prima persona. Cosa si prova quando si entra in contatto con gli abitanti e con la natura di questi posti pieni di magia? 

Un turbinio di emozioni che si raccontano con colori, suoni e profumi.  Grazie alla fotografia cerco di immaginare le storie delle persone che incontro, ambientandole nel loro mondo e nella loro quotidianità.

Come la gente del posto reagisce alla delicata “invasione” di una fotografa occidentale?

Generalmente bene, sicuramente si incontra una maggiore diffidenza nei paesi musulmani, mentre è davvero facile nei paesi del sud est asiatico. Ma anche quando incontro qualche resistenza, a volte basta un sorriso e anche le persone più chiuse e introverse, alla fine, si aprono e si lasciano fotografare.

Dall’azienda di famiglia all’esplorazione dietro l’obiettivo. C’è un evento che in particolare ti ha spinto ad intraprendere la strada della fotoreporter, ad incamminarti su un terreno non battuto?

A dire il vero non ho abbandonato l’azienda di famiglia per la fotografia, la fotografia è un hobby che sto portando avanti con tanta passione e che occupa gran parte del mio tempo libero. La fotografia mi ha aiutata a vincere la timidezza soprattutto nell’approccio verso le persone che incontro e a sviluppare una curiosità verso mondi diversi dal mio vivere quotidiano.

Il Tuffo - photo credit Francesca SaliceHai fotografato con Steve McCurry, cosa hai assorbito del suo lavoro e cosa, da lui, ti allontana?

Ci sono molti aspetti del suo lavoro che ho cercato di imparare: dalla selezione del soggetto alla scelta del background, dalla “pulizia” dell’immagine al rigore della composizione, ma anche e soprattutto la ricerca della luce; ciò che forse mi allontana è il suo modo di approcciare le persone.

Come è nato il titolo “La linea dei sentimenti”?

Bisognerebbe chiederlo a Denis Curti, al quale va un ringraziamento particolare per avermi dato l’opportunità di mostrare una selezione delle mie immagini all’interno questa mostra.

Denis Curti, infatti, nel testo critico, afferma: << L’autrice cerca la bellezza delle forme nell’armonia dei rapporti con i suoi soggetti. Ed è come se quest’armonia fosse definita da una sottile linea sentimentale che scandisce i singoli momenti percettivi, a loro volta vissuti a distanze differenti dal soggetto.>>

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