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Il Fatto: “Ingroia meglio magistrato che candidato”. Questo se vuole fare politica

dicembre 18, 2012 Correttore di bozze

CONFIDIAMO NEI MAYA. Il tormento dell’Imu. Sia (almeno) l’ultima volta.
Titolo di un commento di Nicola Saldutti, Corriere della Sera

LUI CI STA. La carriera politica dell’ex pubblico ministero antimafia di Palermo (Antonio Ingroia, ndr) è ufficialmente cominciata. Non tanto con la lettera recapitata al Csm, quanto con la prima firma apposta sotto il manifesto intitolato “Io ci sto”: dieci punti programmatici che indicano quelle che dovrebbero essere le priorità del governo prossimo venturo.
Giovanni Bianconi, Corriere della Sera

SEMBRA. Al quarto posto della lista (i 10 punti del manifesto “Io ci sto”) compare la «politica antimafia che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico». Sembra la prosecuzione in chiave politica dell’inchiesta sulla presunta trattativa fra lo Stato e Cosa nostra.
Giovanni Bianconi, Corriere della Sera

I SOLITI DETRATTORI. Scontate le critiche del centrodestra, che vedono nella scelta del magistrato palermitano la naturale conclusione di un percorso che loro denunciano da tempo, quando indossava la toga, e svolgeva indagini rumorose e parlava molto anche fuori dalle aule giudiziarie.
Giovanni Bianconi, Corriere della Sera

SARÀ LA FINE DEL MONDO. Torno dal Guatemala proprio il 21, e dirò all’assemblea (dei firmatari di “Io ci sto”, ndr) cosa intendo fare.
Antonio Ingroia, il Fatto quotidiano

HO UN PIEDE IN DUE SCARPE MA SLACCIATE. E (dirò all’assemblea dei firmatari di “Io ci sto”, ndr) come ritengo di realizzare meglio questo mio impegno per una politica nuova: se in Italia o ancora dal Guatemala.
Antonio Ingroia, il Fatto quotidiano

NON HAI CAPITO CHI COMANDA? Meglio magistrato che candidato.
Titolo dell’editoriale di Antonio Padellaro su Antonio Ingroia, il Fatto quotidiano

APPUNTO. Dia retta: il magistrato Ingroia conta assai più del politico Ingroia.
Antonio Padellaro, il Fatto quotidiano

VA DA SÉ. Va da sé che le super tassazioni rischiano di favorire le fughe, di contribuenti e capitali, più che l’aumento degli introiti statali e deglii nvestimenti produttivi.
Massimo Nava sulle difficoltà di François Hollande, Corriere della Sera

CAPITO PIER LUIGI? Colpire i ricchi per calmare la rabbia dei poveri può essere una seducente promessa elettorale, ma non risolve i problemi di un Paese con oltre tre milioni di disoccupati che anziché esportare prodotti rischia oggi di essere «esportatore» di imprese, capitali e cervelli.
Massimo Nava sulle difficoltà di François Hollande, Corriere della Sera

COME DIREBBE OSCAR GIANNETTO. La questione delle tasse si somma infatti agli esorbitanti costi del lavoro, alle resistenze dell’apparato pubblico per il «dimagrimento dello Stato», ai costi della politica e ai maldestri propositi di «nazionalizzazione» d’imprese, come nel caso delle acciaierie Mittal.
Massimo Nava sulle difficoltà di François Hollande, Corriere della Sera

LA PIÙ BELLA COSTITUZIONE DEL MONDO. Al di là delle polemiche, il problema è all’ordine del giorno del governo francese, anche perché alcune misure (come la famosa tassazione del 75 per cento sui redditi oltre il milione) potrebbero saltare per vizio di costituzionalità, apparendo non «fiscali» ma «confiscatorie».
Massimo Nava sulle difficoltà di François Hollande, Corriere della Sera

BERSANI NEL SUO COMPLESSO. La riflessione non riguarda solo la Francia, bensì nel suo complesso l’armonizzazione fiscale dei Paesi europei.
Massimo Nava sulle difficoltà di François Hollande, Corriere della Sera

PRATICAMENTE UN INCIUCIONE. La differenza tra Cuccia e Bazoli non è tanto nel binomio tra finanza bianca e finanza laica, quanto nella distanza tra un capo avvezzo – per superiorità intellettuale e abbondanza di mezzi – a comandare quasi da solo, e un mediatore abituato a persuadere, accordare, alleare, cercando di trarre da tante piccole convenienze – e sacrifici – individuali il bene comune.
Aldo Cazzullo celebra gli 80 anni di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e pattista di sindacato Rcs, Corriere della Sera

PRATICAMENTE UN LOBBISTA. Spiega Carlo Bellavite Pellegrini, il docente della Cattolica che ha ricostruito la storia dell’Ambrosiano, che «il metodo Bazoli consiste nel dialogo e nel confronto. Costruire alleanze collegando personalità di diversa provenienza, cercando quello che unisce anziché quello che divide, evitando contrasti, e mantenendo sempre il foedus, vale a dire la parola data. Non a caso Andreatta parlava di lui come di un “federatore”».
Aldo Cazzullo celebra gli 80 anni di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e pattista di sindacato Rcs, Corriere della Sera

ALDO, TI È SFUGGITA UNA NOTIZIA. La competizione con Cuccia lo avvicinò a un altro protagonista del dopoguerra, Giovanni Agnelli. Poco prima di morire, esattamente dieci anni fa, l’Avvocato «affidò» a Bazoli il «Corriere», il che spiega il peso che ha avuto in questi anni anche al di là dei pacchetti azionari, spesso d’intesa con il «cattolico romano» Cesare Geronzi.
Aldo Cazzullo celebra gli 80 anni di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e pattista di sindacato Rcs, Corriere della Sera

PREMIO CHISSENEFREGA. Ieri, durante l’elegante ricevimento organizzato al Quirinale in occasione degli auguri delle alte cariche dello Stato, la sanguigna leader della Cgil ha abbandonato la consueta aria battagliera e dopo aver incrociato Pier Luigi Bersani lo ha apostrofato con un «Ciao segretario!» schioccandogli un affettuoso bacio sulla guancia.
Corriere della Sera

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