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Graham Sutherland e la sua natura romantica e terribilmente anti-sublime

ottobre 18, 2012 Mariapia Bruno

Benché formatosi come incisore, con quel gusto raffinato per il racconto nel dettaglio, Graham Sutherland (Londra 1903 – 1980) ha avuto una carriera d’onore come caposcuola della pittura britannica contemporanea. Amante del paesaggio e della natura tanto da definirsi erede spirituale di John Constable, esordisce con una serie di dipinti impregnati di neo-romanticismo che però, a partire dagli anni Trenta, si caricano di una drammaticità inquietante e visionaria, tanto da farlo accostare alla corrente surrealista. Ma è la poetica del sublime di William Blake quella che l’artista sente davvero vicina, che declina in un’accezione amara che esprime attraverso dissonanze cromatiche e segni netti dove tutto appare “dramma e lacerazione”, sopratutto dopo la terribile esperienza della guerra. È il 1940 quando Sutherland viene incaricato ufficialmente di testimoniare attraverso la sua pittura gli orrori del conflitto mondiale come “artista di guerra” insieme a Moore e Nash, un ruolo che ricoprirà fino al 1945 da cui nascono le Devastations, visioni oscure e allucinate delle città inglesi distrutte dai bombardamenti.

Seguono dipinti con soggetti religiosi dove la riflessione tragica nata negli anni del conflitto si accosta alla passione e alla crocifissione di Cristo, icona del destino umano. Note sono la Crocifissione per la chiesa di St. Matthew di Northampton e l’arazzo del Cristo in gloria per la Cattedrale di Coventry che gli valgono fama e riconoscimenti. Ma l’artista non dimentica mai il suo interesse primario, quello per la natura, che adesso rende in maniera destrutturata, reinterpretata, riassemblata, le cui forme vegetali vengono trasformate in icone totemiche che appaiono minacciose in un’atmosfera densa di suggestioni psicoanalitiche. È una natura dal potere assoluto e ineffabile che con la sua forza spietata ci sovrasta, ci domina, ci minaccia e destabilizza in quella che è ormai una romantica terribilità anti-sublime che possiamo ammirare nella mostra Sutherland. Il pittore che smascherò la natura, aperta fino al 9 dicembre 2012 alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma).

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