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Fotografia – L’attenzione per gli invisibili negli scatti di Sergio Larrain

giugno 25, 2014 Mariapia Bruno

PAR84088E’ la prima volta in Italia per il fotografo cileno Sergio Larrain (1931-2012), protagonista, da oggi fino al 9 novembre 2014, di una retrospettiva – comprodotta da Magnum Photos e dalla Fondation Henri Cartier-Bresson e patrocinata dall’Ambasciata del Cile in Italia – allestita presso le sale delle Cantine del Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Benché sia vissuto a lungo e scomparso soltanto da un paio di anni, la sua attività si interruppe nel 1978, quando Larrain capì che più che un senso di libertà, quel mestiere gli causava una sempre maggiore alienazione. E fu così chem dopo tanti viaggi in giro per il mondo ed apprezzamenti anche da parte di Henri Cartier-Bresson, decise di ritirarsi nella campagna cilena ad insegnare yoga e disegno e a scrivere per sensibilizzare e spingere le persone ad agire per migliorare le condizioni dell’umanità, da lui ritenute pessime.

PAR51831Per questi motivi, la mostra valdostana, intitolata Vagabondages, raccoglie 127 scatti realizzati nel periodo di maggior produzione del fotografo, quello che va dal 1950 al 1964. Le opere sono accompagnate da quattro disegni e quattro scritti originali del protagonista, oltre a cinque riviste, sei scatti vintage, quattro libri, e due filmati. I soggetti sono stati immortalati con passione e svelano l’occhio attento, poetico e libero da qualsiasi convenzione dell’artista, secondo cui una buona immagine nasce soltanto da uno stato di grazia. Protagonisti sono i bambini abbandonati, le persone umili e dimenticate ai margini della società, quei soggetti che nel viver quotidiano possono essere ascritti alla categoria degli invisibili, ma che in realtà ci sono, con i loro bisogni e con la propria identità, e con un forte desiderio di raccontarci la loro storia.

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La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Estrema tanto nell’aspetto quanto nella meccanica, la concept coreana anticipa la prima sportiva affidata al reparto Hyundai N. Adotta un 2.0 turbo benzina da 380 cv abbinato a un cambio a doppia frizione e alla trazione integrale.

La seconda generazione della SUV tedesca cresce nelle dimensioni e adotta soluzioni hi-tech in ambito sia multimediale sia di sicurezza. Mediamente più leggera di 90 kg, può contare su motori turbo benzina e diesel con potenze da 150 a 286 cv.

La seconda generazione della berlina ibrida plug-in nipponica percorre 100 km con un litro di benzina e sino a 50 km in modalità elettrica complice la ricarica solare al tetto. Confermato il powertrain ibrido da 122 cv. La batteria si ricarica in poco più di 3 ore.

Il design richiama elementi cari sia alle sportive BMW sia alle vetture maggiormente votate all’off road. La concept bavarese anticipa una nuova SUV coupé derivata da X1 che entrerà in produzione nel corso del 2017.

Ecco le nostre proposte per un fine settimana a pedali, a motore ma non solo. Se non sapete cosa fare date un'occhiata, se sapete già cosa fare potremmo farvi cambiare idea...

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