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Deficit/Pil. La regola capestro del 3%? Nata per caso

luglio 8, 2014 Redazione

Oggi su Repubblica è stata pubblicata un’intervista a Guy Abeille, “Monsieur 3%”, l’ideatore della regola capestro che impone di contenere il deficit pubblico entro il 3 per cento sul Pil. «Fu una scelta casuale, senza nessun ragionamento scientifico», racconta Abeille che si dice orgoglioso della sua “invenzione”. Francese, economista di 62 anni, allora dipendente del ministero delle Finanze transalpino, narra come nacque quel numero.
«Quando François Mitterrand venne eletto, nel 1981, scoprimmo che il deficit lasciato da Valery Giscard d’Estaing per l’anno in corso non era di 29 ma di 50 miliardi di franchi. Sembrava anche difficile fermare l’appetito dei nuovi ministri socialisti. Avevamo davanti uno spauracchio: superare 100 miliardi di deficit. Mitterrand chiese all’ufficio in cui lavoravo di trovare una regola per bloccare questa deriva». Così, «una sera del 1981», in una riunione durata circa «un’ora», nacque l’idea. «Avevamo pensato in termini assoluti di stabilire come soglia massima 100 miliardi di franchi. Ma era un limite inattendibile data l’alta fluttuazione dei cambi e le possibili svalutazioni. Quindi decidemmo di dare il valore relativo rispetto al Prodotto interno lordo che all’epoca era di 3.300 miliardi. Da qui il fatidico 3%. Qualche mese dopo, Mitterrand parlò ufficialmente della regola per il controllo dei conti pubblici. La Finanziaria si chiuse con uno squilibrio di 95 miliardi. Ma Laurent Fabius, allora premier, anziché dare la cifra parlò un deficit pari al 2,6% del Pil. Faceva molta meno impressione. Così è cominciato tutto».

COME L’EVEREST. «L’obiettivo principale – spiega Abeille – era trovare una regola semplice, chiara, immediata per contenere le spese dei ministeri». Così, poiché «la regola aveva funzionato bene negli anni Ottanta», Jean-Claude Trichet, allora direttore generale del ministero del Tesoro, propose «questa norma durante i negoziati per il Trattato di Maastricht».
Il 3 per cento, quindi, è nato un po’ per calcoli approssimativi e un po’ per caso. «Qualche anno dopo ho lasciato il ministero delle Finanze per lavorare nel settore privato. Immaginavo che ci sarebbero stati degli studi più approfonditi, in particolare quando il parametro è stato esteso all’Europa. E invece il 3% rimane ancora oggi intoccabile, come una Trinità. Mi fa pensare a Edmund Hillary che quando gli chiesero perché aveva scalato l’Everest rispose: “Because it’s there”. Da quella sera del 1981 in cui il 3% è uscito fuori un po’ per caso, è diventato parte del paesaggio delle nostre vite. Nessuno più che si domanda perché. Come una montagna da scalare, semplicemente perché è lì».

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