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Quegli interventi della Vergine nella storia che non possiamo ignorare

settembre 14, 2014 Pippo Corigliano

Quando ero bambino tutto ciò che era americano era buono. Un asciugamani, un utensile, un’automobile, un frigorifero, i film, i jeans, il boogie woogie, tanto che Renzo Arbore ha composto una canzone: Perché nun ce ne jamm’ in America?, in cui decanta gli hot dog, gli sceriffi e i juke-box. Da ragazzo ho appreso che c’è stato un piano Marshall che ha aiutato l’Italia a rialzarsi e che le elezioni del ’48 (che salvarono l’Italia dall’egemonia sovietica) furono merito di una mobilitazione generale ma furono anche “benedette” dalla potenza americana. Avevo sei anni allora e ricordo ancora l’immagine spaventosa di Stalin con la minaccia: “Ha da venì baffone…”. Da una parte c’era l’impero del bene, dall’altra quello del male.

L’Occidente amico e rassicurante cominciò a cambiar volto con l’uccisione di Kennedy e poi nel ’68 con mode e modelli inquietanti: la fantasia al potere, i figli dei fiori, droga, liberazione sessuale, divorzio, aborto come conquista, esaltazione dell’omosessualità, eutanasia, utero in affitto e via profetando. Il tutto presentato come una marcia verso la felicità, mentre in realtà ci sono solo deserto e carcasse di morti.

I cosacchi non hanno abbeverato i cavalli nelle fontane di piazza San Pietro, la Russia è stata più volte consacrata alla Madonna dai Pontefici, e il presidente russo ha portato a papa Francesco un’icona di Maria, baciandola lui per primo. Qualcosa è cambiato e chi ha fede non può ignorare tutto ciò. La Vergine ci guidi e indichi le strade giuste.

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