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Il sito archeologico ha 2.600 anni e la Cina lo distruggerà per estrarre il rame

settembre 13, 2012 Leone Grotti

Si trova in Afghanistan, a 30 chilometri da Kabul, si chiama Mes Aynak, è un sito archeologico che ospita un monastero buddista, costruito 2.600 anni fa, insieme a centinaia di tracce delle civiltà che vivevano nella zona nel terzo secolo a.C. E sta per essere distrutto dalla Cina.

IMMENSA MINIERA DI RAME. Mes Aynak, infatti, significa “piccolo pozzo di rame” ma non è affatto piccolo: secondo le stime ospita sottoterra circa 6 milioni di tonnellate di rame. Nel 2007 il governo afghano ha concesso per 30 anni al China Metallurgical Group il diritto di sfruttare la miniera in cambio di 3 miliardi di dollari.

PERICOLO DISTRUZIONE. La Cina non è rinomata per l’attenzione al patrimonio artistico-culturale dei paesi in cui investe ed è abituata alla distruzione della storia, visto che durante la Rivoluzione Culturale solo a Pechino oltre il 99 per cento delle centinaia di templi buddisti sono stati rasi al suolo. La compagnia ha annunciato che chiuderà il sito e comincerà a scavare a dicembre e gli archeologi, che solo tra maggio 2010 e luglio 2011 hanno trovato ben 400 reperti, tra cui 200 statue di Buddha e un complesso monasteriale di 100 acri, stanno facendo una corsa contro il tempo per evitarne la distruzione.

«CINA DISTRUGGERÀ I MONASTERI». Secondo il docente universitario ed esperto Brent Huffman, che ha realizzato un documentario sul sito, «la compagnia cinese per estrarre il rame sarà costretta a distruggere tutta l’area e i monasteri». Per studiare il sito a fondo e recuperare tutti i reperti storici, ha aggiunto, servirebbero 35 anni. Ma la Cina non può certo aspettare.

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