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È il solo asilo nel raggio di chilometri, ma il governo comunista lo chiude: «Fa fare una brutta figura al paese»

dicembre 29, 2012 Leone Grotti

Il governo comunista cinese della provincia rurale dell’Henan ha deciso di chiudere l’unico asilo di un povero villaggio perché danneggia l’immagine del paese. Jin Huifen ha 44 anni e guida l’asilo del villaggio di Yuzhuang da 16 anni. Lunedì scorso, la struttura ridotta in pessime condizioni ha guadagnato fama internazionale dopo un servizio fotografico che ne mostra il degrado.

«BRUTTA FIGURA PER LA CINA». Le foto di due dozzine di bambini tra gli uno e i cinque anni costretti in una fattoria riadattata a scuola ha fatto impietosire tutti. Compreso il governo comunista, che martedì scorso ha fatto visita alla scuola e ha rimproverato Jin Huifen perché ha aperto un asilo senza la licenza statale e ha ordinato di chiudere tutto. «Credo che dopo avere visto le foto – dichiara la donna al South China Morning Post – il governo abbia pensato che il mio piccolo asilo faccia fare una brutta figura al paese».

ADDIO SCUOLA. L’edificio è sicuramente in pessimo stato, ma come accade spesso nelle zone rurali della Cina è l’unico nel raggio di decine e decine di chilometri. «Gli asili autorizzati dallo Stato sono tutti lontanissimi – continua Jin – Questo è l’unico modo per loro di andare a scuola». I funzionari del ministero dell’Educazione non si sono posti questo problema e hanno deciso di chiudere tutto.

SPENDING REVIEW SCOLASTICA. I bambini dell’asilo sono per la maggior parte figli di migranti, che rappresentano forse il più grande problema della Cina contemporanea e che lavorano nelle grandi città del paese a migliaia di chilometri di distanza dalle famiglie. I loro figli, di conseguenza, vengono educati spesso dai nonni. Il 95 per cento delle scuole cinesi è in una zona rurale, soprattutto le scuole per l’infanzia rappresentano da sempre un grosso problema. Nel 2001 il Partito comunista ha dato il via al piano “abolire e consolidare”, con l’obiettivo di tagliare i costi, migliorando la qualità dell’educazione e l’allocazione delle risorse. Come? Chiudendo decine di migliaia di scuole rurali, che ospitano bambini di pochi villaggi, per creare istituti più grandi per aree più estese.

RISPARMIARE A DANNO DEI BAMBINI. Così, ogni giorno per 10 anni di fila (2001-2010) sono scomparse 63 scuole elementari, 3 scuole medie e 30 centri di insegnamento. Risultato: 230 mila scuole elementari sono scomparse, lasciando enormi problemi a tante famiglie che abitano nelle campagne. Ora sono tantissime le zone della Cina dove per decine di villaggi non c’è neanche una scuola. Come rivela lo studio “All for rural students”, le autorità locali sarebbero state premiate in base al numero delle scuole che riuscivano a chiudere. Risparmiare prima di tutto, anche se a danno dei bambini.

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