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Dossier- Leonardo, Tiziano e Rembrandt ripuliti per il Louvre

aprile 17, 2014 Mariapia Bruno

Leonardo_da_Vinci_(attrib)-_la_Belle_FerroniereQuando i tempi sono maturi, un ritocchino è necessario, soprattutto se parliamo di opere d’arte, ancor di più se si tratta di capolavori. E’ il caso di tre opere che attualmente hanno lasciato le sale espositive del Louvre, per esser ripulite dallo staff del Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France: il Ritratto di dama (1490-95) di Leonardo, meglio noto come La Belle Ferroniere, che abbiamo ammirato circa tre anni fa durante la retrospettiva che la National Gallery di Londra ha dedicato al grande maestro italiano; Giove e Antiope di Tiziano, più conosciuto come Venere del Pardo; e Betsabea con la lettera di David (1564) di Rembrandt. La prima opera, che potrebbe essere in seguito prestata al “Louvre delle sabbie” di Abu Dhabi, subirà un intervento <<puramente estetico>>, ha affermato Vincent Pomarède, direttore del Dipartimento di pittura antica del Louvre. I restauratori cercheranno di assottigliare gli strati più recenti di vernice in modo da ridare alla tela una trasparenza quasi originale, schiarendo le parti del fondo scurite dal tempo e rendendo meno ingiallita la pelle della protagonista. Chissà se sarà poi pronta per il suddetto prestito -alquanto eccezionale per opere di questo livello – non ancora confermato.

Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_016Il caso dell’opera firmata Tiziano è invece più complesso. Le restauratrici incaricate, Patricia Vergez e Franziska Hourrière, hanno dovuto ripulire la composizione dalle multiple ridipinture effettuate in passato in modo un po’ brusco, facendo riemergere, come ha detto la prima, <<graziosi dettagli coperti>> nell’800, come dei particolari del seno e delle labbra e della pelliccia su cui la Venere – ovvero antiope – è distesa mentre si fa sedurre da Giove. Infine, l’urgenza che ha mandato l’opera di Rembrandt in laboratorio, è stata l’eccessiva ossidazione degli strati di vernice sovrapposti al composto originale, che hanno oscurato e reso meno leggibile l’intera composizione. <<Si sono ingialliti>> – ha spiegato lo stesso Pomarède – <<soprattutto la pelle dei corpi, mentre il fondo è molto scuro. Ne soffre soprattutto l’effetto di profondità>>. Altri dettagli compositivi potranno poi essere svelati in corso d’opera. Non ci resta che pazientare fino al 2015, anno in cui la pulizia di tutte e tre dovrebbe essere ultimata, per ammirarle nel rinnovato splendore.

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