Google+

I beati tempi dei pidocchi

settembre 9, 2012 Marina Corradi

Al banco della farmacia una mamma con un bambino per mano bisbiglia qualcosa sottovoce al farmacista. Quello senza fare commenti prende da uno scaffale un flacone e rapidamente lo incarta. La donna se ne va, l’aria imbarazzata.

L’ho riconosciuto, quel flacone. E ho rivisto me stessa, una dozzina di anni fa, i figli fra l’asilo e le elementari; quel giorno in cui una scarna circolare annunciò che a scuola giravano i pidocchi. Pidocchi? La parola mi fece sussultare. Bestiacce di evi lontani, credevo. Io non li avevo mai visti, i pidocchi. Concitata telefonata alla pediatra. Che fare? Propendevo per radere i capelli a zero a tutti, a titolo precauzionale. All’altro capo del filo una risata: «Signora, in questi giorni metà dei bambini di Milano hanno i pidocchi».

Strano, ma non si leggeva una riga dell’epidemia, sui giornali. Migliaia di famiglie milanesi ricevevano un discreto avvertimento dalla scuola, e come me restavano incredule. Non si diceva niente, in una imbarazzata omertà. Ma ora sorrido di quel sussurrare in farmacia. È ora di infrangere l’ultimo dei tabù. È tempo di sdoganare i pidocchi. Ho ancora nel naso l’odore acre di uno shampoo, e quello di una lozione appestante, al Napalm forse, che uccideva i parassiti, ma neanche a noi forse faceva troppo bene. Lavato e rilavato il figlio sospetto, a ogni buon conto facevo lo stesso con gli altri due. Poi, quando credevo di avere finito mi prendeva uno strano nervosismo, e procedevo a un furioso triplo shampoo su di me. Quando arrivava il marito per prima cosa gli mettevo lo shampoo in mano, e lo spingevo, sbalordito, verso il bagno. A questo punto avevamo tutti i capelli aridi e dritti come la saggina delle scope. Facevamo spavento.

Ma non era finita. Federe e lenzuola da lavare, tutte. A 90 gradi, decidevo, e con una overdose di candeggina. La lavatrice cominciava a rullare, stracarica. Poi: pigiami, berretti, maglie, asciugamani. Il cumulo di biancheria cresceva di minuto in minuto. Mi aveva presa una furia catartica. Guardavo diffidente ogni oggetto, valutando se potesse nascondere il nemico. I copriletto? Sospetti, decidevo; i copridivano? Peggio ancora, e li strappavo via. La pira sacrificale in lavanderia saliva. Decisi di assolvere le tende e le tovaglie. Ma, i tappeti? Venite subito a prende tutti i tappeti, telefonai alla tintoria. E le spazzole? Bollirle, consigliava Il piccolo pediatra, la mia bibbia di puericultura. In un pentolone infilai le spazzole di casa per cuocerle a fuoco alto. Ne uscirono tutte storte e ingobbite. Ma non mi sentivo ancora tranquilla. I divani? Li guardavo truce, sognando di poter bollire anche loro. Per fortuna all’epoca non avevamo cane e gatti, altrimenti se la sarebbero vista brutta.

Poi, l’allarme cessava. Sullo stenditoio finivano di asciugare i berretti infeltriti e le magliette stinte e ristrette dai 90 gradi.

Il nemico era stato debellato. Da una poltrona contemplavo sfinita la casa rivoltata. Ciò che non immaginavo era che un giorno di quello tsunami domestico avrei avuto nostalgia. Veramente. Vedendo quella mamma in farmacia, nostalgia. Di quando il caso grave era l’epidemia sussurrata in un pudico messaggio della scuola. Di quando loro erano bambini, e la vita in casa caotica e ridente – nei beati tempi dei pidocchi.

(tratto dal numero 30/31 di Tempi)

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

1 Commenti

  1. Giovanna scrive:

    Gentile Marina,
    mi e’ capitato fra le mani un numero di Tempi in cui lei raccontava di una suora che operava nell’europa dell’est in situazioni difficili e che ebbe uno scambio epistolare con Don Giussani sul tema dele Bellezza.
    Purtroppo non trovo piu’ questa pagina di diario che mi ha molto colpita e coglie una questione viva sia per me che per alcuni amici. Volevo chiederle di pubblicare il pezzo o di indicarmi dove posso trovarlo.
    Grazie per l’attenzione e per gli squarci di umanità che settimanalmente condivide con i lettori.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

F1 2017 è un generatore virtuale di adrenalina. Un racing game emozionante e coinvolgente, completamente personalizzabile in base alle proprie esigenze. Il nuovo gioco di Codemasters affina la buona ricetta del 2016 e (ri)propone un solidissimo “simcade”, ovvero un efficace ibrido tra simulazione impietosa e arcade permissivo, immediato e profondo. Il risultato? Senza controllo di trazione […]

L'articolo F1 2017 è pura adrenalina virtuale proviene da RED Live.

Con il nuovo Peugeot Belville, la Casa del Leone s’inserisce in uno dei mercati più floridi in assoluto: quello degli scooter piccoli a ruota alta. È disponibile in due cilindrate (125 e 200) con prezzi a partire da 2.950 euro

L'articolo Prova Peugeot Belville proviene da RED Live.

Che Kia sia un’azienda coreana Doc è assodato ma è altresì vero che il suo quartier generale europeo si trova ad appena 500 metri dall’entrata del Salone di Francoforte. E’ quindi normale che Kia viva la kermesse tedesca in modo speciale, come la fiera di casa, quella in cui sfruttare il fattore campo favorevole per […]

L'articolo Kia Proceed Concept: il futuro passa da qui proviene da RED Live.

Tucano Urbano gioca d’anticipo su EICMA e presenta ora la collezione autunno/inverno 2017/2018. Per chi viaggia in moto 365 giorni all’anno.

L'articolo Tucano Urbano collezione autunno/inverno 2017/2018 proviene da RED Live.

Il prezzo d’attacco è prossimo a 10.000 euro, ma non per questo sono una scelta povera. Ecco una guida alle utilitarie più economiche, performanti e meglio accessoriate.

L'articolo Le migliori auto a 10.000 euro proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana