Google+

(Cine)Fumetto – Big Hero 6 trasporta i supereroi nello stile Disney

gennaio 13, 2015 Amedeo Badini

Da quando la Disney Company ha comprato la Marvel nel 2009, molti si chiedevano quali sarebbero state le mosse per sfruttare quell’enorme patrimonio di storie e di personaggi che la casa editrice ibX2t3Saveva creato in più di 70 anni. Non solo i film, le attrazioni nei parchi di divertimento ed un’accelerata nel merchandising, ma anche le molteplici possibilità di legare due stili diversi, quello dell’animazione disneyana e quello dei super-hero comics americani. Big Hero 6 è il primo frutto di questa collaborazione, il primo classico che si basa su di un fumetto Marvel. In particolare, la storia da cui si ispira è quella di una misconosciuta e breve serie di comics, in due differenti momenti, nel 1998 e nel 2008, e narra di un gruppo di giovani supereroi giapponesi, tali grazie al loro ingegno e ad una serie di mirabolanti invenzioni, in lotta contro minacciosi nemici pronti a distruggere il Giappone. Una trama convenzionale che la Disney, come ha sempre fatto anche con le fiabe, piega e modifica alle sue esigenze.

Il film, diretto da Don Hall e Chris Williams (già regista di Bolt), sa innovare nella tradizione, costruendo nel genere supereroistico quelle tematiche tanto care alla produzione Disney, come l’amicizia, il rapporto tra fratelli e il potere dell’immaginazione. Il giovane piccolo genio Hiro, insieme al fratello Tadashi, sono il perno su cui si costruisce la parte sentimentale del film, e che esprimono, con il loro lavoro di inventore, come sia appassionante plasmare la realtà creando strumenti che possano fare del bene all’umanità. Ed è proprio l’invenzione di Baymax, un robot bianco e morbidoso che esegue i compiti di infermiere, a riempire il film con la sua figura e la sua appassionante umanità, pur nel suo essere robotico. La storia si snoda tra azione e introspezione, il tutto ambientato nella suggestiva e inedita cornice di San Fransokyo, un misto di culture giapponese e americana. Lo stile di animazione lascia sbalorditi, e le inquadrature fantasiose, le pennellate visionarie e i giri di macchina impetuosi lasciano il segno, sbaragliando la concorrenza.

BigHero6 gifI limiti del film stanno forse in un certo schematismo nella contrapposizione villain – eroi, e nella semplicità dei personaggi secondari. Si vede che i maggiori sforzi sono stati impiegati nel rapporto tra i fratelli e in Baymax, che in effetti sono figure a tutto tondo, dei bellissimi caratteri capaci di ispirare e di essere ricordati. La prima incursione nel terreno super – eroistico, molto rischiosa se confrontata con il resto della produzione Disney, riesce in buona parte, lasciando forse ad un inevitabile sequel la piena riuscita di tutte le sue componenti. Ma la creazione di Baymax, personaggio maiuscolo, è sicuramente un eredità importante, ed entra di diritto nella storia dell’animazione.

Inoltre, prima del film viene proiettato anche un delizioso cortometraggio, dedicato al rapporto tra uomo,cibo e cane: Winston. Davvero pregevole e ben condotto, utilizzando una nuova tecnica di animazione, che combina matita e cgi, già utilizzata in Paperman.

Nota: ne approfitto per segnalare il proseguo della bellissima iniziativa del Disney Compendium, un progetto coraggioso che propone di inquadrare criticamente tutta la produzione della Disney Company.

Big Hero 6, 2014, regia di Don Hall e Chris Williams, Disney, nei migliori cinema

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La show car a batteria al debutto al Salone di Parigi può contare su di un motore da 170 cv e un’autonomia di 600 km. È una hatchback compatta disponibile a guida autonoma e anticipa 30 futuri modelli elettrici Volkswagen. Una rivoluzione.

La nuova ammiraglia della Stella è lunga 6,5 metri, pesa oltre 5 tonnellate ed è caratterizzata da una blindatura in grado di resistere sia alle armi d’assalto sia agli esplosivi. Adotta da un V12 6.0 biturbo da 530 cv. Il prezzo? 1,4 milioni di euro.

Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana