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Il diritto nuovo ha bisogno di una botte nuova, e questa botte la deve costruire la politica

Torniamo un momento al PM Robledo e alle sue dichiarazioni in merito al caso Kaleidos, quelle sul sentire comune basato sull’appartenenza alla medesima struttura.

È o no il PM Robledo un giudice giusto che fa ciò che ogni buon Giudice dovrebbe fare?

Vale a dire applicare la Legge.

Immaginiamo già la mano del direttore che si chiude a pugno su questo foglietto per cestinarlo.

Non lo faccia, caro Direttore.

Vede, è necessario che sappia come stanno (veramente) le cose.

Il 14 gennaio 2009 il Parlamento europeo è intervenuto in tema di diritti fondamentali, con una risoluzione (sì, lo sappiamo, la risoluzione non è vincolante, ma….) in cui “sottolinea che gli Stati membri dell’unione europea dovrebbero garantire una vigilanza qualificata, in termini sia di norme che di prassi, sulle condizioni di vita in dette “istituzioni chiuse” per quanto riguarda il rispetto dei diritti”.

Che cosa saranno mai, tali “istituzioni chiuse”?

Cronicari? Ricoveri per anziani? Istituti per malati di mente?

Senonché la prof.ssa Marta Cartabia (oggi Giudice della Corte Costituzionale) commentava tale risoluzione europea in questo modo: “Di che cosa si tratti esattamente quando si parla di “istituzioni chiuse” non è dato sapere con certezza. Non è però difficile immaginare che le cosiddette “istituzioni chiuse” sono i luoghi dove si svolge la vita sociale della gente: scuole, ospedali, luoghi di lavoro, associazioni, chiese, famiglia, etc. (omissis). La nostra costituzione parlerebbe piuttosto di formazioni sociali o corpi intermedi” 

(ilsussidiario.net 27 gennaio 2009)

Qualcosa del genere sta succedendo, secondo Giulio Meotti, nella vicinissima Francia: Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno, Manuel Valls, anche lui autore di un libro sulla laicità, ha annunciato che il governo, tramite i prefetti, terrà sotto osservazione i gruppi sospetti di “patologia religiosa”, ovvero islamisti, ebrei, ortodossi e cattolici militanti.

(G. Meotti Il governo francese e la laicità a tutti i costi che passa per la scuola in Il Foglio 1 gennaio 2013)

Ecco, vede direttore, potrebbe essere che il nostro Giudice sia all’Avanguardia (la a maiuscola ha un suo significato); potrebbe essere che il magistrato Bruti Liberati, eccellente per carriera e capacità, nel richiamare la “responsabilità personale” sia sorpassato; faccia cioè riferimento  a un diritto che non esiste più.

Ne sia egli consapevole o meno, la verità è che le nozioni di Stato, di Diritto, di territorio, così come siamo stati abituati a concepirle, sono una vestigia del passato.

La retorica sul Risorgimento, sentita recentemente in occasione del 150° dell’unità d’Italia, è solo retorica, nel migliore dei casi un bell’epitaffio.

È un bel problema, dal momento che tutti sappiamo che non si può mettere il vino nuovo nelle botti vecchie.

Fuor di metafora: il nuovo Diritto, fatto di parole d’ordine, di indicazioni, di convincimenti, di qualche paletto, insomma la cosiddetta soft law, che non ha bisogno di Government (cioè dello Stato) nelle mani di una magistratura di tradizione e formazione illuminista e giacobina, rischia di trasformarsi in una ghigliottina di pareri, opinioni, giudizi politici, sentenze contrastanti.

In sintesi, siamo messi male perché non c’è la politica: il diritto nuovo ha bisogno di una botte nuova, e questa botte la deve costruire la politica: una Governance capace di far interagire, guidandole, le nuove e molteplici variabili istituzionali (magistratura, organismi sovranazionali, amministrazioni regionali, istituzioni private) nella direzione di quello che potremmo chiamare tentative law, indirizzato – secondo le parole di Maria Rosaria Ferrarese – innanzi tutto verso un fine pratico, “di efficacia, e poi forse a quello di legalità, e comunque ad entrambi a dispetto della legittimità” (Snyder 1993b). 

(M. R. Ferrarese Mercati e globalizzazione. Gli incerti cammini del diritto)

Il caso ILVA di Taranto avrebbe potuto essere un laboratorio dove finalmente poter vedere una politica di avanguardia (anche qui l’a minuscola ha un significato).

Ma, al momento, si vedono solo politici impauriti.

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