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Cina pronta a riabilitare il vescovo Ma Daqin? Meglio essere cauti e ricordare cos’è la Chiesa per il governo comunista

aprile 2, 2014 Leone Grotti

Ma Daqin potrebbe essere riabilitato: Vaticano e partito comunista cinese potrebbero trovare un accordo per riconoscerlo legittimo vescovo di Shanghai. È la notizia diffusa dall’agenzia Reuters, che cita fonti anonime della Chiesa cattolica in un lungo articolo sull’eroico vescovo da due anni segregato dalle autorità comuniste nel seminario di Sheshan.

L’AFFRONTO DI MA. Ma Daqin è stato consacrato vescovo ausiliare di Shanghai il 7 luglio 2012 ma alla fine della Messa di ordinazione ha annunciato ai fedeli che avrebbe abbandonato lAssociazione Patriottica, il surrogato della Chiesa cattolica creato da Mao Zedong che richiede fedeltà al partito invece che al Papa, visto come un pericoloso capo di Stato straniero.
Da quel giorno monsignor Ma è stato prima rinchiuso nel monastero di Sheshan «per riposare» ed essere rieducato, poi privato della possibilità di uscire in pubblico e dire Messa per due anni e infine il titolo di vescovo gli è stato revocato. Per il Vaticano, però, monsignor Ma continua a essere il legittimo successore a vescovo di Shanghai di Jin Luxian, morto ad aprile dell’anno scorso. A marzo, inoltre, è morto anche all’età di 97 anni Giuseppe Fan Zhongliang, vescovo “sotterraneo” di Shanghai.

POSSIBILE DIALOGO. Ma era stato inizialmente approvato anche dal partito comunista, «convinto che fosse uno “yes man”», ma dopo il suo «tradimento» è stato scaricato. Secondo fonti cattoliche citate da Reuters, il governo cinese ha privatamente comunicato alla Santa Sede che potrebbe riabilitare Ma e riconoscerlo come legittimo vescovo di Shanghai. Se questo grande cambiamento avvenisse, però,«sarebbe lento e graduale ma siamo positivi. Potrebbe ricominciare un dialogo con la Cina», afferma la fonte ecclesiastica.

«MA RICONOSCA I SUOI ERRORI». Il cosiddetto presidente onorario dell’Associazione patriottica, Anthony Liu Bainian, ha dichiarato: «Ma ha ingannato i vescovi e il governo. Come potrebbe diventare responsabile di una diocesi grande come Shanghai? È plagiato da forze straniere (cioè il Vaticano, ndr)». Poi ha aggiunto: «Ha violato le regole della chiesa ma è una persona dotata di talento» e può essere riabilitato se «si pente veramente e capisce e riconosce i suoi errori».

PIANO CON LA RICONCILIAZIONE. Per Liu, così come per il partito comunista che lo manovra, riconoscere l’autorità del Papa è un «errore». Pechino ha sempre considerato la volontà del Vaticano di nominare i vescovi in Cina come una «ingerenza indebita» negli affari interni, ignorando che le cose stanno esattamente al contrario. Perciò, prima di parlare di riavvicinamento tra Cina e Chiesa cattolica, come suggerisce l’agenzia di stampa, sarebbe bene conoscere quali sono gli «errori» di cui monsignor Ma dovrebbe pentirsi.
È bene inoltre ricordare le puntate precedenti. L’ultima volta che i giornali italiani hanno parlato di pace fatta tra Chiesa cattolica e Cina è stato nel 2010, quando era stato trovato l’accordo sulle nomine di alcuni vescovi. Ma subito dopo, a fine 2010 e nel 2011, il partito comunista ha nominato tre vescovi illegittimi (Guo Jincai, Paolo Lei Shiyin Giuseppe Huang Bingzhang), tutti scomunicati dalla Santa Sede.

I CATTOLICI AUMENTANO. Come dimostrano i funerali del vescovo sotterraneo monsignor Giuseppe Fan Zhongliang, ai quali hanno partecipato circa cinquemila fedeli nonostante le minacce delle autorità comuniste, i cattolici cinesi seguono sempre meno l’Associazione Patriottica e sempre di più la Chiesa unita al Papa. Il governo comunista è anche spaventato dall’aumento del numero dei cattolici, che sono passati dagli 8 milioni del 1988 ai 12 milioni odierni, anche se per le autorità esistono solo quelli ufficiali, che sono 5,3 milioni.

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