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Il Governo di larghe intese ha o non ha un pensiero sull’ecologia umana?

Si discute sull’assetto dei poteri dello Stato: cancellierato alla tedesca, semipresidenzialismo alla francese, bistecca alla fiorentina, verrebbe da aggiungere, tanto più che uno di noi insegna all’istituto alberghiero.

Stiamo alle cose: c’è un governo di larghe intese, e c’è tensione sociale.

Il 9 settembre 1946, nel periodo della Costituente, l’on. Dossetti (partito della Democrazia Cristiana) sosteneva in sede di prima-sottocommissione: «Venendo alla sostanza, cioè all’ideologia comune che dovrebbe essere affermata come base dell’orientamento sistematico della dichiarazione dei diritti, egli (l’on. La Pira, ndr) pone questa domanda: si vuole o non si vuole affermare un principio antifascista o afascista che non sia riconoscimento della tesi fascista della dipendenza del cittadino dallo Stato, ma affermi l’anteriorità della persona di fronte allo Stato? Se è così, ecco che si viene a dare alla Costituzione una impostazione ideologica, ma di una ideologia comune a tutti».

Prende la parola l’on. Togliatti (Partito comunista italiano) e il suo intervento viene riportato dal cancelliere in questo modo: «Per suo conto, lo Stato è un fenomeno storico, storicamente determinato, e la dottrina che egli (Togliatti)  rappresenta sostiene che lo Stato, ad un certo momento dovrebbe scomparire; mentre sarebbe assurdo si pensasse che debba scomparire la persona umana.
(Togliatti) è d’accordo anche che un regime politico, economico e sociale, è tanto progredito quanto più garantisce lo sviluppo della personalità umana…..”; si può infatti indicare  “ come  fine di un regime democratico quello di garantire un più ampio e più libero sviluppo della persona umana».

Oggi, la necessità di una democrazia decidente è fuori di dubbio, ma essa è come il contorno di una pietanza.

Quale è la pietanza?

Ancora l’on Togliatti: «Poiché si parte da una medesima esperienza politica comune, anche se non da una comune esperienza  ideologica, questo dovrebbe offrire un terreno d’intesa».

Quale è oggi l’esperienza politica comune?

La stessa di ieri e ieri l’altro ancora: il benessere degli uomini e delle donne.

L’”ecologia umana”, secondo la nota espressione di Benedetto XVI al Bundestag.

La novità non è Renzi, né un Berlusconi mite per tenere su il Governo, né è la quota rosa; neppure le diverse tipologie sessuali o i poteri del Cancelliere, del Premier, del Presidente.

La domanda prima è: il Governo di larghe intese ha o non ha un pensiero sull’ecologia umana?

Aspettiamo, ricordando al Presidente Letta e al suo vice Alfano, ciò che de Gasperi scrisse a Togliatti nel momento in cui la Dc decideva per l’asse atlantico, estromettendo quindi dal Governo i rappresentanti del PCI: «Lo si fa per la fame e per breve tempo».

I tempi poi, si sa, diventarono lunghi, ma la fame del popolo passò abbastanza in fretta.

Ps.

Nell’attesa potremmo darci da fare, magari ritrovandoci, come i veilleurs francesi, a leggere insieme un po’ di letteratura.

Proponiamo, come luogo d’incontro, il nuovo ristorante didattico dell’alberghiero don Gnocchi, che uno di noi – quello meno stravagante – vorrebbe intitolare “ab ovo”.

Lo si fa per l’ecologia e per breve tempo.

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