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Così mia madre è riuscita ad amare e sopportare mio padre per tutta la vita

febbraio 21, 2016 Aldo Trento

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Pubblichiamo l’articolo contenuto nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Padre Aldo, ho 29 anni e sono sposato da soli 2 con una ragazza di 24. Giovani e incapaci di uscire mano nella mano dalle tempeste che sconvolgono migliaia di anime, anche noi siamo caduti nel limbo della separazione. Ma io amo mia moglie e per il bene che le voglio sto lottando ogni giorno, pregando perché la fede non mi abbandoni neppure dopo il divorzio che ormai vedo avvicinarsi. La Madonnina protegge tutti gli sposi. Il dono del sacramento è un lago immenso dove riscoprirsi con l’amore verso la fede, e io devo fare di tutto per accendere nuovamente questo coraggio nel cuore di mia moglie. Ma anche se non ci riuscissi, sono pronto ad aprirle ancor di più il mio cuore, perché nulla può spegnere l’amore che provo per lei.
Lettera firmata

Tutti i giorni crescono in modo sproporzionato i matrimoni che si sfasciano, in particolare fra giovani coppie. Molti ragazzi credono che la vita matrimoniale rimanga uguale a prima e invece, passati i primi bollori, la realtà che sono chiamati a vivere è un’altra: ci sono le pulizie da fare, non si può più uscire come e quando si vuole perché c’è un marito o una moglie e magari anche un figlio. Così cominciano le prime incomprensioni e spesso si arriva al divorzio. Ragazzini capricciosi che di fronte a una piccola pietra nel cammino della vita corrono dalla mamma per farsi coccolare.

Da giovane, mentre ero in vacanza a Corvara, un amico chiese a don Luigi Giussani di fare dei corsi per fidanzati, perché anche tra di noi c’erano famiglie in crisi. Don Giussani, con il suo classico tono di quando era toccato da certe cose, rispose più o meno così: «Sono anni che camminate con me, ma non avete capito niente del Senso Religioso». In questo testo don Giussani ci aiuta ad andare a fondo del nostro cuore, della nostra umanità. Ci aiuta a cogliere l’essenza, le dimensioni, le esigenze dell’Io. «Quid animo satis?», ci ripeteva continuamente. Nella prima e terza premessa del libro, si parla della necessità di un lavoro, di un’ascesi personale. Normalmente il matrimonio entra in crisi quando non si prende sul serio quel lavoro a cui anche don Carrón ci richiama costantemente.

Ma come può stare in piedi un matrimonio se non c’è una solida vita sacramentale, fatta di confessione e Messa? La risposta al matrimonio in crisi sta dentro il sacramento stesso. Per questo è molto triste quando una coppia è in crisi e invece di cercare nel sacramento la luce per camminare, cerca gli “esperti” della mente, o di problematiche matrimoniali. Qualunque relazione che non abbia origine o non sia sostenuta da una vita sacramentale è destinata ad appiattirsi, e quindi terminare.

La preghiera di san Filippo Neri
Guardando la mia esperienza di 45 anni di sacerdozio mi sembra di poter affermare con certezza che l’origine del divorzio è il venir meno di questo lavoro personale. Il problema non è la coppia, ma la persona. La coppia cammina bene nella misura della relazione personale con Gesù. Che cosa ha permesso a mia madre di sopportare e amare con tenerezza e pazienza mio padre? Una intensa vita di preghiera fatta di Messa, confessione e un grande amore alla Madonna. E così vale per noi consacrati.

Il contesto culturale può favorire o meno la comprensione di chi sono, però tocca alla mia libertà fare i conti con la realtà. Quanti missionari hanno lasciato la propria vocazione! Ma non vengano a dirmi che è per colpa di una donna: c’è qualcosa che viene prima, ed è lo spegnersi progressivo della relazione personale con il Mistero. La donna entra come conseguenza di questo. Ricordo l’esempio che faceva don Giussani: se il bicchiere non è pieno fino all’orlo, è inevitabile che qualcosa possa entrarvi. Vale per gli sposati come per noi consacrati, spesso soli e preoccupati di fare tante cose trascurando la nostra relazione personale con Gesù. Chi non ha tentazioni nella vita? Chi non conosce la propria debolezza e il rischio di cadere? Mi sembra, se non sbaglio, che fosse san Filippo Neri con la sua ironia a dire prima di uscire di casa al mattino: «Signore, tienimi una mano sulla testa, altrimenti questa sera torno a casa in compagnia di una donna».
paldo.trento@gmail.com

Foto matrimonio da Shutterstock


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2 Commenti

  1. Susanna Rolli scrive:

    Bello!, Don ALdo Trento, come sempre!

  2. Antò scrive:

    Molto bello!

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