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Cina. Vittima di aborto forzato protesta contro le autorità comuniste: incriminata per frode

ottobre 26, 2013 Leone Grotti

Vi abbiamo già parlato di Li Fengfei, la donna picchiata e costretta ad abortire il suo secondo figlio alla 18esima settimana dalle autorità dell’Ufficio pianificazione familiare di Bijie, contea di Jinsha (Guizhou). Rinchiusa in prigione per aver violato la legge sul figlio unico, Li ha dovuto firmare con un’impronta digitale il modulo che dichiarava il suo assenso all’aborto.

«NON VOGLIO PIÙ VIVERE». Giovedì scorso Li è stata anche trascinata in tribunale dalle autorità locali con l’accusa di frode. La donna, infatti, aveva denunciato tutto su internet mostrando i documenti che era stata obbligata a firmare. Le autorità l’hanno accusata di aver falsificato questi documenti e altri precedenti al suo aborto forzato. Secondo l’avvocato della donna, Li Guisheng, «Li in tribunale ha detto che non le importava il suo destino “perché tanto non voglio più vivere dopo aver perso il mio secondo bambino”».

ACCUSE FALSE. «La vogliono incastrare per proteggere le persone al potere – ha dichiarato l’avvocato a Radio Free Asia – contro di lei hanno usato la peggior forma di violenza possibile, l’aborto forzato. L’hanno rinchiusa in prigione mentre era incinta ed è la prima volta negli ultimi decenni che questo accade nella contea di Jinsha». Secondo il marito di Li, «nessuna delle accuse è reale. Noi non volevamo questo aborto, l’avvocato mi ha detto che gli aborti forzati sono illegali eppure il giudice non ci ha neanche ascoltati».

IL BUSINESS DEGLI ABORTI FORZATI. Gli aborti forzati sono teoricamente illegali in Cina, anche se di fatto spesso vengono praticati, come nei casi di Feng Jianmei, della signora Lü, di Yang Yuzhi e Zeng Lili. A volte vengono sterilizzati anche gli uomini, come avvenuto a Li Defu. A rigor di legge, invece, le famiglie con più di un figlio dovrebbero pagare una multa ai governi locali, che devono usare quei soldi per migliorare i servizi pubblici a favore dei bambini. Ma secondo un’inchiesta condotta dall’avvocato Wu Youshui, i 16,5 miliardi di yuan (circa due miliardi di euro) raccolti nell’ultimo anno sono stati intascati da funzionari corrotti.

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2 Commenti

  1. giuliano scrive:

    è la solita tecnica usata dai vermi rossi per sbarazzarsi di chi è scomodo. In Italia tale tecnica ha un successo enorme: Andreotti, Craxi, Berlusconi, ecc..

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