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Imparate dai bambini! La mia amicizia con Giulio, dieci anni

luglio 4, 2014 Susanna Campus

susanna-campus-giulio Cari amici, il 3 maggio ho ricevuto una mail del mio amico Stefano Sardara che mi mostrava la letterina di un bambino, figlio di un malato di Sla, che l’aveva colpito molto. Leggendo la letterina di questo grande tifoso della Dinamo mi sono sentita conquistata e ho detto a Stefano come la pensavo: «Questo bambino deve essere un tipino tosto e ha fatto un bel canestro da 3 sul tuo cuore». La cosa è finita così ma, due giorni dopo, con un’altra email Stefano mi annunciava che la mia Dinamo sarebbe venuta al nostro convegno dell’Aisla a Nuoro. Quando gli ho espresso la mia indecisione ad andare al convegno di Nuoro (ricordando come un incubo il caldo patito lo scorso anno a Nurachi) mi ha detto: «Tu devi venire… ti voglio a Nuoro!». «Obbedisco!», ho risposto come una novella Garibaldi.

Bene. Qualche giorno dopo, grazie a Stefania (la capobanda del gruppo Facebook) ho ricevuto un’altra email, questa volta di Rosa, responsabile Aisla di Nuoro, che mi ha detto che aveva cercato il mio indirizzo perché era un desiderio di suo figlio, mio grande fan, che aveva smosso il mondo pur di rintracciarmi, e che sperava accettassi mi scrivesse dopo i… compiti! Come dire di no?

E così ho conosciuto Giulio che – indovinate! – era lo stesso bambino che aveva scritto a Stefano. «Però! – ho pensato – questo è un tipo più testardo di me».

susanna-campus-giulio01Così è iniziata una bella amicizia e ci scriviamo tutti i giorni. Giulio si interessa alla mia salute e se sa che non sto molto bene si preoccupa; gli chiedo come passa il tempo e tante altre cose, insomma è scoccata una scintilla di affetto con questo bambino così tenero. E non manca di dirmi in ogni email che mi vuole bene. Parliamo del nostro amore per la Dinamo e abbiamo tifato insieme la nostra squadra, sia per la fine campionato sia per i playoff.

Mi ha convinto definitivamente ad andare a Nuoro. Come potevo dire di no a questo tesoro di bambino che aveva rubato il mio cuore? In seguito ci siamo messi d’accordo che ci saremmo visti con lui, Marco (suo padre) e Rosa al palazzetto per gara 4. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno per conoscere Marco, mio compagno di Sla, e il “piccolo grande Giulio”.

Entrati al palazzetto ci siamo ritrovati e io e Giulio, quando siamo rimasti faccia a faccia, tremendamente emozionati, non riuscivamo a spiaccicare nemmeno mezza parola. Era come se il nostro cuore si fosse fermato… altro che “primo appuntamento”! Immacolata, vedendo la nostra emozione, ha detto a Giulio: «Guarda che Susanna aspetta il bacio che le hai promesso!». Allora Giulio è scattato come un fulmine per darmi il primo bacio come mi aveva scritto giorni prima e insieme ai baci mi accarezzava teneramente! Mi sono emozionata maggiormente per la tenerezza di questo bambino e non so cosa mi abbia impedito di allagare di lacrime il palazzetto.

Poi ho conosciuto Rosa e Marco e abbiamo fatto in modo di salutarci, toccandoci le mani. Giulio ha messo la sua manina sulle nostre come a volerci proteggere e difendere contro la Sla! La nostra unione voleva dimostrare alla sla che eravamo invincibili!

susanna-campus-giulio02Abbiamo visto la partita assieme e mi ha molto colpito l’atteggiamento del bambino che, quando la nostra squadra segnava un punto, si voltava verso di noi per rincuorarci (infatti la Dinamo era sempre sotto) e lui era come se volesse assicurarci che tutto sarebbe andato bene.

Finita la partita ci siamo dovuti salutare ma sapevo che ci saremmo rivisti presto al convegno regionale. Non ci saremmo persi di vista, la nostra amicizia, fratellanza, solidarietà, era appena iniziata. Mentre ci salutavamo Giulio ha continuato a coccolarmi, accarezzarmi, e baciarmi, sembrava non volesse lasciarmi andare via.

Ancora oggi Giulio non manca di darmi la buonanotte tutti i giorni e mi dice che mi vuole tanto bene. È un ragazzino adorabile tanto che l’ho adottato come nipotino, con l’unica differenza che è l’unico nipotino che mi chiama zia; nessuno dei miei nipoti mi ha mai chiamato zia, Giulio è il primo e sarà anche l’unico.

Cari amici, vedete quanto è importante per noi vedere introno a noi delle persone che ci ricoprono di affetto e attenzione? Imparate dai bambini! Queste cose ci danno una carica che per noi è ossigeno puro!

Se ho deciso di andare al convegno regionale è solo ed esclusivamente per Giulio, questo “piccolo grande bambino”, che le difficoltà hanno fatto crescere in fretta. Ha una sensibilità fuori dal normale! Tanti adulti dovrebbero prendere esempio da personcine come lui! L’amicizia pura di un bambino è una realtà meravigliosa che mi è capitata, un regalo che ho ricevuto inaspettatamente e ringrazio Giulio per aver scatenato il finimondo per conoscermi e avermi donato la sua preziosa amicizia. GRAZIE GIULIO.

Giulio è riuscito a realizzare il suo sogno: «Portare la Dinamo al convegno per far felice prima di tutti il suo babbo e poi gli altri malati». Realizzerà tanti altri bei sogni col cuore e la fantasia che possiede, ed è proprio questo quello che gli auguro, poter realizzare tutti i suoi sogni! Fantasia, cuore e positività non gli mancano!

Beh… questo bambino ha da insegnare parecchio a tanti di noi!

Bacioni

Susanna

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