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Fumetto – Julia, 200 numeri e non sentirli

maggio 12, 2015 Amedeo Badini

julia200giardinoNel fumetto, a tutte le latitudini, non è semplice far durare a lungo una testata. Vuoi per esigenze economiche, vuoi per quelle narrative, spesso una testata si interrompe, a volte anche per scelta degli autori, evitando che i personaggi perdano di spessore con il prolungarsi delle vicende, in maniera magari fine a sé stessa. Nel fumetto seriale però, quello in cui ogni albo è tendenzialmente autoconclusivo, come può essere Diabolik oppure un albo Bonelli, è possibile avere lunghe serie. Tex dura da più di 600 numeri, e anche Dylan Dog veleggia sui 300, tutti personaggi nati prima degli anni ‘8o. Un’eccezione c’è però: si tratta di Julia, esperta criminologa della città di Garden City nata nel 1998 dalla fantasia di Giancarlo Berardi, creatore di Ken Parker. La serie ha uno stile giallo – rosa, in cui terribili delitti, pericolosi criminali e menti deviate vengono passate sotto la lente della bella e intelligente protagonista, disegnata sulle fattezze di Audrey Hepburn.

Nella splendida cornice di Comicon 2015, un’edizione davvero vincente sotto tutti i profili, è stata presentato in anteprima il numero 200, con una cover variant disegnata da Vittorio Giardino, dopo quelle uscite a Lucca 2014. L’immagine perduta vuole presentare a nuovi lettori il personaggio, con una storia classica, in cui l’indagine si alterna1-Julia-n.-200-Testi-di-Giancarlo-Berardi-e-Lorenzo-Calza-disegni-di-Cristiano-Spadoni-colori-di-Arianna-Florean alla scoperta della vita di Julia, alle sue problematiche famigliari e affettive, attraverso la voce autobiografica che racconta e si svela a chi legge. Si tratta di un modo toccante per empatizzare con la protagonista, un personaggio positivo con le sue difficoltà e i suoi lati oscuri in cui tutti possiamo riconoscerci. In questo Berardi realizza un ottimo lavoro di scrittura, così come buono è il disegno di Cristiano Spadoni. Se invece andiamo ad analizzare la parte gialla, non possiamo che trovarci interdetti. L’indagine, pur ambientata nell’allettante mondo della moda e della fotografia, non coinvolge e non brilla per coerenza, accatastando improbabili indizi e motivazioni non del tutto razionali. Julia si trova a risolvere la vicenda abbastanza per caso, senza un particolare coinvolgimento attivo. In estrema sintesi possiamo dire che la testata è ottima per chi cerca vicende all’acqua di rosa, con qualche sfumatura di accusa sociale di contorno: la vita della protagonista, tra un fidanzato oltreoceano, una governante bisbetica, una vecchia nonna saggia, il bambino africano adottato a distanza e una sorella indisciplinata, è un perfetto florilegio di rassicuranti luoghi comuni e di piacevoli amenità. Chi cercasse invece racconti con venature giallo thriller, forse farebbe meglio a rivolgersi altrove, nonostante la buona fattura con cui è curata la testata.

Julia n. 200 L’Immagine perduta, 128 pagine a colori, testi di Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza, disegni di Cristiano Spadoni, colori di Arianna Florean, 3,70€ in tutte le edicole. L’edizione variant contiene 16 pagine in più di contenuti speciali, intervista a Berardi e immagini, oltre ai risvolti e alla copertina in inserti lucidi disegnata da Vittorio Giardino, 6€ fino ad esaurimento scorte solo sul sito.

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