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Grazie per averci dato Wojtyla, il papa che ha abbattuto i falsi idoli

marzo 24, 2014 Pippo Corigliano

Sto collaborando con Costanza Miriano per quattro trasmissioni su Giovanni Paolo II per RaiDue. In sala di montaggio do spettacolo mio malgrado. Appena appare Wojtyla sento un’emozione particolare e dopo qualche minuto mi scendono lacrime irrefrenabili. Una collaboratrice provvede a un mazzetto di fazzoletti di carta.

Giovanni Paolo II è stato un dono di Dio ed è anche un pezzo della vita di ciascuno di noi: a lui sono legati ricordi, conversioni, aperture della mente e spettacoli della fede che hanno lasciato un segno duraturo. Fin dall’inaugurazione del Pontificato, in quell’ottobre del ’78, percepimmo che stava iniziando un capovolgimento. La Chiesa sembrava assediata culturalmente, spiritualmente e anche politicamente ed ecco che il capo degli assediati gridava con voce potente, non ai suoi ma agli assedianti: «Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo!». Un vero contrattacco, una marcia che non è finita più, fino a quando il grande campione, il caro Papa, con l’ultimo respiro ha smesso di insegnarci come si vive e come si muore.

Prima di lui la cultura dominante ancora offriva illusioni (basti pensare al mito del marxismo e del ’68). Dopo di lui son caduti i falsi idoli. Il capitalismo selvaggio, l’individualismo incapace d’amare, la sfrenatezza sessuale, il disprezzo della vita ora mostrano il loro volto effimero e malvagio. Le folle di giovani mobilitate da lui continuano a seguire i suoi successori con l’entusiasmo dell’amore. Grazie Signore per averci dato Karol!

 

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