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I russi ormai hanno capito il «giochino» dell’Europa

marzo 4, 2014 Riccardo Ruggeri

Tratto da Italia Oggi – La Libia era un paese stabile, ora ha i tagliagola. Si voleva abbattere il losco Assad, si è rafforzato al Qaeda. Le nostre élite fanno paura 

Confesso un pregiudizio. Quando leggo Bernard-Henri Lévi un brivido mi percorre la schiena, temo che Hollande, Cameron, Obama, seguendo le sue ridicole elucubrazioni politico-filosofiche, si buttino in una delle loro tante guerre idiota. Cominciò con Gheddafi, proseguì con Assad, ai primi moti in Ucraina, BHL si schierò contro Putin, fomentando l’Europa perché «proteggesse» i rivoltosi. Intendiamoci, BHL resta un dandy annoiato, dalla camicia bianca sempre sbottonata, il classico intellettuale elitario inutile, presto si dimenticherà degli ucraini, ma il problema resta, ed è pericoloso. Specie se il dossier è, come è, nella mani delle inette leadership occidentali, e dei burocrati di Bruxelles. Ora l’ha preso in mano Putin, sarà pure uno sgradevole maschio alfa, però ha una lucidità politica che manca ai tre.

Non è necessario essere esperti di politica internazionale per capire che la crisi ucraina, sotto gli occhi spietati delle televisioni e dei social network, altro non è che lo scontro di etnie diverse che si combattono fin dal XVI secolo. Le province orientali russe non cederanno mai la propria autonomia a Kiev, che loro associano agli odiati galiziani, accusati di essersi aggregati alla Germania nazista, e che ora si spacciano per europeisti. Lo stesso, anzi di più, vale per la Crimea, che fu «regalata» dall’Urss all’Ucraina nel 1954, tramite l’ucraino Nikita Krushev: la cessione avvenne durante una sua terribile sbornia di vodka.

Per fortuna, in politica, dopo l’iniziale ubriacatura di parole alte e nobili, in cui noi primeggiamo, si torna alla sintesi: «pace o guerra, ma chi paga»? Curiosi questi ucraini filo europei, campano da sempre a spese della Russia (dazi favorevoli e gas) ma cercano la loro «identità» in Europa, a spese nostre. Sono falliti, hanno 70 miliardi di debiti. Appena Putin ha congelato i finanziamenti, si sono precipitati a Bruxelles a chiedere quattrini, 35 miliardi di sull’unghia (pro-memoria per Renzi: si opponga, dovremmo accollarci il 17,9% di tale somma, siamo già esposti per 5 miliardi che forse non vedremo mai più).

Come ha detto l’ex ambasciatore Stanevskiy a Michele Pierri (Formiche 1° marzo) i russi ormai hanno capito il «giochino» dell’Europa: adesione significa sposare un modello economico che crea disoccupati, la pagherebbero gli ucraini di etnia russa, questi avendo colà i parenti si riverserebbero in massa in Russia. I russi hanno già pagato a caro prezzo l’adesione delle Repubbliche baltiche all’Europa: hanno dovuto prendersi gli «esuberi» e gli «esodati», il 15% della popolazione. Ora si sono stufati: a loro i costi della «ristrutturazione», agli occidentali fatturato e dividendi. Stanevskiy osserva che l’Europa è una curiosa democrazia selettiva: «difende, giustamente, i gay e i rom ma non le centinaia di migliaia di espulsi dalla Repubbliche baltiche solo perché di origine russa». Che rispondergli? Il razzismo è una brutta bestia, sempre.

Auguriamoci che Putin, l’unico leader politico vero sulla scena mondiale (mi secca riconoscerlo), continui a mantenere l’attuale atteggiamento da gatto soriano, con questi soldati muti e umili (senza mostrine e canna del fucile verso terra) e colloqui solo con Merkel, l’unico leader affidabile. Dalle rivoluzioni si esce o con una guerra civile con vincitori e vinti (sicuri che ci convenga?) o con una separazione (secondo Sergio Romano, in quattro: Leopoli, Kiev, russofoni, Crimea). Non dimentichiamo che la Crimea e l’Ucraina russofona sono il «giardino di casa» di Putin, come Cuba lo era per Kennedy. A volta la soluzione è nella carta geografica.

Guardiamoci indietro. Quando le leadership euro-americane giocano alla geopolitica lo schema è ripetitivo: la rivoluzione inizia in un clima di rivolta studentesca alto borghese, di «occupy piazze», dopo i primi successi entrano in campo i violenti (in questo caso i paramilitari nazistoidi che si ispirano a Stefan Bandera), il controllo della situazione passa a costoro, il finale è identico: sconfitta dell’Occidente. La Libia era un paese «benestante» e pacifico, dopo l’intervento euro-americano è un covo di tagliagole, si voleva abbattere il «losco» Assad e si è rafforzato Al Qaeda, che ora sta infettando Medio Oriente e Africa. L’Iraq? Gli americani si mossero falsificando i dati, non conoscevano nulla del Paese, nessuna idea avevano sul «dopo Saddam». Lo stesso è avvenuto in Afghanistan. Giocano alla guerra con la mentalità dei soldatini di piombo. Poco prima della ripresa di Obama, in jeans, che parla con Putin, minacciandolo, hanno proiettato un filmato ove Obama e Biden facevano jogging nei corridoi della Casa Bianca per sponsorizzare l’orto di Michelle. Che tristezza.

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11 Commenti

  1. marzio scrive:

    Riccardo Ruggeri ha perfettamente ragione, nessuno crede ormai nella bontà degli “interventi umanitari” diretti i indiretti degli occidentali e loro alleati

  2. mike scrive:

    posso essere d’accordo sull’articolo. solo pensavo… chissà perché queste rivolte non avvengono nei paesi dell’estremo oriente (india, cina, sud est asiatico) dove la religione è più vicina alla moderna cultura/religione occidentale! eppure là la gente non sempre vive bene, fasce di povertà sono anche da loro. certo che in quei paesi neanche se li paghi si ribellano o fanno i terroristi, o non sono interessati. si vede che effettivamente lì non si ha interesse a pagarli e che comunque non sarebbero interessati.

    • Mappo scrive:

      Mike, veramente la Thailandia è in una situazione di perenne stato di crisi, sempre ad un passo dalla guerra civile, la Birmania, o come la chiamano i fighetti, il Myanmar, ha avuto le sue proteste, stroncate dai militari e dall’arresto di San Suu Kyi, senza contare la decennale repressione armata delle popolazioni di confine come gli Shan. Molti altri paesi dell’area sono colpiti da guerre civili o situazioni di tregua armata. Da pochi anni lo Sry Lanka è stato pacificato con le baionette, il Punjab è oggetto di attacchi terroristici, il Kashmir da un momento all’altro potrebbe scoppiare. Senza dimenticare il Tibet dove quasi ogni giorno un monaco si da fuoco. Poi quando un turista occidentale viene rapito si scopre che praticamente in tutti gli stati di quest’area, India in primo luogo, esistono movimenti armati che predicano il sovvertimento dell’ordine costituito, la secessione di una regione o altro. La vecchia Indocina (Laos e Vietnam) è sotto un pugno di ferro liberticida, la Cambogia arranca. Insomma non un bel quadro d’insieme…..

      • mike scrive:

        sai che è? che avevo uno schema in testa che comunque del vero lo dice. da quelle parti non si vuole sovvertire l’ordine costituito ma solo perseguitare le religioni monoteiste. in india le prendono cristiani e musulmani, idem in sri lanka. in birmania solo i cristiani. della thailandia non so molto ma credo che siamo sulla stessa falsariga. cioè in quei paesi tutti i casini, tutte le rivolte che certo sono rivolte, vengono dal potere che certo non vuole cambiare tutto ma solo perseguitare chi è cristiano o musulmano. poi ovvio che i musulmani dove sono maggioranza loro comandano e perseguitano i cristiani. tipo indonesia o pakistan o bangla desh. in ogni caso nell’estremo oriente non si vuole sovvertire nulla (solo togliere dove c’è il monoteismo, e si vedrà in futuro come romperanno all’indonesia, il paese musulmano più popoloso), in occidente si dato che la cultura e la società in fondo si basa sulle religioni monoteiste. vedi le rivolte arabe e in europa ed america il laicismo.

  3. Andrea (uno dei tanti) scrive:

    segnalo questo articolo dal sito “il sussidiario”.

    A beneficio di chi si spella le mani plaudendo l’invasione della Crimea.
    Non per farvi cambiare opinione, ma per un confronto.

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/3/5/UCRAINA-Zubov-storico-russo-tutti-i-calcoli-sbagliati-di-Putin-e-co-/476088/

    • marzio scrive:

      Grazie per la segnalazione ,Andrea, ma senza spocchia e tanto per confrontarsi, lo storico Zubov è troppo di parte.Ad ogni modo il problema Ucraina si poteva risolvere diversamente, gli occidentali hanno scelto invece di fomentare le proteste di piazza, come sanno fare loro da sempre. La Crimea è comunque composta all’ottanta per cento da Russi, e sinceramente non me la sento di biasimare le scelte di Putin,.Tra l’altro il nuovo Presidente ucraino non è stato eletto, in perfetto stile troika ( come succede da noi o in Grecia ultimamente ) Egli è un banchiere (guarda caso ), e uno dei primi passi sarà la privatizzazione dell’energia.Senza l’aiuto della Russia e con l’indebitamento nei confronti del fmi e della banca mondiale, la vedo dura per gli amici ucraini.distinti saluti.

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        Per la precisione:

        58,5% di etnia russa (non 80%)
        24,4% di etnia ucraina
        12,1% tartari di Crimea, la vera maggioranza prima della russificazione forzata voluta da Stalin.

        C’è perfino una piccola minoranza italiana, anzi veneziana! che conserva lingua e tradizioni

        Su chi fomenta cosa ci andrei coi piedi di piombo.

        E’ infatti arcinoto che l’UE NON ha una politica estera, che la Germania dipende al 35% dalle forniture di gas russo (ed avrebbe massimo interesse ad avere una Ucraina STABILE), che in Moldavia e Ucraina c’è da decenni una insofferenza alla condizione di vassallaggio verso i russi e che l’ultimo governo ucraino era non proprio… “popolare” (e quasi sicuramente a sovranità limitata, tipo est europa negli anni 70/80)

        E’ altrettanto arcinoto che la questione energetica ha rilevanza enorme: tutto il gruppo di potere che ruota attorno a Putin e compone l’oligarchia russa ruota attorno a Gazprom&soci e la questione sui diritti di transito è annosa.

        I commenti più sensati finora mi sembrano quelli di Sergio Romano (compreso suo articolo su Tempi e lettera di risposta sulla rubrica “lettere” del Corriere di Oggi).

        Invece commenti dai toni talora isterici (gay massoni bla bla bla) e messianici (la russia “consacrata” etc. etc.) non credo siano fondati in relazione a quanto succede oggi in Ucraina.

        Saluti.

        P.S: non so per quali motivi ritenga Zubiov di parte, ma non le sembra indicativo del livello della libertà di opinione in Russia che sia stato licenziato per quell’articolo???

        • marzio scrive:

          Grazie Andrea per la gentile risposta, che purtroppo non condivido.Riguardo all’articolo di Zubiov, posso solo esprimere la mia modesta opinione e cioè che è un articolo assolutamente fazioso. Per quanto riguarda la libertà di opinione, da noi in occidente esiste solo sulla carta, anche perchè la stampa davvero indipendente è una minuscola parte, le testate più diffuse sono in mano a persone o gruppi ben precisi Con tutto il rispetto non possiamo certo definire ad es. Repubblica, Corriere della Sera, Tempo,Il Giornale o le estere Faz, El pais, Le monde,Wall street journal ,Guardian ecc indipendenti.
          Comunque a medio termine sapremo veramente come sono andate le cose in Ucraina,sinceramente non la vedo bene per gli amici ucraini.Le rivoluzioni “primaverili” appoggiate do occidentali e arabi non convincono più, basti vedere il caso Egitto.Anche gli “interventi umanitari” per instaurare la democrazia (Libia, Iraq, Kossovo,ecc) sono purtroppo delle tragiche farse,l’aiuto ai “ribelli” siriani una sciagura La Russia di Putin avrà mille colpe, ma l’imperialismo occidentale e arabo ha colpe infinitamente più grandi,vediamo noi stessi ,sulla nostra pelle ,le conseguenze delle politiche sciagurate della troika.,tanto per dirne una.
          Distinti saluti,comunque ,Andrea,e grazie per interessante dialogo.A risentirci
          Marzio

  4. Luca_P scrive:

    A dire la verità, cominciò tutto con Saddam, con quella guerra preventiva stupida, imbelle che ha provocato milioni e milioni di morti, così tanti che ci si vergogna a scriverne il numero nei nostri giornali “democratici”, allora erano Bush figlio e Blair (conservatore e progressista), ma io dico se Bush padre si fermò alle porte di Baghdad, ci sarà stato un motivo ben preciso?
    Seguì poi la Libia, Sarkozy e Camoron (populista e conservatore) a cui si aggiunse Obama (progressista) per amicizia e scambi di favori.
    Dopo la volta della Siria qua tutti e tre allo stesso livello, ma cade Sarkozy(populista), entra Hollande(progressista) e nulla cambia.
    Insomma gira e rigira son sempre quei tre, ma non tre persone ma “tre Potenze Militari” ossia quelle del patto atlantico che hanno vinto la guerra.
    Tre potenze che decidono anche il nostro futuro, la Germania e meno dipendente da noi perchè economicamente e forse anche militarmente è più potente di noi.
    Da ciò che sta emergendo, negli ultimi anni, si capisce che anche il nuovo corso politico italiano instauratosi in maniera silente dopo “l’affaire Moro”(l’unico vero Golpe del nostro dopoguerra), è stato pilotato da forze esterne che possono in qualche maniera comunque ricondursi sempre a quei tre.
    USA, France e U.K. hanno diritto di veto all’Onu, e di fatto comandano gli eserciti più potenti del pianeta.
    Con la Crimea è probabile che si troverà una via di mezzo, forse diventerà uno stato indipendente, di fatto è già una repubblica autonoma a differenza delle altre 24 aree amministrative ucraine che sono soltanto regioni.

  5. zoe guliani scrive:

    …. e per chi dice che nn entrano in Asia ..preparatevi perchè invece stanno mettendo il naso anche in sri lanka . Già questo è un paese con buone risorse ma sopratutto è importante x l’economia del giappone che sullo sri lanka ha una base portuale importantissima per gli scambi commerciali e per la loro economia , inoltre lo sri lanka è appena sotto ad un altra grande potenza emergente l India … lo sri lanka ha buoni rapporti commerciali anche con la Cina ; quindi sarebbe molto interessante mettere qualche base nato anche qui ! Infatto l’ ONU sta criticando pesantemente il governo dellp sri lanka per sospetti di crimini di guerra ……. mai sentito queste paroline???? lo sri lanka, infatti, si è liberato 3 anni fa dal terrorismo tamil con una guerra lampo e senza grandi manovre ..chiaro che qualcuno è morto , una guerra è una guerra, e, nonostante l’ONU cerchi da anni di trovare le prove di qualche schifezza ancora non è saltato fuori niente …..ma date tempo al tempo…anche l’ONU ha i suoi impegni adesso con l ucraina, tempo di riuscire a mettere qualche missile in ucraina e poi ci si potrà dedicare allo sri lanka !

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