Google+

Il “giudizio comune” serve davvero, anche come verifica dell’intelligenza della fede

Come elettori non candidati sentiamo nell’ambiente una sorta di spaesamento, che si riassume in una domanda: per chi votare? Perciò la lettera di Antonio Simone “In attesa di un giudizio comune” ci è parsa opportuna. Dalle parole di alcuni candidati sembra che ci si orienti a definire giudizio comune l’intelligenza della fede come elemento sufficiente. L’espressione, ricavata da una affermazione di Benedetto XVI, suona precisamente così: «L’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione».

È appunto questo che chiediamo ai candidati, liberi o no che siano (è oggettivamente un affare loro): quali sono il giudizio e la trasformazione? In cosa consistono, fattualmente, nell’espressione politica? In altre parole, che lettura (intelligere) danno della realtà? Perché della loro intelligenza della fede nulla si può dire (anche questo è un affare loro, oggettivamente).

A proposito di realtà, ci pare di poter dire che oggi in Italia siamo in quella situazione che Weber descrive a proposito delle monarchie egeo-cretesi, soppiantate dagli achei, quando le definisce “monarchie di servizio”; in un certo modo organizzatrici di servizi. Mentre gli achei, dediti alla pastorizia, erano nomadi, sempre alla ricerca di pascoli più ricchi da predare. La loro territorialità era ridotta a zero. Questo “nomadismo” oggi è proprio della globalizzazione: lo spazio è annullato e i capitali finanziari, ma anche il capitale reale (delocalizzazione industriale), si muovono dove è più conveniente spostarsi. Il nomadismo dei capitali, del lavoro, dell’informazione, e pure dei valori (il meticciato culturale) stanno togliendo alla politica – la cui sintesi è stata dall’Ottocento lo Stato nazionale – il territorio. Alcuni studiosi parlano di atopia, appunto. La prima considerazione, dunque, è che eleggeremo un parlamento a sovranità ridotta, che dovrà occuparsi di organizzare il welfare. Questa è la realtà: “Repubblica di servizio”. In questo senso non ci sono problemi di sintesi ideologiche in campo, ma questioni che la politica nazionale può e deve affrontare secondo criteri di efficienza. Tuttavia, questa efficienza, Monti la intende in un modo, Bersani in un altro e così via. C’è stata un’espressione, che può essere convincente, di una pratica efficiente: quella del governo lombardo del presidente Formigoni. Certamente perfettibile. Certamente anche altri (pochi) governi regionali hanno trovato soluzioni a cui si può guardare. Normalmente queste espressioni di buona politica si muovono tutte nella direttrice sussidiaria o, se non vogliamo usare questa formula, della collaborazione pubblico-privato. Può, questa prima considerazione, essere un “giudizio comune”?

C’è poi un secondo aspetto: lo Stato nazionale è stato espropriato della titolarità di produttore di diritto. La sovranità complessa trova nella Comunità europea e in altri organismi transnazionali soggetti produttori di norme cogenti per lo Stato nazionale. Dunque la sintesi politica ottocentesca dello Stato nazionale perde anche il suo secondo elemento costitutivo: il Diritto. In questo senso riteniamo necessaria una spinta federalista decisa non già per dividere, quanto piuttosto per ricongiungere la norma giuridica, cioè di ordinamento sociale, alla responsabilità della società che la produce, attraverso la sua diretta espressione politica. Un po’ come intendeva il problema don Sturzo. Può, questa seconda osservazione, essere un “giudizio comune”?

Ora, l’unico punto di evasione che la politica degli Stati nazionali pare avere dai doveri di un buon direttore generale d’azienda sembra essere quello dei temi eticamente sensibili: omosessualità, fine vita, eccetera. Sembra, infatti, che l’originalità partitica sia solo sulle posizioni su questi temi. Questo è un guaio, perché la cosa migliore sarebbe che lo Stato non si occupasse di questi temi, riaffermando la sua laicità, così come il cardinal Scola l’ha definita nel suo discorso del giorno di sant’Ambrogio: «Sotto una parvenza di neutralità e oggettività delle leggi, si cela e si diffonde – almeno nei fatti – una cultura fortemente connotata da una visione secolarizzata dell’uomo e del mondo, priva di apertura al trascendente. In una società plurale essa è in se stessa legittima ma solo come una tra le altre. Se però lo Stato la fa propria finisce inevitabilmente per limitare la libertà religiosa». (…) Dunque, più società e meno Stato. E non Stato minimo, ma relazionale. Il “giudizio comune” serve perché l’intelligenza della fede ci dice che dobbiamo prenderci cura di noi, sia come individui che come individui in relazione. Il “giudizio comune” serve davvero, anche come verifica dell’intelligenza della fede.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

1 Commenti

  1. Luigi scrive:

    Io allo spaesamento mio e di tanti amici sto rispondendo con un lavoro e un dialogo sui principali documenti che il nostro “ambiente” ci offre e devo dire che i punti che emergono come decisivi per la scelta del voto sono proprio quelli citati in questo articolo.
    In questo senso è vero che il giudizio comune c’è già e si “respira” in una comunità cristiana viva.
    Come Grimoldi e Gatti esprimono il loro tentativo di giudizio in quest’articolo, io nel mio piccolo (sono n giovane padre di famiglia) lo faccio con i miei amici.
    Questo lavoro non è scontato perché molte persone con cui dialogo è come se aspettassero dall’alto qualche “indicazione” su chi votare.
    Ecco, questa invece mi sembra un interpretazione riduttiva del giudizio comune (e spesso l’avverto nel posto in cui vivo, ve lo posso assicurare) come se dovesse esserci una sorta di “manifesto” da portarsi nell’urna.
    Mi sembra ottima la proposta espressa all’inizio dell’articolo di porre domande ai candidati sul loro personale giudizio e i motivi delle loro scelte, aldilà degli articoli e delle interviste in odore di campagna elettorale.
    Un incontro in streaming su Tempi?
    Forse è esagerato come proposta, sicuramente andrò a incontrare personalmente chi nella mia comunità è in corsa per le elezioni e gli farò tutte queste domande.
    Grazie,
    Luigi

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Sino a pochi anni fa parlare di auto a guida autonoma era credibile quanto prevedere lo sbarco degli alieni sulla Terra o aderire alla religione dei pastafariani che, per inciso, credono in un creatore sovrannaturale somigliante agli spaghetti con le polpette. Questo almeno sino a ieri, dato che oggi, con l’immissione sul mercato delle prime […]

L'articolo Guida autonoma: quanto ne sai? proviene da RED Live.

Ennesimo capitolo della Saga Monster, l’821 2018 si adegua all’Euro4 ed eredita le peculiarità stilistiche della sorella maggiore 1200. Più snello e slanciato torna all’essenzialità originale del primo Monster

L'articolo Ducati Monster 821 2018, come eravamo proviene da RED Live.

Anche i nobili, alle volte, sentono il bisogno di rinnovarsi. Si aggiorna così la Range Rover Sport, una delle SUV più blasonate e raffinate al mondo. A quattro anni dall’unveiling avvenuto al Salone di New York, la sport utility britannica beneficia di un profondo facelift estetico e di sostanza. Al punto da portare al debutto […]

L'articolo Range Rover Sport 2018: prima in tutto proviene da RED Live.

Sono universali, adatti alla guida d’estate e al tempo stesso a norma di legge ed efficaci anche d’inverno. Ecco quali sono, quanto costano e che vantaggi promettono i migliori pneumatici all season.

L'articolo Pneumatici quattro stagioni, la guida all’acquisto proviene da RED Live.

Dal 15 novembre è obbligatorio adottare pneumatici specifici per la stagione fredda. Ecco tutto quello che c'è da sapere per viaggiare in sicurezza e scegliere tra modelli invernali, quattro stagioni o chiodati.

L'articolo Pneumatici invernali, dieci cose da sapere proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download