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Il contraccettivo sottopelle che spegne la libertà. Basta un click

luglio 19, 2014 Annalisa Teggi

contraccettivo-digitale-chip-gravidanza«Qui son li frati miei che dentro ai chiostri/ fermar li piedi e tennero il cor saldo» (Paradiso, canto XXII)

Si dice “basta un click” e vuol dire: è facile. Si dice anche “in un click” e vuol dire: è veloce. Facile e veloce sono una coppia furba, come il gatto e la volpe. In loro compagnia siamo tentati di sentirci più liberi; liberi ad esempio di fare altro, se è stato più veloce del previsto riuscire a sbrigare certe commissioni; liberi di soddisfare curiosità su oggetti ed esperienze, se sono facili da usare o facili da provare. Di contro, è fastidioso trovarsi la strada sbarrata, mentre si corre da un posto all’altro con la coda dell’occhio sempre fissa sull’orologio. Magari il Telepass funzionasse su ogni metaforica strada della vita e bastasse il suo «bzz bzz» per alzare tutte le sbarre in fretta, senza dover rallentare la velocità di marcia! Magari sì e magari no.

Perché, in effetti, ci sono caselli o frontiere a cui, anche se è faticoso, è bene fermarsi, fare coda e sbuffare. L’uomo non è una macchina a pulsanti, con un click lo accendi e con un altro lo spegni. L’uomo non è facile e veloce; l’uomo ha il grande vantaggio di poter essere complesso e lento, per essere libero. Eppure, gli si para davanti sempre qualche nuova accoppiata di gatto e volpe a blandirlo. I giornali hanno divulgato la notizia di un progetto innovativo sviluppato dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e sostenuto da Bill Gates: si tratta di un contraccettivo digitale sottocutaneo, un minuscolo microchip computerizzato controllato da un telecomando. L’apparecchio rilascia una piccola dose di levonorgestrel, un ormone già usato come principio attivo nella pillola del giorno dopo, e che può durare fino a 16 anni. Sarà sul mercato nel 2018; per ora lo slogan è: per una donna decidere se, e quando, avere un figlio, diventa facile come guardare la tv; basta un click.

Non mi soffermo sul contraccettivo, perché l’insidia che scorgo è a monte e riguarda la persona, la sacralità della sua libertà. E qui mi sembra che con un click la si schiacci, o meglio si tenti – facilmente e velocemente – di anestetizzarla. Libertà significa libero arbitrio, un’adesione vigile e consapevole. Curioso, invece, che le obiezioni sorte in merito a questo prodotto siano sì inerenti la libertà, ma a una visione più epidermica della libertà. Da una parte, c’è chi storce il naso perché ipotizza che con la scusa della contraccezione questo microchip sia un modo per controllare le persone, dall’altra c’è chi suppone che il telecomando possa essere azionato di nascosto da qualcuno che non è la donna che “indossa” il microchip, forzandola così a inconsapevoli e clamorose scelte. Non dubito che siano preoccupazioni legittime, ma a me preoccupa di più la sottile-impercettibile-sottocutanea anestesia del libero arbitrio, quando scelte rilevanti diventano facili, veloci e quasi invisibili.

Un gesto, per essere libero davvero, richiede che la volontà si esprima in pienezza di coscienza, e sì, molto spesso questo richiede il tempo di fermarsi a guardare ciò che si fa. Perciò io sono tra quelli che non si crucciano, vedendo sfrecciare il gatto e la volpe col Telepass; mi metto in coda e pago il pedaggio a mano… a quell’instancabile rompiscatole del grillo parlante.

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10 Commenti

  1. filomena scrive:

    E incredibile come qualsiasi innovazione che anche solo vagamente consenta di migliorarci la vita e in questo caso anche di semplificarla qui viene rifiutata a priori. È ovvio che le scelte per essere libere devono essere consapevoli e che la velocità può non aiutare ma non è che ad ogni rapporto sessuale devo mettere in discussione la mia personale visione di sessualità in relazione alla procreazione. Al contrario questo metodo contraccettivo potrebbe aiutare a prendere decisioni più serene sulla pianificazione della genitorialitá svincolandola dalla sessualità/ affettività della coppia.

    • Gabriele scrive:

      Scusa, Filomena, vorrei farti notare senza polemiche che l’articolo non critica una cosa perchè permette di migliorare la vita, ma che questa cosa la peggiora, come tutte le cose che ci permettono di andare sempre più veloce o di fare sempre più facilmente le cose. Ho poi una domanda: come si può svincolare la genitorialità dalla sessualità/affettività della coppia? Mi pare poco auspicabile.

      • filomena scrive:

        @Gabriele
        La velocità di per se non é una cosa negativa. Sono d’accordo che le scelte devono essere consapevoli e questo richiede tempo ma in questo caso la valutazione degli eventuali effetti negativi di questo metodo contraccettivo va fatta a monte prima di intraprendere questa strada, non ad ogni rapporto sessuale e se questo può servire a rasserenare il rapporto proteggendolo da eventuali gravidanze non pianificate, non si può sottovalutare questo vantaggio. Per quanto riguarda la genitorialitá va detto che che il rapporto sessuale é la condizione necessaria per procreare ma non é assolutamente la condizione sufficiente, per questo a mio parere é auspicabile separare i due momenti.

    • Annalisa Teggi scrive:

      Cara Filomena, io non ho parlato – e l’ho specificato – del problema morale della contraccezione. Di procreazione non ho parlato neanche lontanamente. Pensavo, ad esempio, agli effetti collaterali per la donna di prendere decisioni facili, che però implicano l’introduzione di un ormone nel suo corpo. Basandomi solo sulla mia personale esperienza, mi dicevo che se una cosa mi propone una via facile per ottenere un risultato, io tendenzialmente mi lascio “conquistare”. I pro mi fanno facilmente vedere meno i contro. Ma quando c’è di mezzo la salute, non credo sia opportuno. Penso soprattutto alle ragazze più giovani e spensierate.
      Però, ripeto, tutto il discorso non era sulla contraccezione … qui chi si precipita a emettere a giudizi a priori è qualcun altro. Se domani mi proponessero un metodo di idratazione sottopelle, tipo “basta un click e un microchip rilascia il giusto apporto di acqua per x tempo e così guadagni cinque minuti in pausa pranzo” avrei scritto le stesse cose. Voglio vedere l’acqua che bevo. Voglio gustarmi i tre secondi che perdo a berla e a versarla al collega con cui parlo a pranzo. E – lo specifico – mi sto riferendo a condizioni di vita normali, cioè che esulano da considerazioni che si potrebbero fare in caso di malattie.

      • Giovanna scrive:

        Volevo aggiungere che per avere la pillola contraccettiva occorre una prescrizione medica e che tale prescrizione ha una durata, rinnovabile dopo controlli medici che occorrono per monitorare la salute della donna, dato che si tratta di ormoni che, bloccando l’ovulazione, vanno ad interferire sulla circolazione, su tutto l’apparato femminile, sul fegato, sui reni, persino sul benessere psicologico, ecc ecc.
        Non credo quindi sia un progresso un impianto che faccia dimenticare che ci si sta imbottendo di ormoni e renda facile bypassare i controlli.

      • filomena scrive:

        @Annalisa Teggi
        Il “qui” che io ho usato nel testo del mio post non era in particolare diretto all’autrice dell’articolo, cioè lei con la quale non ho mai scambiato opinioni sulla morale che sottende alla contraccezione, ma piuttosto ai molti commentatori che si sono espressi spesso sull’argomento. Apprezzo molto la sua precisazione riguardo al messaggio neutrale dal punto di vista morale che voleva trasmettere, ma dal testo questo, almeno per me, non era molto chiaro. Del resto nemmeno io sono entrata nel merito per esempio delle eventuali controindicazioni dal punto di vista sanitario di questo contraccettivo. Il confronto di opinioni sugli effetti della vita sessuale delle donne di un così nuovo metodo contraccettivo, se si esclude la morale, può essere molto stimolante e lo considero una ricchezza per cui ben venga la discussione.

  2. VILLA scrive:

    VERGOGNATEVI TUTTI!!!
    E’ COME RIDURRE L’ESSERE UMANO (SE UMANO E’) AD UN ANIMA-LE NON UMANO

    SI MARCHIAMO LE VACCHE IN CAMPAGNA……….E BISOGNEREBBE TORNARCI PER CAPIRE
    SI CIPPANO I CANI….PERCHE’ NON SI SMARRISCANO………..TRANNE POI GLI “UMANI”…CHE LI ABBANDONANO……SE UMANI ……..FORSE SONO

    MA SICURAMENTE…..NON SI: CONTABILIZZARE L’ESSERE UMANO
    ED INOLTRE ESSERE GENITORI PARTE DA UN CONCETTO MORALE INTERNO ALL’UMANO
    NON SICURAMENTE DA UN FATTORE TECNICO
    IL FATTO CHE MOLTI,TROPPI SIANO NEGLI ANNI PARTITI DA UN FATTORE TECNICO ECINOMICO
    CI HA INDITTI E PORTATI A QUESTA ….BACATA SACIETA’.
    SORDA,MUTA,CIECA……E INSOFFERENTE AD OGNI COSA CHE CI OBBLIGA A PENSARE,RIFLETTERE,METTERCI IN DISCUSSIONE,RISPETTARE,NON SFRUTTARE ECONOMICAMENTE CON TRUFFE E RAGGIRI ESTRANEI O PARENTI…………
    E POI AGGIUNGERE ALTRO MA QUI MI FERMO………….MEDITATE GENTE MEDITATE

    ” e non potevano nè vendere nè comprare se non avevano sulla mano e sulla fronte il sigillo della bestia”
    APOCALISSE S.GIOVANNI

  3. Valentina scrive:

    Questo tipo di contraccettivo mi lascia piuttosto perplessa… Un microchip sottopelle, insomma, non mi piacerebbe molto… Ma per il resto sono certamente favorevole alla contraccezione.

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